(Adnkronos) – Un pacchetto di misure approda oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri. La riunione, non ancora ufficialmente convocata, dovrebbe tenersi alle 19 e affrontare dall’energia ai ristori per l’autotrasporto, fino agli interventi per l’emergenza frana di Niscemi.
Tra i dossier più urgenti c’è quello relativo alle accise sui carburanti. Il taglio attualmente in vigore scade infatti oggi: al momento lo sconto vale 24,4 centesimi al litro sul diesel e 6,1 centesimi sulla benzina. Il governo è al lavoro per individuare nuove coperture che consentano di prorogare la misura ed evitare ulteriori rincari alla pompa: senza un nuovo intervento, infatti, la benzina potrebbe tornare ad avvicinarsi ai 2 euro al litro, mentre il diesel rischierebbe di superare quota 2,20 euro.
Nel decreto, ha annunciato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, “ci saranno interventi a sostegno dell’autotrasporto, del trasporto pubblico locale, cerchiamo di prolungare fino alla prima settimana di giugno gli interventi sul taglio delle accise” e “di intervenire sull’ex Ilva di Taranto”. Il titolare del Mef lo ha definito “un provvedimento tampone” nella speranza che si sblocchi il negoziato con la Ue.
Sul fronte dell’autotrasporto, oggi pomeriggio è previsto un confronto diretto tra l’esecutivo e le rappresentanze del settore. L’incontro si terrà alle 16.45 a Palazzo Chigi, convocato dalla Presidenza del Consiglio. Alla riunione parteciperà una delegazione governativa guidata dalla premier Giorgia Meloni, con il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, il ministro dell’Economia Giorgetti, il viceministro Edoardo Rixi e il consigliere Stefano Caldoro.
Sul tavolo ci saranno le richieste del comparto, che da settimane sollecita misure per compensare l’aumento dei costi energetici e garantire sostegno alle imprese del trasporto merci. “I rischi di un aumento” dei carburanti “ci sono, adesso anche come governo cercheremo di intervenire domani in Cdm dopo aver ascoltato gli autotrasportatori che sono una parte importante di coloro che subiscono e stanno subendo un danno forte a causa della chiusura di Hormuz” ha affermato oggi il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
Un capitolo centrale del Cdm riguarderà poi Niscemi, la città siciliana colpita dalla frana del 25 gennaio scorso, dove ieri Meloni si è recata per la terza volta dall’inizio dell’emergenza. La premier ha annunciato l’arrivo di un doppio programma da complessivi 150 milioni di euro. “Noi domani abbiamo un altro Consiglio dei ministri in cui vorremmo licenziare due programmi, ciascuno del valore di 75 milioni di euro, per un totale quindi di 150 milioni”, ha dichiarato Meloni durante la riunione operativa in municipio.
“Il primo programma riguarda la messa in sicurezza del territorio”. Il secondo intervento sarà invece destinato ai proprietari degli immobili distrutti o sgomberati. I contributi – ha anticipato la premier – potranno essere utilizzati per acquistare una nuova abitazione, comprare un’area edificabile oppure ristrutturare altri immobili già disponibili tra Niscemi e i comuni limitrofi. Lo stanziamento previsto è di 75 milioni di euro, mentre la stima attuale dei contributi necessari “è di poco più di 50 milioni di euro”.
Meloni ha inoltre ricordato che il governo aveva già approvato a febbraio un decreto poi convertito in legge dal Parlamento ad aprile per finanziare gli interventi urgenti. Durante la visita a Niscemi, accompagnata dal capo della Protezione civile Fabio Ciciliano, la presidente del Consiglio ha sottolineato anche “la complessità tecnica e geologica enorme” dell’emergenza e la necessità di proseguire il lavoro sugli interventi di recupero e assistenza alle famiglie coinvolte. “Non c’è niente che dobbiamo dare per scontato” e “c’è ancora molto da fare”, ha detto la premier.
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