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Decreto sicurezza e coltelli: scatta la responsabilità “automatica” dei genitori

Fino a 1.000 euro di multa per i genitori se il figlio minorenne viene fermato con un coltello in tasca.

Il decreto sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri ieri, 5 febbraio 2026, introduce una sanzione amministrativa diretta ai genitori di minori trovati con armi da taglio fuori casa, segnando una svolta nella responsabilità genitoriale. La misura, presentata dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e sostenuta dal vicepremier Matteo Salvini, entra immediatamente in vigore come decreto-legge e come tale dovrà essere convertita in legge dal Parlamento entro 60 giorni.

Cosa prevede il decreto: multa automatica per i genitori 

Chiunque porti fuori casa lame affilate o appuntite superiori a 8 centimetri senza giustificato motivo (come, per esempio, la raccolta di funghi) rischia la reclusione da 6 mesi a 3 anni. Stessa pena per chi porta coltelli a scatto, a farfalla, camuffati (ad esempio occultati in altri oggetti) o con lama pieghevole superiore a 5 centimetri dotata di blocco della lama o apribile con una sola mano.

A questa pena si aggiungono sanzioni accessorie pesanti, che possono essere stabilite dal prefetto: sospensione della patente di guida, del porto d’armi, ma anche del passaporto e del permesso di soggiorno per chi è straniero.

Il testo specifica che “nei confronti del soggetto che esercita la responsabilità genitoriale sul minore è applicata la sanzione amministrativa pecuniaria” da 200 a 1000 euro. In pratica, la famiglia è chiamata a rispondere economicamente per il comportamento irresponsabile e potenzialmente pericoloso del figlio minore.

La bozza rafforza anche gli strumenti di prevenzione già in vigore ed estende l’ammonimento del questore ai reati violenti commessi con armi o strumenti vietati. Se dopo l’ammonimento il minore commette un reato analogo, viene “applicata la sanzione amministrativa pecuniaria” a carico dei genitori o di chi ne fa le veci.

Divieto di vendita e controlli online

Il decreto vieta inoltre la vendita a minorenni di strumenti da punta e da taglio, anche tramite siti web o piattaforme digitali. Per i trasgressori è prevista una sanzione amministrativa da 500 a 3.000 euro, che può salire fino a 12.000 euro in caso di reiterazione, oltre alla revoca della licenza commerciale.

Viene istituito un registro elettronico delle vendite dove i commercianti devono inserire quotidianamente ogni operazione effettuata. Chi non lo fa rischia una multa da 2.000 a 10.000 euro. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) sarà responsabile della vigilanza sugli acquisti online, un compito nuovo che estende le sue competenze dal settore delle telecomunicazioni a quello della sicurezza pubblica.

Come cambia la responsabilità dei genitori

Fino ad oggi, i genitori rispondevano civilmente per i danni causati dai figli minori secondo l’articolo 2048 del Codice civile, con possibilità di dimostrare di “non aver potuto impedire il fatto”. Per i reati penali dei minori, invece, la responsabilità genitoriale scattava solo in caso di colpa specifica, come l’omessa vigilanza grave o il fornire direttamente un’arma al figlio.

Il decreto sicurezza 2026 introduce invece una sanzione amministrativa automatica che colpisce i genitori per il solo fatto oggettivo: il minore viene trovato con un coltello, la famiglia paga la multa, anche se la lama non viene utilizzata. Non serve dimostrare che mamma o papà abbiano consegnato l’arma o trascurato consapevolmente l’educazione del figlio. È sufficiente che il ragazzo abbia violato il divieto.

Questa novità trasforma la responsabilità genitoriale da una questione civilistica (risarcimento danni) e penale specifica (colpa grave) a controllo amministrativo preventivo. L’obiettivo dichiarato del governo è arginare il fenomeno delle baby gang e della violenza giovanile, colpendo le famiglie sul portafoglio per spingerle a vigilare meglio sui comportamenti dei figli. 

Come per tutte le sanzioni amministrative pecuniarie, la multa da 200 a 1.000 euro pesa in modo diverso su nuclei con redditi differenti. Per una famiglia operaia o monoreddito, 500 euro di sanzione rappresentano una cifra pesante, equivalente a metà dello stipendio mensile medio di molti lavoratori. Per famiglie benestanti, invece, la stessa cifra può risultare sopportabile, e la sanzione può avere una   minore efficacia deterrente.

Il confronto con altri Paesi

L’Italia non è il primo Paese a introdurre sanzioni per i genitori di minori armati di lame.

In Francia, il Codice di sicurezza interna vieta la vendita di armi ai minori e prevede multe da 135 a 750 euro per i genitori in caso di omessa vigilanza, con responsabilità civile automatica.

Nel Regno Unito, il Criminal Justice Act 1988 prevede sanzioni penali per i genitori negligenti nella custodia di armi, con multe che superano le 1.000 sterline e, nei casi più gravi, anche pene detentive.

Negli Stati Uniti la situazione varia da Stato a Stato: in California le multe ai genitori per armi illegali detenute da minori vanno da 1.000 a 10.000 dollari, mentre in Texas è prevista la responsabilità penale diretta per chi consente ai figli l’accesso ad armi.

In Germania, il Waffengesetz (legge sulle armi) punisce i genitori che non custodiscono adeguatamente le armi con multe fino a 10.000 euro.

Il decreto italiano si inserisce quindi in un trend europeo di responsabilizzazione delle famiglie, con una particolarità: eleva il porto di coltelli da contravvenzione a delitto e introduce una sanzione amministrativa automatica che prescinde dalla solidità della educazione impartita dai genitori.

Le modifiche dopo il confronto con il Quirinale 

Nelle settimane precedenti all’approvazione, il provvedimento ha subito modifiche dopo un confronto con la Presidenza della Repubblica per evitare norme a rischio di incostituzionalità. Una delle misure più discusse era il fermo preventivo fino a 12 ore per persone sospettate di poter commettere reati durante manifestazioni pubbliche. Il Quirinale chiede che, affinché una persona venga privata della libertà, ci siano gravi indizi a carico, come una tuta da black block, un casco, un’arma impropria. I soggetti trovati in queste condizioni o che abbiano precedenti potranno essere “accompagnati” negli uffici di polizia o carabinieri avvisando il pm se si ritiene che rappresentino un pericolo e comunque per un massimo di 12 ore. Si passa dunque dal “fermo” all’”accertamento” che dovrà comunque comunicato all’autorità giudiziaria.

Il testo definitivo non è ancora disponibile, ma secondo le anticipazioni governative il decreto contiene anche altre misure: zone rosse urbane attorno alle stazioni, Daspo urbano, pene più severe per chi non si ferma davanti all’alt delle forze dell’ordine e norme sull’immigrazione.

Famiglia

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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