Ovaio policistico, Unfer (Egoi-Pcos): “Nuova definizione primo passo internazionale”

(Adnkronos) – “Da anni la definizione di sindrome dell’ovario policistico (Pcos) era obsoleta, per due motivi: prima di tutto perché non si tratta di cisti ovariche ma di uno sviluppo follicolare arrestato nella sua fase di crescita; in secondo luogo perché, come già spiegato nella pubblicazione della nostra società Egoi-Pcos del 2023, si tratta di una malattia endocrino-metabolica, quindi sono le alterazioni metaboliche e l’insulina, prima di tutto, alla base dell’eziopatogenesi di quella che è stata ridefinita Pmos”, sindrome ovarica poliendocrino-metabolica. Così Vittorio Unfer, presidente Egoi-Pcos (Experts Group on Inositol in Basic and Clinical Research and on Pcos) commenta la recente pubblicazione su ‘The Lancet’, “da parte dell’amica professoressa Helena J Teede, membro dell’Eshre – European society of human reproduction and embryology, importante società internazionale che ha iniziato il percorso che come Egoi-Pcos abbiamo intrapreso anni fa”. L’obiettivo è “arrivare dove noi siamo già, cioè a elaborare nuovi criteri diagnostici e un razionale terapeutico – spiega Unfer – Attualmente l’Eshre non ci ha dato indicazioni, ha cambiato semplicemente il nome, ha fatto un primo passo. La nostra società scientifica si trova molto più avanti – chiarisce – perché Eshre, essendo internazionale, ha una gestione più complessa e molto lenta”.  

Una volta “capito che si tratta di una malattia endocrino-metabolica – illustra l’esperto – abbiamo inserito, nell’ambito diagnostico, l’insulino-resistenza e l’iperinsulinemia. Abbiamo quindi collegato il fenomeno metabolico, legato all’insulina, al fattore endocrino, cioè il testosterone, identificando un rapporto tra questi due ormoni e identificando un cut off limite che ci aiuta nella diagnosi e, quindi, nel trattamento. Formare i medici e i pazienti riguardo queste importantissime novità è estremamente importante – sottolinea Unfer – Noi siamo sul campo e siamo protagonisti come Egoi-Pcos anche grazie all’apertura di numerosi ambulatori che seguono i nuovi criteri diagnostici, i nuovi approcci terapeutici che, come possiamo immaginare, riguardano, in prima linea, le modificazioni dello stile di vita e dell’abitudine alimentare. Di seguito c’è l’utilizzo di insulinosensibilizzanti, come il myo-inositolo, a volte associato con il D-chiro-inositolo, nel rapporto fisiologico 40:1”.  

È una “grande soddisfazione che il primo ambulatorio dedicato sia un ambulatorio pubblico presso l’ospedale San Camillo di Roma diretto dal professor Roberto Baldelli che, grazie alla lungimiranza del direttore generale della struttura: a oggi gli appuntamenti sono arrivati ad agosto 2027 – evidenzia il presidente Egoi-Pcos – La policistosi ovarica è una malattia che ha una predisposizione genetica, ma anche fattori scatenanti come per esempio l’obesità, le alterazioni dello stile di vita o cattive abitudini alimentari. La diagnosi in adolescenza è estremamente difficile – precisa – perché alcuni fenomeni adolescenziali sono uguali a quelli che si manifestano in questa sindrome, ma oggi siamo in grado di identificare le pazienti a rischio di sviluppare, un domani, la sindrome endocrino metabolica. Vanno quindi identificate con un’accurata anamnesi, un esame obiettivo e di alcuni esami strumentali e trattate”. 

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