In 15mila a Massa contro i decreti sicurezza: in tanti al corteo dello sciopero generale della Cgil

MASSA – Sono circa 15mila le persone scese in piazza a Massa, secondo quanto reso noto dalla Cgil, per la manifestazione La protesta non è reato, promossa in occasione dello sciopero generale regionale indetto dal sindacato toscano contro i cosiddetti pacchetti sicurezza. Alla mobilitazione si è unita la solidarietà alle persone citate a giudizio dopo la manifestazione del 3 ottobre 2025 contro il genocidio in Palestina, quando furono occupati i binari della stazione di Massa.

Il corteo è partito alle 9 da piazza Garibaldi, ha attraversato il centro e si è concluso in piazza Aranci, davanti alla prefettura, per gli interventi finali. Tante le bandiere sindacali e numerosi i giovani. Al centro della protesta la difesa del diritto di manifestare e di esprimere il dissenso, che per la Cgil sarebbe messo a rischio dagli effetti delle nuove norme. Il sindacato ha ribadito la solidarietà alle persone coinvolte nei procedimenti giudiziari e ha precisato che la protesta è rivolta agli effetti delle norme contestate, non alla magistratura.

“Viviamo in un contesto gravissimo – ha detto alla partenza il segretario generale della Cgil Toscana, Rossano Rossi – segnato dalle disuguaglianze che aumentano. C’è una deriva bellicista che toglie risorse a sanità, trasporti e scuola per buttarle nelle armi. Se di fronte a tutto questo le persone vogliono manifestare pacificamente, come previsto dalla Costituzione, ecco i decreti sicurezza: questo è inaccettabile”.

Tra i partecipanti la sindaca di Carrara Serena Arrighi, il sindaco di Fosdinovo Antonio Moriconi e l’assessora regionale Monia Monni. “Rispettiamo il lavoro della magistratura – ha detto Arrighi – ma c’è un tema profondo legato all’indirizzo politico repressivo che questo governo ha sviluppato in questi quattro anni”

Presente anche Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione comunista-Sinistra europea: «La protesta sociale e la solidarietà con il popolo palestinese non si criminalizzano – ha affermato – Siamo qui per difendere il diritto di scioperare, manifestare e dissentire». Acerbo ha annunciato che sarà anche al corteo di sabato a Roma, La Via Maestra, organizzato dalla Cgil.

La solidarietà del presidente della Regione, Eugenio Giani, è arrivata da Bruxelles, dove è impegnato per la difesa dei fondi di coesione in vista dell’approvazione del bilancio europeo. “Oggi è stato mandato un messaggio forte – ha dichiarato – non si fanno passi indietro di fronte alla difesa del diritto costituzionale al dissenso. Quando si manifesta pacificamente non si mette in crisi la sicurezza, ma si rende più vitale la vita pubblica”. Giani ha spiegato che gli impegni istituzionali gli hanno impedito di partecipare al corteo, dove erano presenti altri membri della giunta.

REDAZIONE

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