Doveva essere una chef, invece era una ladra: anziano narcotizzato e derubato

(Adnkronos) –
Su un sito di incontri si era presentata come ‘Francesca’, chef professionista capace di preparare cene di alto livello. E così lo scorso febbraio scorso si era garantito il primo appuntamento in casa di un sessantottenne di Venaria Reale, nel torinese. Il figlio dell’uomo, non riuscendo ad avere contatti con il papà, aveva dato l’allarme. In camera da letto dell’uomo, i sanitari lo avevano trovato narcotizzato e dunque avevano allertato i carabinieri. I militari, dopo aver constatato che il pensionato era stato vittima di una rapina da parte di una donna conosciuta su un sito d’incontri che aveva sottratto un prezioso orologio, documenti e carte di credito, hanno ricostruito approfonditamente le ore antecedenti al primo appuntamento. Il primo impulso alle indagini lo ha dato una pentola di spaghetti che gli investigatori hanno trovato appoggiata sul tavolo della cucina e che, analizzata, ha fatto emergere la presenza di tracce di benzodiazepine, medesimo principio attivo trovato al sessantottenne.  

È stata questa correlazione, unita al fatto che la donna si vantava di essere una chef di alta categoria, che ha permesso agli investigatori di definire il modus operandi dell’indagata. La raccolta delle telecamere di videosorveglianza della zona e il tracciamento dei pagamenti effettuati in vari esercizi pubblici hanno, inoltre, accertato la complicità del suo compagno nel mettere a segno il colpo. L’analisi dei sistemi di video-sorveglianza da parte degli investigatori ha oltretutto permesso di smentire la posizione della donna dichiaratasi affetta da una invalidante malattia che l’aveva ridotta in sedie a rotelle avanzando un’istanza di riconoscimento ufficiale di invalidità permanente, le telecamere l’hanno invece ripresa fuggire a piedi con la refurtiva. Le perquisizioni domiciliari hanno rafforzato l’impianto accusatorio contro la coppia, 49 anni lei, 63 lui, residente nell’alessandrino. 

Durante l’operazione i militari hanno rinvenuto oltre 8.000 euro in contanti, farmaci psicotropi, che il compagno si occupava di reperire, i beni sottratti alla vittima e telefoni fittizi intestati a un prestanome per eludere i controlli. Elemento chiave è risultato un manoscritto contenente un vero e proprio elenco mirato di bersagli. La misura della custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura di Ivrea, è stata eseguita i giorni scorsi mentre proseguono gli accertamenti per verificare l’ipotesi che i due abbiano agito colpendo altre vittime. 

 

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