Dai 27 anni della Bulgaria ai 32 dell’Italia: a che età fanno figli le donne in Ue

Dai 27 anni della Bulgaria ai 32 dell’Italia: a che età le donne in Europa hanno il loro primo figlio? A rispondere sono gli ultimi dati pubblicati da Eurostat, riferiti all’anno 2024, secondo i quali le donne nell’Unione europea diventano madri per la prima volta a un’età media di 29,9 anni. Una media, però, che nasconde profonde differenze tra i vari Stati membri, con l’Italia che si conferma come uno dei Paesi dove la maternità viene posticipata più a lungo.

Il divario europeo: l’Italia al vertice per età del primo figlio

Il panorama europeo della natalità è estremamente variegato. Se si guarda all’età media delle donne alla nascita del primo figlio, la Bulgaria registra il valore più basso con 26,9 anni (quasi 27), seguita dalla Romania con 27,2 anni. All’estremo opposto troviamo l’Italia, dove le donne diventano mamme per la prima volta mediamente a 31,9 anni (circa 32), il dato più alto dell’intera Ue, seguita dal Lussemburgo con 31,6 anni.

Questa tendenza al rinvio della maternità è un fenomeno diffuso in tutto il continente: tra il 2013 e il 2024, l’età media al primo parto nell’Ue è passata da 28,8 a 29,9 anni.

Tasso di fertilità ai minimi storici

Oltre all’innalzamento dell’età, i dati mostrano una preoccupante flessione del numero complessivo di nati. Nel 2024, nell’Unione europea sono nati 3,55 milioni di bambini, con un calo del 3,3% rispetto ai 3,67 milioni del 2023. Il tasso di fertilità totale è sceso a 1,34 figli per donna, il livello più basso registrato dal 2001.

Per avere un’idea della portata del fenomeno, basti pensare che per mantenere la popolazione stabile senza ricorrere alla migrazione sarebbe necessario un tasso di circa 2,1, definito “livello di sostituzione”. Un valore inferiore a 1,3 è invece considerato come “fertilità estremamente bassa”.

La mappa delle nascite in Europa

Anche se il calo delle nascite resta generalizzato (il tasso è diminuito in 24 Paesi Ue tra il 2023 e il 2024), esistono differenze significative nei tassi di fecondità tra le nazioni:

  • I tassi più alti: la Bulgaria detiene il primato con 1,72 figli per donna, seguita dalla Francia (1,61) e dalla Slovenia (1,52).
  • I tassi più bassi: la maglia nera spetta a Malta con appena 1,01 figli per donna, seguita dalla Spagna (1,10) e dalla Lituania (1,11).
  • La situazione italiana: l’Italia si colloca in una posizione critica, combinando un’età materna molto elevata con un tasso di fertilità basso, pari a 1,18.

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Perché si fanno meno figli e più tardi?

I dati Eurostat evidenziano un cambiamento strutturale: le donne europee tendono ad avere meno figli da giovani e più figli in età avanzata. Mentre i tassi di fertilità per le donne sotto i 30 anni sono in calo dal 2004, quelli per le donne sopra i 30 anni sono in aumento. Nel 2024, la fascia d’età con la fertilità più elevata è diventata quella tra i 30 e i 34 anni, superando quella dei 25-29 anni che era prevalente vent’anni fa.

Questo scenario riflette diverse strutture familiari, tradizioni e sviluppi storici all’interno degli Stati membri, che mantengono la responsabilità esclusiva sulle politiche familiari. Tuttavia, la Commissione europea sta monitorando attentamente questi cambiamenti demografici, fornendo strumenti agli Stati per affrontare le sfide che una popolazione che invecchia e si restringe pone alla competitività dell’Europa.

Fertilità

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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