Infertilità, l’epidemia silenziosa: ne soffre una persona su sei

Una persona su sei nel mondo soffre di infertilità nel corso della propria vita. Questo dato drammatico, che non distingue tra Paesi ricchi e poveri, è il punto di partenza del Rapporto Annuale 2025 del Programma speciale sulla riproduzione umana (Hpr) dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), un documento che segna una svolta storica: il rilascio delle prime linee guida globali sull’infertilità. Per decenni considerata un problema di serie B, l’infertilità viene oggi riconosciuta dall’Oms come una sfida cruciale per l’equità e la salute pubblica.

Infertilità: un diritto, non un lusso

La nuova guida dell’Oms contiene 40 raccomandazioni volte a rendere le cure fertili più sicure, eque e accessibili. Attualmente, il costo di un singolo ciclo di fecondazione in vitro può superare il doppio del reddito annuo di una famiglia, creando barriere insormontabili per milioni di persone. Le strategie proposte includono:

  • Integrazione nei sistemi nazionali: l’Oms chiede ai governi di inserire le cure per l’infertilità nei finanziamenti pubblici per ridurre i costi catastrofici a carico dei pazienti.
  • Prevenzione e diagnosi precoce: l’attenzione si sposta sulla gestione delle infezioni sessualmente trasmissibili, l’educazione alla fertilità e la promozione di stili di vita sani.
  • Percorsi clinici standardizzati: dalla consulenza psicologica iniziale fino alle tecniche avanzate come la fecondazione in vitro, ogni passaggio deve essere basato su evidenze scientifiche.
  • Sostegno psicosociale: per la prima volta, si sottolinea l’importanza di affrontare il peso emotivo che l’infertilità comporta.

Contraccezione: i nuovi “pilastri” della scelta consapevole

Mentre il mondo affronta la sfida dell’infertilità, 164 milioni di donne hanno ancora un bisogno insoddisfatto di contraccezione moderna. Il rapporto 2025 annuncia il lancio della sesta edizione dei Criteri Medici di Idoneità e della quarta edizione delle Raccomandazioni Pratiche Selezionate, i pilastri normativi per una cura contraccettiva sicura. Tra le novità più rilevanti, il rapporto conferma che i metodi ormonali sono sicuri per le donne che assumono la Profilassi pre-esposizione per l’Hiv e che i contraccettivi iniettabili possono essere somministrati immediatamente dopo il parto. Inoltre, l’Oms evidenzia come la contraccezione non sia solo prevenzione, ma un catalizzatore di benessere: riduce il dolore legato all’endometriosi e aumenta il potere decisionale delle donne su risorse e istruzione.

Un dato innovativo rivela che 1 persona su 20 interrompe la contraccezione a causa di effetti negativi sulla vita sessuale, spingendo l’Oms a chiedere ai medici di integrare il benessere sessuale nei colloqui clinici.

Mortalità materna: la lotta contro il tempo e le malattie croniche

Ogni anno, inoltre, circa 260.000 donne muoiono per complicazioni legate alla gravidanza, una tragedia in gran parte prevenibile. L’Oms segna così una svolta sull’emorragia post-parto, pubblicando le prime linee guida consolidate che raccomandano ai clinici di intervenire non appena si raggiungono i 300 ml di perdita ematica se accompagnati da segni vitali anomali. Il protocollo E-Motive, testato in diversi Paesi, ha dimostrato che un “pacchetto” standardizzato di interventi (massaggio uterino, farmaci uterotonici, fluidi) può salvare migliaia di vite.

E ancora: il diabete colpisce ormai una gravidanza su sei. L’Oms ha rilasciato 27 raccomandazioni specifiche per gestire diabete e anemia falciforme durante la gestazione, sottolineando l’importanza di monitoraggio continuo e accesso ai farmaci essenziali come l’insulina.

Diritti, violenza e aborto sicuro

Il rapporto non evita i temi più complessi della nostra epoca:

  • Violenza di genere: quasi un miliardo di donne (840 milioni) ha subito violenza fisica o sessuale. L’Oms avverte che i finanziamenti per la prevenzione sono in calo, nonostante l’aumento dei conflitti globali che esasperano il rischio per le adolescenti.
  • Aborto: un cambiamento storico riguarda la lista dei farmaci essenziali come mifepristone e misoprostolo, i quali sono stati inseriti senza le precedenti note restrittive che ne limitavano l’uso ai soli contesti “legalmente accettabili”, riaffermando che l’accesso a questi farmaci è un requisito sanitario universale.
  • Mutilazioni genitali femminili: l’Oms lancia un allarme sulla “medicalizzazione” delle mutilazioni genitali femminili, con un caso su quattro eseguito da personale sanitario; le nuove linee guida proibiscono esplicitamente tale pratica e chiedono codici deontologici più severi.

In un mondo segnato da incertezze economiche e guerra, l’Oms ribadisce che la salute riproduttiva non è opzionale. Attraverso l’uso responsabile dell’intelligenza artificiale e di toolkit digitali, l’Oms mira a combattere la disinformazione che distorce le scelte individuali. L’obiettivo per il 2026 è chiaro: trasformare l’evidenza scientifica in sopravvivenza, garantendo che ogni persona possa realizzare le proprie intenzioni riproduttive con dignità e sicurezza.

Fertilità

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

© Riproduzione riservata

spot_img

Notizie correlate

Comune di Massa
cielo sereno
18 ° C
18 °
18 °
55 %
2.6kmh
0 %
Mer
18 °
Gio
18 °
Ven
18 °
Sab
19 °
Dom
20 °

Ultimi articoli

SEGUICI SUI SOCIAL

VIDEO NEWS