L’appello: “Sull’omeopatia servono più informazioni per cittadini e una normativa in linea con l’Europa”

(Adnkronos) – Maggiore trasparenza per i cittadini, informazioni più complete per medici e farmacisti e un progressivo allineamento della normativa italiana a quella europea. Sono stati questi i temi al centro della conferenza stampa ‘La medicina omeopatica in Europa e in Italia. Quadro normativo, orientamenti e prospettive di riforma’, ospitata oggi nella Sala Caduti di Nassiriya del Senato della Repubblica su iniziativa del senatore Giovanni Satta. “Quando milioni di cittadini ricorrono a questi medicinali è dovere delle istituzioni promuovere un confronto serio, basato sulla ricerca, sulla trasparenza e sulla tutela del paziente”, ha affermato Satta. Il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, nel suo intervento, ha evidenziato la necessità di proseguire il percorso di armonizzazione della normativa italiana con quella europea, affinché anche i cittadini italiani possano disporre, come avviene in altri Paesi dell’Unione, di strumenti informativi più completi, a partire dal foglietto illustrativo dei medicinali omeopatici. 

“L’obiettivo è garantire ai cittadini un’informazione sempre più chiara e qualificata: quando oltre 10 milioni di italiani dichiarano di aver utilizzato medicinali omeopatici nell’ultimo anno, il tema non può essere considerato marginale”, ha dichiarato Gemmato, ricordando inoltre l’istituzione di un tavolo di confronto presso il ministero della Salute dedicato anche al comparto degli integratori per rafforzare il monitoraggio del settore e favorire un quadro regolatorio più trasparente. “Non servono contrapposizioni ideologiche, ma un dialogo fondato sulle evidenze scientifiche e sul diritto dei cittadini a essere informati correttamente”, ha sottolineato Alessandro Pizzoccaro, presidente di Guna, azienda di farmaci omeopatici, che ha richiamato la necessità di costruire un percorso condiviso tra istituzioni, ricerca e imprese. Pizzoccaro ha inoltre ricordato come una maggiore formazione e un’informazione qualificata rivolte a medici, farmacisti e operatori sanitari rappresentino un passaggio fondamentale per accompagnare l’evoluzione del settore e garantire ai cittadini scelte sempre più consapevoli. La presidente di Omeoimprese, Silvia Nencioni, ha illustrato il quadro economico e sociale del comparto. Il mercato italiano rappresenta il terzo in Europa, con un valore di circa 160 milioni di euro, 25 aziende e circa 2.000 addetti. Presentando i risultati dell’indagine Eumetra 2026, Nencioni ha ricordato che il 97% degli italiani conosce i medicinali omeopatici, 22,5 milioni di persone li hanno acquistati almeno una volta e 10,4 milioni li hanno utilizzati nell’ultimo anno. “Il dato più significativo è che otto italiani su dieci chiedono informazioni più chiare e trasparenti. La vera sfida oggi non è far conoscere l’omeopatia, ma consentire ai cittadini di comprenderla meglio attraverso un’informazione corretta e completa”, ha evidenziato. 

Valter Santilli, docente di Medicina fisica e riabilitativa dell’Università Sapienza di Roma, ha sottolineato come il ricorso all’omeopatia e alla low dose medicine da parte di milioni di cittadini europei e di migliaia di medici rappresenti un fenomeno che merita di essere approfondito con strumenti scientifici sempre più rigorosi. “La ricerca rappresenta il presupposto fondamentale per ogni evoluzione della medicina”, ha affermato, osservando come l’assenza di evidenze definitive non coincida necessariamente con la dimostrazione dell’inefficacia di un trattamento. Santilli ha quindi auspicato un maggiore sostegno alla ricerca indipendente e lo sviluppo di metodologie adeguate per valutare approcci terapeutici innovativi, nell’interesse dei pazienti e del Servizio sanitario nazionale. Per Sergio Bernasconi, professore Emerito di Pediatria ed ex presidente della Società italiana di pediatria, “i dati della ricerca preclinica e clinica mostrano effetti biologici e terapeutici che meritano attenzione e ulteriori approfondimenti”. Bernasconi ha inoltre evidenziato come la farmacologia omeopatica possa rappresentare, in specifici contesti clinici, una terapia complementare da integrare con la medicina convenzionale, contribuendo a migliorare la qualità di vita dei pazienti. Nel corso dell’incontro è emersa la volontà condivisa di proseguire il dialogo tra istituzioni, comunità scientifica e imprese per costruire un quadro normativo più chiaro, trasparente e coerente con quello europeo. Un percorso che punta a rafforzare l’informazione, aumentare la consapevolezza dei cittadini e garantire regole sempre più omogenee nell’interesse dei pazienti e del Servizio sanitario nazionale. 

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