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A San Francisco c’è stata la “Marcia per i miliardari”: una protesta mai vista prima

Si chiama “March for Billionaires”, “Marcia per i miliardari”, ed è nata con l’obiettivo (dichiarato) di proteggere Jeff Bezos, Larry Page, Sergey Brin e altri facoltosi dalla minaccia del “Billionaire Tax Act”, una proposta di tassa patrimoniale del 5% avanzata dalla sezione Ovest del Service Employees International Union (Seiu), un sindacato nazionale che rappresenta principalmente lavoratori nel settore della sanità.

A San Francisco, sabato 7 febbraio, una trentina di persone si è riunita per una manifestazione che ha destato confusione e sgomento ben oltre la California.

In cosa consiste la marcia 

Il corteo è partito da Pacific Heights, il quartiere più ricco della città, e ha percorso Fillmore Street fino al municipio. Tra i partecipanti veri c’erano circa 30 persone che brandivano cartelli pro-miliardari. Contro di loro, una dozzina di contro-manifestanti con striscioni satirici tipo “Eat the Rich” e un pupazzo gigante del Cuoco Svedese dei Muppets. Sul posto, un numero di giornalisti superiore a entrambi i gruppi messi insieme.

Il sito ufficiale della marcia celebra i miliardari come “creatori e innovatori che hanno migliorato la vita di milioni di persone”, proponendo una lista di esempi ispiratori: Jeff Bezos, l’inventore di aspirapolvere James Dyson e Hamdi Ulukaya, che “ha reso popolare lo yogurt greco”. Una difesa appassionata contro chi dipinge questi benefattori come responsabili delle crescenti disuguaglianze economiche e sociali.​

La Billionaire Tax Act che fa paura alla Silicon Valley

Dietro la marcia c’è il Billionaire Tax Act, una proposta di legge nata da un’iniziativa popolare promossa da un grande sindacato sanitario californiano. Se approvata, imporrebbe una tassa una tantum del 5% su ogni patrimonio netto superiore a un miliardo di dollari, da pagare in cinque anni a partire dal 2027. L’imposta colpirebbe titoli azionari, opere d’arte, attività commerciali, oggetti da collezione, proprietà intellettuale.

L’obiettivo dichiarato è compensare i tagli federali ai servizi sanitari per le persone a basso reddito firmati da Donald Trump, finanziando sanità, istruzione e programmi di assistenza alimentare. La tassa si applicherebbe retroattivamente a chi viveva in California al 1° gennaio 2026. Un dettaglio che ha scatenato reazioni veementi nella Silicon Valley.

Sergey Brin e Larry Page, fondatori di Google, hanno già iniziato a trasferire parte dei loro patrimoni in Florida. Il governatore Gavin Newsom ha annunciato che porrà il veto in caso di approvazione. La proposta, insomma, ha scatenato un putiferio tra i titani dell’economia, che minacciano di lasciare lo Stato portando con sé i loro soldi.

L’organizzatore Derik Kauffman, uno startupper che si sente incompreso

Dietro la marcia c’è Derik Kauffman, fondatore dell’Ai startup RunRL e unico promotore dichiarato dell’iniziativa.  L’imprenditore ha giustificato l’evento come reazione a un inasprimento fiscale percepito come dannoso soprattutto per i fondatori di startup, la cui ricchezza è spesso legata a capitale ancora non realizzato. In altre parole: sono miliardari solo sulla carta, non hanno davvero tutti quei soldi liquidi. Kauffman ha scelto di rimanere anonimo fino a poco prima della marcia, temendo di subire minacce e attacchi pubblici.

Il sito dell’evento portava lo slogan “Vilifying billionaires is popular. Losing them is expensive” (Demonizzare i miliardari è popolare. Perderli è costoso). Secondo Mission Local, il giornale locale che ha seguito la vicenda, non si tratta di satira ma di una vera campagna politica pensata per ribaltare il racconto pubblico sulla ricchezza in California.

San Francisco tra proteste e slogan

 San Francisco è la città che da anni ospita proteste con slogan come “Tax the Rich” e “People Over Billionaires”.

Per questo, organizzare una marcia per difendere i miliardari in una delle città con il più alto tasso di senzatetto degli Stati Uniti ha generato un cortocircuito narrativo immediato. I contro-manifestanti hanno dominato la scena con sarcasmo, mascherandosi da figure satiriche ed enfatizzando il contrasto tra la ricchezza estrema e i bisogni sociali.

Online l’evento sembra ha generato un enorme impatto mediatico. D’altronde, non capita tutti i giorni di vedere una protesta a tutela di chi, in un giorno, guadagna quello che un cittadino medio non vede in una vita intera.

Mondo

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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