Graziano (Unicef): “Il 70% in più ragazzi è insodisfatto della vita”

(Adnkronos) – “I dati di Unicef ci dicono il 70% in più dei giovani italiani tra i 15 e i 17 anni soffre di una ecoansia, non sa che cosa chiedere o come aspettarsi qualcosa dal futuro e si dichiara insoddisfatto della vita. Alcuni di questi quando si parla di suicidio ne parlano come cosa normale e, forse, non evitabile”. Lo ha detto il presidente di Unicef Italia Nicola Graziano intervenendo alla ‘Maratona del bullismo 2026’ organizzata dall’Osservatorio nazionale sul bullismo e sul disagio giovanile al Palazzo dell’informazione dell’Adnkronos. 

“Quest’anno inoltre – ha aggiunto – per la prima volta si è verificata un’inversione di tendenza significativa: in Italia c’è un fenomeno che non è più la malnutrizione, ma l’obesità che è, evidentemente, una manifestazione concreta, tangibile del disagio dei nostri ragazzi che è fatto di solitudine, buio, egoismo, indifferenza e silenzio”. 

“La mia ‘bibbia’ è la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che è una superfetazione dei principi fondamentali che sono nella nostra Carta costituzionale. Fra la Costituzione italiana e la Convenzione ci sono dei parallelismi, molte analogie, ma anche tante differenze. Una su tutte, il diritto al gioco che è fondamentale e che significa gioia, bellezza, luce, speranza e tanta vita che i ragazzi ci insegnano” . 

“Ci sono delle parole che sono le parole del bullismo e parole che possono essere l’antidoto. La prima parola del bullismo è il silenzio: questo chiudersi dentro, questo piangere nell’anima e non sapere quale strada prendere. Poi c’è l’indifferenza: l’indifferenza degli altri che guardano il diverso, il triste, il poco sorridente e decidono di lasciarlo solo, nello spazio chiuso di un angolo di una società sempre più buia. E così all’indifferenza si unisce un profondo egoismo che oggi, purtroppo, prevale su tanti valori e questa, probabilmente, è una chiave di lettura per dare spiegazioni a tanti fenomeni. Poi c’è il buio, perché tutto questo porta a stare in un angolo buio, a chiudersi con la mente buia, a chiudersi davanti qualunque prospettiva. E questo porta disagio e solitudine”.  

Per il presidente di Unicef Italia, “a questa parole poste sul tavolo del bullismo e del cyberbullismo” è possibile anche “dare delle soluzioni, trovarle in noi e nella piazza qui fuori (piazza Mastai, dove per due giorni è allestito uno spazio con gazebi informativi, aree sportive e un palco dove si alternano momenti di confronto e performance ndr) che è gremita di persone ed è una piazza importante”. “Questa piazza – prosegue Graziano – risponde al silenzio con il chiasso, con la musica, con la gioia, con i ragazzi che giocano. Un sole e una luce che contrastano quel buio di cui ho detto prima e la partecipazione, lo stare insieme, che vince l’indifferenza”. E poi l’egoismo a cui, sottolinea il presidente di Unicef, “abbiamo risposto con le mani tese, con il gioco di squadra, in un mosca cieca della vita che significa ritrovarsi toccandosi, stando insieme, scambiandosi opinioni. E’ questa la risposta più importante al bullismo germogliato dal silenzio di un telefonino che ti lascia da solo davanti a tante richieste e alle risposte dell’Intelligenza artificiale che,magaru ti dà anche la soluzione ma manca di una cosa importante e fondamentale: l’anima. Perché i valori – conclude Graziano – sono sempre gli stessi: il bisogno di un abbraccio, di una mano tesa, di un genitore, di una famiglia, di un amico di classe, il bisogno di sentirsi vivi e non di avere una risposta fredda di un telefonino”. 

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