Comunicare l’Abitare, a Roma la sfida di una casa migliore e più accessibile

(Adnkronos) – Si è chiusa alla Casa dell’Architettura – Acquario Romano la prima giornata della quarta edizione di Comunicare l’Abitare, il think tank promosso da Casa Radio che ha riunito istituzioni, professionisti, associazioni e imprese attorno a una questione concreta: come migliorare la qualità delle abitazioni rendendola economicamente accessibile. Il confronto è partito dai risultati del sondaggio Comunicare l’Abitare 2026. Tre dati hanno offerto una chiave di lettura dei lavori: il 62,9% dei rispondenti ha ritenuto che le competenze delle professioni della casa fossero poco conosciute, per nulla conosciute oppure confuse; il 46,2% ha assegnato un giudizio basso alla sostenibilità del costo complessivo dell’abitare per una famiglia media nella propria città; il 56,5% ha dichiarato disponibilità a pagare di più per un’abitazione certificata come salubre, efficiente e sicura. La richiesta di qualità e la preoccupazione per i costi hanno accompagnato le diverse sessioni, collegando le condizioni economiche delle famiglie alle scelte di chi progetta, costruisce, riqualifica e gestisce il patrimonio immobiliare. 

“Il sondaggio mette a fuoco il rapporto tra qualità della casa e possibilità di sostenerne il costo. C’è anche disponibilità a riconoscere il valore di abitazioni più sane, efficienti e sicure, ma occorre renderle accessibili anche a chi ha redditi fragili o discontinui. Lo stesso vale per la rigenerazione: recuperare gli immobili deve servire a rispondere ai bisogni dei quartieri. Per questo la domanda è concreta: come migliorare l’abitare senza aumentare le difficoltà di chi cerca casa?”, ha dichiarato Paolo Leccese, giornalista, ideatore di Comunicare l’Abitare e membro del Comitato Scientifico. Il tema della qualità è stato approfondito nel confronto sulla salubrità degli spazi abitati e sulle responsabilità tecniche, giuridiche e professionali. Qualità dell’aria indoor, muffe, radon, materiali e qualità delle acque sono stati affrontati insieme ai compiti di progettisti, tecnici, amministratori e proprietari. La discussione ha messo in relazione le caratteristiche degli immobili con la capacità di riconoscere i problemi, individuare le competenze necessarie e accompagnare gli interventi con informazioni comprensibili. 

Con il confronto su “Rigenerare senza consumare: città, patrimonio edilizio e nuove politiche urbane”, l’attenzione si è spostata dagli edifici ai quartieri e alle condizioni necessarie per realizzare gli interventi. Recupero dell’esistente, investimenti e offerta abitativa sono stati discussi attraverso il contributo delle professioni tecniche, delle rappresentanze della proprietà e delle imprese. “Il sondaggio evidenzia che la questione abitativa non può essere ridotta al solo livello dei prezzi e dei canoni. Pesano l’adeguatezza dei redditi, la qualità del patrimonio edilizio, l’incertezza normativa e fiscale e la complessità delle procedure. È significativo, inoltre, che emerga una domanda di qualità delle abitazioni, accompagnata però dalla preoccupazione per i costi necessari a garantirla. La risposta deve essere quella di favorire gli investimenti, incentivare la riqualificazione degli immobili e creare le condizioni per ampliare l’offerta abitativa. Servono politiche che incoraggino, non nuovi vincoli e ulteriori oneri per i proprietari”, ha affermato Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia. 

 

Sulla necessità di ampliare l’offerta e di spiegare meglio il significato delle trasformazioni urbane è intervenuto Federico Filippo Oriana, avvocato immobiliarista, presidente e amministratore delegato di ASPESI Unione Immobiliare e membro del Comitato Scientifico di Comunicare l’Abitare: “Il sondaggio 2026 sulle problematiche della casa in Italia commissionato da Comunicare l’Abitare offre interessanti spunti di valutazione proprio per le risposte variegate che ha registrato. Prevale la sensibilità al prezzo, per la ben nota problematica dei redditi reali non cresciuti in Italia negli ultimi 25 anni, ma non manca l’attenzione per la qualità abitativa e per l’efficienza energetica. Sulla prospettiva, assolutamente necessaria nelle grandi città, della rigenerazione urbana le idee sono confuse e circospette, ma questo dipende dal fatto che noi, mondo della trasformazione immobiliare, non abbiamo saputo comunicare bene questa esigenza del territorio italiano. Un elemento di fondo accomuna, tuttavia, queste risposte e offre anche la soluzione al problema della casa in Italia: occorre produrre più edifici nuovi per la vendita e l’affitto. Disporre di molte nuove case determinerebbe automaticamente una diminuzione dei prezzi e un aumento significativo dell’efficienza energetica e ambientale media del patrimonio residenziale italiano”. 

La possibilità di tradurre queste indicazioni in scelte operative è stata al centro della sessione dedicata al contributo di imprese, professionisti e istituzioni a un’agenda condivisa per l’abitare. Il confronto ha collegato materiali, tecnologie, progettazione e comunicazione, affrontando il tema della collaborazione lungo l’intero processo di realizzazione e gestione degli immobili. Alla discussione si è affiancato lo Speed Date Network, con appuntamenti programmati tra professionisti, imprese e rappresentanti della filiera. Uno spazio dedicato alla conoscenza diretta, alla presentazione di esigenze e progetti e all’approfondimento di possibili collaborazioni. Il rapporto tra le persone e la propria casa è stato raccontato anche attraverso “La casa cambia”, lo spettacolo sulla riqualificazione energetica promosso da ENEA, con Gianni Terenzi e Antonio Disi. Il linguaggio teatrale ha portato nel confronto dubbi, desideri e scelte che accompagnano gli interventi sulle abitazioni, collegando i contenuti tecnici all’esperienza quotidiana di chi le vive. 

La giornata ha ospitato inoltre la consegna dei Tell Inhabit Awards 2026, dedicati alle migliori iniziative di comunicazione sull’abitare. I riconoscimenti sono andati a: Miglior podcast: Rotte di connessione, a cura di Francesca Romana Trombaccia. Miglior libro: (non) Basta aprire porte!, di Luca Gramaccioni e Alessandro Grupico. Miglior canale YouTube: Visionari dell’immobiliare, a cura di Federico Soraci. Miglior evento in presenza, ex aequo: business-beats 2025, organizzato da onOffice Italia, e Nulla accade per caso – Première, legato a Fabrizio Zampetti. Miglior rivista o quotidiano online: REquadro, diretto da Vittorio Zirnstein. Miglior rivista di architettura: AR Magazine, diretta da Marco Maria Sambo. Miglior programma televisivo: Casa contro casa, con Fabrizio Zampetti. I premi hanno valorizzato il ruolo della comunicazione nel rendere comprensibili le trasformazioni della casa e delle città. Una responsabilità che ha attraversato l’intera giornata: spiegare le competenze, rendere riconoscibili le prestazioni degli immobili e aiutare le persone a compiere scelte consapevoli. Il confronto ha così ricondotto il valore della casa alle condizioni concrete del suo utilizzo: sicurezza, benessere e sostenibilità dei costi nel tempo. Su questo terreno si è sviluppato il dialogo tra proprietà, professioni e imprese, con l’obiettivo di rendere i miglioramenti dell’abitare accessibili a un numero maggiore di persone. 

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