Dalla cimice asiatica a quella dei letti, oltre 1.500 specie in Italia

(Adnkronos) – Dalla cimice asiatica, che ha provocato enormi danni ai nostri frutteti, alla cimice dei letti che infesta ambienti domestici e pubblici: sono oltre 1500 le specie di questo eterottero diffuse su tutto il territorio. Piero Genovesi, responsabile Fauna di Ispra e presidente emerito del gruppo specialistico dell’Iucn sulle specie invasive, spiega all’Adnkronos quali sono gli impatti e le possibili azioni di contenimento di questo insetto. 

Quali e quante specie sono presenti in Italia?
 

“In Italia ci sono quasi 1500 specie di cimici: parliamo di eterotteri, un gruppo di insetti. Quelle che noi conosciamo di più, perché ci danno fastidio, sono le cimici dei letti che si nutrono anche di sangue; l’altra specie più nota è la cimice di campagna, quella verde, che se schiacciata dà un cattivo odore. E’ conosciuta per questa sua caratteristica e anche perché, nutrendosi di liquidi vegetali, può danneggiare orti, frutteti e piante. Quindi le specie sono moltissime e vivono in tutto il nostro territorio”. 

Perché si parla molto della cimice asiatica?  

“La cimice asiatica, detta anche cimice marmorizzata, caratterizzata da una colorazione grigiastra, è una specie esotica arrivata, appunto, dall’Asia. E’ giunta una quindicina d’anni fa in Italia diffondendosi in molte Regioni ed ha avuto un fortissimo impatto economico perché danneggia soprattutto i frutti – il primo anno ha causato più di 380 milioni di danni in Val Padana – ma può nutrirsi anche di vite, soia, mais, piante ornamentali e dove trova condizioni favorevoli può realmente esplodere e fare danni molto rilevanti”. 

Come difendersi dalla cimice asiatica?
 

“L’unica difesa all’inizio è stata quella di utilizzare pesticidi, poi è stato richiesto – Ispra valuta questi casi – la possibilità di introdurre un’altra specie esotica, la cosiddetta vespa samurai – una piccola vespa che depone le proprie uova in quelle della cimice e si ciba delle uova di cimice – sperando ne riducesse la consistenza. Noi abbiamo valutato i possibili rischi – perché ovviamente introdurre una specie esotica comporta dei rischi – e abbiamo ritenuto accettabili questi rilasci; quindi, sono diversi anni che si fanno dei rilasci che in alcuni casi hanno un po’ messo sotto controllo la cimice asiatica”.  

La troviamo anche nelle case?
 

“Sì, soprattutto nel Nord Italia. Si trova nei giardini di chi abita vicino a spazi verdi e facilmente la ritrova anche in casa. La gran parte di queste specie, compresa la cimice di campagna, si nutre di vegetali, quindi, non hanno alcun effetto su di noi, se non per il cattivo odore che emanano”.  

Come riconosciamo, invece, le cimici dei letti?
 

“Sono molto piccole. Mentre le cimici di campagna o le cimici asiatiche sono di diversi centimetri, quindi molto visibili, le cimici dei letti sono estremamente piccole, grandi come un seme di mela, di forma ovale e colore scuro. Se uno sente fastidio e avverte delle punture con ponfi rossi che danno prurito, occorre controllare se sono presenti, cercando nelle cuciture, nelle pieghe del materasso oppure nelle intersezioni della rete col telaio”. 

Come va gestita l’infestazione?
 

“Sono insetti molto resistenti; si nascondono in piccole fessure per cui non è facilissimo toglierle, l’importante è lavare lenzuola, coperte e materasso invasi da questi animali a temperatura molto calda, la più alta che le etichette permettono, utilizzare l’aspirapolvere nelle cuciture e nelle giunzioni del letto; ci sono anche delle fodere specifiche anticimici con chiusura che isolano il materasso e quindi evitano che si muovano. Meglio non spostare lenzuola e materassi in altre stanze per non diffondere l’infestazione; non va usato alcol, benzina o altro ed è meglio non spruzzare insetticidi a caso”.  

Come arrivano nelle nostre case e quali condizioni climatiche ne favoriscono la diffusione?
 

“Sono animali da sempre vicini all’essere umano perché si nutrono di sangue delle persone e degli animali; da quando le regole di igiene sono più diffuse sono meno frequenti, un tempo lo erano di più. Sono attratte proprio dal calore delle case e dalla presenza di persone. Le cimici dei letti, vivendo soprattutto in casa, risentono meno delle temperature esterne mentre le cimici asiatiche tendono ad esplodere in primavera-estate e sono molto meno diffuse in autunno-inverno. Le cimici di campagna, quelle verdi, sono molto diffuse vicino ai campi di soia, per esempio. Nei mesi di fine estate si trovano più frequentemente nelle abitazioni perché quando fuori comincia a far freddo cercano il calore e si infilano spesso nelle intercapedini delle finestre, nelle fessure e nei cassoni delle tapparelle”. 

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