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lunedì 2 Febbraio 2026
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Niscemi, gli scrittori si mobilitano per salvare la biblioteca

(Adnkronos) – Una vera e propria mobilitazione di scrittori, intellettuali, giornalisti, librai per salvare la biblioteca privata ‘Angelo Marsiano’ di Niscemi (Caltanissetta), contenente oltre 4mila volumi, e che rischia di precipitare nel vuoto, insieme con le case che si trovano nel quartiere Sante Croci del piccolo comune. A lanciare l’allarme è la scrittrice Stefania Auci, da settimane prima in classifica con ‘L’Alba dei Leoni’, che chiede a gran voce che “questo patrimonio non vada perduto”. La biblioteca, che oltre ai libri contiene anche documenti, mappe, che ripercorrono la storia di Niscemi e che rischiano di perdersi definitivamente. “Chiedo a tutti di alzare la voce e chiedere che la memoria di Niscemi venga preservata. Il rischio è di perdere due tipi di memoria: quella dei singoli, che passa attraverso lo scempio doloroso delle case sventrate e dei brandelli di vita comune esposti agli occhi di tutti, e la memoria collettiva custodita, appunto, all’interno di quella biblioteca, frutto e volontà di un intellettuale di Niscemi che aveva a cuore la conservazione della storia della propria città”, spiega Auci che si rivolge agli amministratori, istituzioni e cittadini. All’appello di Auci fa eco anche Nadia Terranova, finalista allo Strega con ‘Quello che so di te’ e narratrice con ‘Trema la notte’ di un’altra tragedia del territorio: il terremoto di Messina del 1908. Che aggiunge: “Giustamente, gli abitanti di Niscemi dicono a gran voce che non vogliono abbandonare la città, che non vogliono che si costruisca una ‘new Town’ e hanno ragione”.  

“E allora se il cuore di una città è la sua biblioteca, che ne è memoria storica e centro pulsante, bisogna che quel luogo viva e sia subito messo in sicurezza, che torni prima possibile a essere un luogo di conforto e confronto”. La scrittrice messinese, che dirige il festival letterario Logos, ha offerto insieme con le altre anime dell’iniziativa – Cristian Guzzardi, Giovanni Lo Giudice e Marcello Barrale – lo spazio della prossima edizione a settembre di quest’anno per discutere con i curatori della biblioteca di come preservare la memoria della comunità. Sono numerosi gli scrittori e le scrittrici che hanno accolto l’appello di Stefania Auci. Come Barbara Bellomo, autrice della ‘Biblioteca dei fisici scomparsi’, che ricorda “l’incubo che stanno vivendo le famiglie”. “Quando ho visto anche le immagini della biblioteca”, spiega, “custode della memoria collettiva di Niscemi, a pochi metri dal baratro, ho pensato che sarebbe importante, laddove possibile, riuscire a metterne in salvo il contenuto. Significherebbe proteggere l’identità stessa della comunità, la sua storia e il suo futuro”.  

Tra gli scrittori che lanciano l’appello per salvare la biblioteca c’è anche Ugo Barbara, palermitano: “L’immagine dell’auto sospesa nel vuoto che era diventata il simbolo del dramma di Niscemi deve essere sostituita nella nostra coscienza da quella della biblioteca ‘Marsiano’ in bilico sul ciglio della frana, perché è la metafora del destino di una comunità che rischia di perdere la propria memoria”, dice. Al coro di voci si aggiunge quella di Francesca Maccani, una scrittrice siciliana d’adozione, che ha scritto ‘Le donne dell’Acquasanta’ e ‘Agata nel vento’. “Parlo da non siciliana, ma con il cuore colmo di rispetto per questa terra straordinaria e per la sua storia”, spiega, “Non sono solo libri: sono radici, identità, futuro. Sono la testimonianza viva di una comunità che ha sempre creduto nella cultura come bene comune, come ponte tra generazioni. Non serve essere siciliani per capire cosa significhi perdere un patrimonio del genere. Basta essere persone che credono nel valore della conoscenza, nella dignità della memoria, nella responsabilità verso ciò che ci è stato affidato. Lasciare che una biblioteca sprofondi significa accettare che cada un pezzo di civiltà”. Un altro scrittore, siciliano, Francesco Musolino, autore di diversi libri, l’ultimo ‘Giallo Lipari’, dice: “A Niscemi non sta franando solo un costone di terra. Sta franando un pezzo di memoria”. “Sono figlio di questa terra, ho scelto di restare sull’isola e voglio dirlo con chiarezza: salvare quella biblioteca significa salvare l’identità di un paese, impedire che il passato venga sepolto. Chiedo alle istituzioni regionali e nazionali di intervenire con urgenza per mettere in sicurezza i volumi e avviare il loro recupero”. 

E, ancora Costanza Di Quattro, autrice de ‘L’ira di Dio’ che nel libro racconta il terremoto della Val di Noto. “Non possiamo dimenticare il dolore immenso di gente costretta a lasciare le proprie case, che non sono solo involucri di cemento ma custodi di anime e memorie famigliari”, dice la direttrice del Teatro Donnafugata. La preoccupazione per la biblioteca, aggiunge, è quella “legittima di una intera comunità” per un “presidio culturale che possa crollare portandosi tra le macerie la storia della città”. Del gruppo fa parte anche Giusina Battaglia, giornalista, nota per i suoi programmi dedicati alla cucina tipica siciliana. “Salvare la biblioteca di Niscemi è un atto importante e necessario”, spiega. “È fondamentale non perdere la memoria, la cultura, quella parte indelebile della nostra storia che è custodita in quei preziosi volumi. Occorre sbrigarsi perché ogni giorno potrebbe essere l’ultima possibilità”.  

C’è anche Giusy Sciacca, autrice di ‘Virità femminile singolare plurale’ e ‘D’amore e di rabbia’, secondo cui “assistiamo in tempo reale allo sgretolamento di un territorio, che non è in nessun modo riducibile ai soli danni materiali o alla stima approssimativa del patrimonio immobiliare”. “C’è il vissuto, il sacrificio, la memoria e il domani degli abitanti di Niscemi,” aggiunge, “una comunità operosa che vive con profonda dignità un’immane sofferenza. Salvare la biblioteca Angelo Marsiano è un atto di amore e responsabilità nei confronti di Niscemi e della Sicilia tutta”. La scrittrice siciliana Elvira Seminara ricorda Yourcenar: “Le biblioteche sono granai pubblici dove raccogli le riserve contro l’inverno dello spirito”. “I granai” dice, “vanno preservati – dagli incendi, dai cicloni, dalla nostra incuria e indifferenza. La biblioteca di Niscemi è ancor più: è un archivio di memorie e testimonianze, è la filiera di un’identità che rafforza radici e futuro. Lasciarla morire è uno scempio”. 

C’è anche Gaetano Savatteri, autore e giornalista. “La memoria ha un futuro? Ma il futuro, costruito sul passato e sulla storia, va salvaguardato e difeso. Le ferite dei territori cancellano memoria” dice “Cancellano case, speranze e ricordi collettivi. La biblioteca storica Marsciano racchiude la memoria di Niscemi. Salvare persone, cose, affetti e memorie è essenziale per poter ricominciare. Perché si ricomincia dal passato per costruire il futuro. La biblioteca di Niscemi con i suoi quattromila volumi storici è il simbolo di una possibile rifondazione che non cancella il passato, ma dà futuro alla memoria”. 

“La memoria di Niscemi è anche la nostra memoria” dice da parte sua Rosita Manuguerra, autrice di ‘Malanima’ e oggi impegnata nel recupero della biblioteca di Favignana, l’isola dove vive, “questo appello è la dimostrazione concreta che non ci importa solo delle mura, ma della memoria storica di un luogo, della sua identità, della sua stessa anima. È salvaguardare il cuore di una città già vessata dalla frana di questi giorni e dai costi a lungo termine che ne deriveranno”. 

“Perdere la biblioteca di Niscemi” aggiunge “equivarrebbe a far salire quella percentuale di territori privi di spazi culturali, in una regione dove già troppi cittadini non hanno accesso nemmeno a una libreria o a una biblioteca nel proprio comune. Non possiamo permetterci ulteriori passi indietro. Ogni biblioteca chiusa è un segnale di rinuncia: di fronte alle sfide educative e culturali del nostro tempo, soprattutto nei territori più svantaggiati, scegliere di non lottare significa accettare una regressione collettiva”. 

Stefania Petyx, inviata di Striscia la Notizia, è lapidaria: “Se crolla la biblioteca di Niscemi, non perdiamo solo un edificio. Perdiamo la memoria, e senza memoria un paese diventa fragile quanto i suoi muri. Quindi salvate quei libri!”. Contattato dall’Adnkronos l’assessore comunale ai Niscemi Franco Alesci si limita a dire: “Aspettiamo sviluppi ulteriori per avere notizie sulla biblioteca”. (di Elvira Terranova) 

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