Midterm, Bassetti e Pregliasco: “Voto Usa è sconfitta per Trump e anti-scienza”

(Adnkronos) –
Una sconfitta per le posizioni anti-scienza e no vax. Il risultato delle elezioni di midterm negli Stati Uniti ha un significato che va al di là del perimetro puramente politico, come affermano Matteo Bassetti e Fabrizio Pregliasco. “L’America ha mandato un messaggio fortissimo: una sonora bocciatura politica per Trump e il suo progetto oscurantista. Vince la ragione contro il complottismo, la scienza contro l’antiscienza, i diritti civili contro il regresso. Trump e Kennedy Jr. hanno fatto della disinformazione e della guerra alla scienza una bandiera. Gli elettori hanno presentato il conto. Ora il messaggio deve arrivare in tutto il mondo, Italia compresa: il progresso non si combatte, si difende”, la riflessione di Bassetti, professore di malattie infettive all’università di Genova. Il significato di questo esito elettorale, per l’esperto, interessa anche l’Italia.  

“Il mondo moderato, democratico e pro-scienza si faccia sentire”, invita l’infettivologo in un post su X. “Non lasciamo il futuro agli oscurantisti. Il significato di questo risultato va oltre gli equilibri parlamentari: riguarda il rapporto tra democrazia, diritti, conoscenza e scienza. Il messaggio riguarda da vicino anche l’Italia – argomenta l’esperto – Nel nostro Paese l’antiscienza è tornata a occupare troppo spazio, anche nei luoghi di governo. Negli ultimi quattro anni abbiamo assistito alla legittimazione di posizioni no-vax, alla diffusione di teorie antiscientifiche e a un preoccupante arretramento della cultura scientifica nel dibattito pubblico. Non soltanto ai margini, ma anche dentro le istituzioni. Le scelte sul reintegro dei sanitari non vaccinati, la cancellazione delle sanzioni per chi aveva rifiutato il vaccino e le polemiche sulle nomine in ambito sanitario sono segnali di un problema che non possiamo ignorare. Trump e Kennedy Jr. hanno portato questa contrapposizione a una dimensione internazionale. L’Italia non deve seguire questa strada. La scienza non è un’opinione. La salute pubblica non è terreno di propaganda. Il progresso non può essere ostaggio delle ideologie”. 

Il risultato americano, conclude il direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, “riporta al centro una domanda fondamentale: quale società vogliamo costruire? Una società che investe nella ricerca, nell’istruzione, nella libertà, nei diritti civili e nel pensiero critico, oppure una che lascia spazio a paure, complottismi e oscurantismo? Il progresso non si combatte, si difende. E quando si volta le spalle alla scienza, prima o poi la realtà presenta il conto”. 

Il voto decreta “una sconfitta per le politiche no-vax di Trump” per il virologo Fabrizio Pregliasco. “Non possiamo attribuire il risultato elettorale alla sola questione sanitaria – precisa – ma auspico che il nuovo equilibrio politico possa favorire un ripensamento delle scelte in materia di prevenzione”. 

“Guardo con soddisfazione alla possibilità che, dopo il risultato delle elezioni americane, si apra una riflessione critica sulle politiche sanitarie dell’amministrazione Trump, soprattutto per quanto riguarda le vaccinazioni. La salute pubblica non può diventare terreno di scontro ideologico, né essere condizionata da posizioni che mettono in discussione decenni di conquiste scientifiche”, afferma il direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’università Statale di Milano. “Le scelte dell’amministrazione Trump e del segretario alla Salute Robert Kennedy Jr. – sottolinea – hanno alimentato preoccupazioni nella comunità scientifica internazionale. Ridimensionare le raccomandazioni vaccinali e diffondere dubbi non sostenuti dalle evidenze significa rischiare di compromettere la fiducia dei cittadini nella prevenzione”. 

Pregliasco si aggancia alla cronaca: “Il ritorno del morbillo negli Stati Uniti, con migliaia di casi registrati” e un bimbo morto nello stato di New York, primo decesso da 30 anni, “dimostra quanto sia pericoloso abbassare la guardia. Le vaccinazioni hanno salvato milioni di vite e rappresentano uno dei più importanti successi della medicina moderna”, ribadisce il medico che chiosa: “La scienza non è democratica nel senso che le evidenze non si decidono a maggioranza. Devono essere rispettate, indipendentemente da chi governa. Difendere i vaccini significa difendere la salute di tutti, soprattutto dei più fragili”. 

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