(Adnkronos) – “Stiamo vivendo tempi molto spaventosi e pericolosi. Per noi negli Stati Uniti è qualcosa di nuovo. Gli afroamericani hanno conosciuto l’autoritarismo, gli americani bianchi no. Per questo stiamo cercando di capire come reagire e stiamo imparando velocemente. E questo è positivo”. Jane Fonda, 88 anni, attrice, attivista e icona culturale americana, da decenni impegnata nelle battaglie per i diritti civili e sociali, non nasconde la preoccupazione per la deriva autoritaria che, a suo giudizio, sta attraversando il suo Paese sotto la presidenza di Donald Trump.
A Venezia, dove è arrivata su invito di Diane von Furstenberg per ricevere il DVF Award, il premio istituito 17 anni fa dalla stilista e filantropa attraverso la Diller-Von Furstenberg Family Foundation, Jane Fonda ha parlato del clima politico e sociale che sta attraversando gli Stati Uniti. Nel corso di una conversazione con un gruppo ristretto di giornalisti, Fonda ha sottolineato all’Adnkronos che anche una parte dell’elettorato repubblicano e dei sostenitori di Donald Trump non approva ciò che sta accadendo nel Paese: “Ci sono molti repubblicani che hanno votato per Trump e che non apprezzano quello che sta succedendo. Non piacciono loro leader che traggono vantaggio dalla crudeltà e che creano caos”.
Guardando al futuro, la celebre attrice e attivista si è detta tutt’altro che rassegnata: “Sono piena di speranza. Perché sto lavorando. Sto facendo tutto il possibile per fermare il consolidamento dell’autoritarismo. E quando lavori duramente, hai speranza”. “La speranza è un muscolo, come il cuore: se lo eserciti, diventi più forte e senti speranza”, ha aggiunto Fonda. “Abbiamo lottato a lungo per i diritti civili, per tutti i diritti, e non permetteremo che ce li portino via”. (di Paolo Martini)
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