(Adnkronos) – Le rilevazioni Istat di marzo 2026 evidenziano come il costo del carrello della spesa abbia registrato un incremento del 2,2% su base annua, con picchi del 3,6% per i prodotti alimentari freschi. La gestione dello spreco alimentare emerge come una leva economica strategica: mediamente, ogni cittadino scarta cibo per un valore di circa 378 euro pro capite l’anno, una cifra che equivale a quasi due mesi di spesa alimentare.
L’integrazione di strumenti digitali per il recupero dell’invenduto ha permesso di trasformare quello che sarebbe stato un costo ambientale in un valore economico tangibile. Dal 2019 a oggi, il risparmio complessivo generato per gli utenti in Italia ha superato i 310 milioni di euro. Sotto il profilo tecnico, la differenza tra il valore di mercato dei prodotti e il prezzo d’acquisto scontato consente, secondo i dati Too Good To Go, a un utente regolare di recuperare un potere d’acquisto potenziale superiore agli 800 euro annui. Questo risultato è reso possibile da un’infrastruttura che connette oltre 26.000 attività partner, dai piccoli negozi di vicinato alle grandi catene di distribuzione, facilitando il recupero di oltre 34 milioni di pasti.
Il beneficio economico si riflette direttamente su indicatori ambientali misurabili. Il recupero del cibo ha evitato l’emissione di circa 92.000 tonnellate di CO2e e il consumo inutile di oltre 27 miliardi di litri d’acqua. Ogni pasto salvato corrisponde mediamente al risparmio di 810 litri d’acqua e all’evitata emissione di 2,7 kg di CO2e.
“In un periodo storico segnato da aumenti dei prezzi e incertezze economiche, piccoli gesti quotidiani come scegliere prodotti salvati contribuiscono non solo a tutelare il pianeta, ma anche il portafoglio delle persone. E i risultati registrati dalla nostra app in questi sette anni sono l’esempio concreto di come impatto e convenienza possano andare di pari passo” commenta Mirco Cerisola, Country Director Italia di Too Good To Go. “Secondo dati recenti di Insee ed Eurostat, il cibo resta una delle principali voci di spesa su cui le famiglie intervengono per ottimizzare il bilancio, soprattutto nei periodi di aumento dei costi energetici, che incidono sul potere d’acquisto complessivo. In questo contesto, non si tratta necessariamente di rinunciare alla qualità, ma di adottare strategie più consapevoli per ridurre gli sprechi e gestire in modo più efficiente la spesa quotidiana”.
—
tecnologia
webinfo@adnkronos.com (Web Info)


