Farmaceutica: la sfida delle competenze, ‘servono velocità, coraggio e formazione’

(Adnkronos) – “Le competenze come leva strategica per governare la trasformazione dell’industria farmaceutica, sostenere innovazione e produzione, attrarre talenti e rafforzare la competitività del Paese”. È questo il messaggio emerso dal talk ‘L’industria farmaceutica scommette sulle competenze’, secondo appuntamento del ciclo ‘Equilibri e prospettive del sistema salute’, promosso da Adnkronos con il contributo non condizionante di Farmindustria, che si è tenuto oggi al Palazzo dell’Informazione di Roma, moderato dal vicedirettore Fabio Insenga, con la partecipazione di Claudio Durigon, sottosegretario al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, e Giorgio Maracchioni, presidente della Fondazione Its per le Nuove tecnologie della vita. In un contesto segnato da cambiamenti sempre più rapidi dall’impatto dell’intelligenza artificiale e dei big data alla medicina di precisione fino all’evoluzione dei processi produttivi, il settore farmaceutico conferma la centralità del capitale umano. Le competenze, è stato il filo conduttore del confronto, non sono più un elemento accessorio, ma la condizione necessaria per accompagnare la transizione tecnologica e trasformarla in investimenti, brevetti, occupazione qualificata e crescita industriale. 

“Le competenze sono fondamentali. L’industria farmaceutica ha un obiettivo molto semplice e chiaro: ricercare, sviluppare e produrre nuovi farmaci, nuovi vaccini per curare meglio patologie esistenti o curarne di nuove. E per fare questo le competenze sono la base essenziale”, ha sottolineato Cattani, ricordando come la farmaceutica rappresenti in Italia una delle filiere più dinamiche sul fronte dell’innovazione, dei brevetti, della produzione e dell’export: “Un primato costruito nel tempo grazie a un modello di competenze distribuito lungo tutta la filiera e su tutto il territorio nazionale, oggi guardato come riferimento anche oltre i confini italiani”, ha ricordato. 

Sul fronte del lavoro, Durigon ha richiamato l’attenzione sul tema del mismatch tra domanda e offerta di professionalità. “Dopo la stagione del Pnrr andiamo verso una fase con meno risorse e dovremo essere molto più attenti a come utilizzarle”. Da qui la necessità, ha aggiunto, di “una grande operazione comune tra Governo, parti sociali e imprese per indirizzare gli investimenti sulla formazione che serve davvero al mercato del lavoro”. Un punto chiave, per il sottosegretario è la qualità dei percorsi formativi: “Non possiamo più sbagliare la formazione: deve essere sempre più mirata sulle esigenze delle aziende e dei lavoratori. L’orientamento e gli Its Academy sono strumenti fondamentali su cui investire per il futuro”. 

 

Per Maracchioni, il nodo delle competenze è ancora più strutturale. “Le competenze non sono una variabile dipendente dell’innovazione, ma la sua condizione abilitante”, ha affermato. “Senza competenze e senza un linguaggio condiviso tra ricerca, industria e autorità regolatoria, il rischio è non riuscire a trasformare il valore generato in competitività, sviluppo industriale e attrazione di investimenti”. Da qui l’urgenza di allineare formazione e tecnologie: “Dobbiamo parlare ai giovani in modo chiaro e indicare prospettive concrete di crescita, altrimenti il rischio è perdere competenze e valore che si spostano all’estero”. 

Il tema della formazione continua è stato indicato come leva strategica per accompagnare l’evoluzione del mercato del lavoro. “Lo skill progressivo è fondamentale – ha osservato Durigon – e alcune best practice, come quelle del contratto farmaceutico, vanno estese perché dimostrano che qualità del lavoro e crescita professionale possono andare di pari passo”. 

Per Cattani, lo sviluppo delle competenze riguarda l’intera filiera, dalla ricerca alla produzione fino ai nuovi modelli industriali: “Non parliamo solo delle grandi aziende, ma anche di tutto il comparto Cdmo (Contract Development and Manufacturing Organization, ndr), che rappresenta una forza propulsiva fondamentale. Questa dinamica positiva di formazione, assunzione e retention dei talenti deve essere rafforzata lungo tutto il sistema”. E ha aggiunto: “Le competenze trasversali legate a dati e algoritmi stanno diventando sempre più centrali ed è evidente che il tema sarà ancora più strategico per il futuro del settore”. Per un comparto che è già oggi leader in Europa e tra i primi al mondo, la vera scommessa non riguarda solo la tecnologia ma la capacità di sviluppare, attrarre e trattenere le competenze giuste. “Dobbiamo uscire da una dimensione autoreferenziale e avere il coraggio di fare scelte rapide, perché il mondo si muove più velocemente di noi. Le imprese farmaceutiche sono tra le più dinamiche al mondo perché investono in ricerca e nei giovani: dobbiamo rafforzare questa capacità insieme alle istituzioni”, ha concluso Cattani.  

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