(Adnkronos) – Come Ozzy nessuno mai. “Finché ci saranno ragazzi che avranno bisogno di sfogare la loro rabbia, l’heavy metal sopravviverà”, diceva. Una frase che oggi suona più vera che mai. A un anno dalla scomparsa di Ozzy Osbourne, il ‘Principe delle Tenebre’ continua a vivere dove è sempre stato più forte: nella musica e nel genere che ha cambiato la storia del rock e in milioni di fan che ancora alzano il volume per sentirlo vicino. Birmingham, la città che gli ha dato i natali e dove tutto è cominciato, gli dedica oggi l’Ozzy Day, una giornata di celebrazioni gratuite tra concerti, mostre, itinerari nei luoghi simbolo della sua vita e della nascita dei Black Sabbath.
Dal Black Sabbath Trail alle esibizioni della Bostin Brass e della City of Birmingham Symphony Orchestra, fino alla mostra ‘Ozzy Osbourne: Working Class Hero’, arricchita con il trono utilizzato durante lo storico concerto d’addio ‘Back To The Beginning’ del 5 luglio 2025, la città rende omaggio al suo figlio più celebre. Per l’occasione, i fan potranno lasciare un messaggio in un libro commemorativo e ripercorrere i luoghi in cui tutto è iniziato. Nel giorno del primo anniversario della sua morte, Sharon Osbourne parla direttamente ai fan. Intervistata dalla Bbc, la moglie del cantante ha invitato tutti a ricordarlo per quello che era davvero: “Vorrei che tutti ricordassero quanto fosse divertente, carismatico e autentico”. E poi ha ripetuto quello che, racconta, sarebbe stato il desiderio di Ozzy: “Quando vorrete ricordarmi, alzate la musica al massimo, il più forte possibile, e fate headbanging”.
Parole che riassumono bene un’esistenza vissuta sempre al massimo. Oltre al frontman dei Black Sabbath, Ozzy è stato l’uomo che ha dato un volto, una voce e un’immaginazione a un genere musicale che prima di lui non esisteva. Nato il 3 dicembre 1948 ad Aston, quartiere operaio di Birmingham, John Michael Osbourne cresce tra difficoltà economiche, dislessia e balbuzie. Lascia presto la scuola e svolge i lavori più disparati – operaio, idraulico, macellaio – prima di trovare la sua strada insieme a Tony Iommi, Geezer Butler e Bill Ward. Da quella band destinata a cambiare più volte nome nasceranno i Black Sabbath, ispirati al titolo americano del film di Mario Bava ‘I tre volti della paura’.
Con l’album d’esordio del 1970 e brani come ‘Paranoid’, ‘War Pigs’ e ‘Iron Man’, i Black Sabbath gettano le fondamenta dell’heavy metal. I riff oscuri di Tony Iommi e la voce inquieta di Ozzy raccontano guerre, alienazione, paura e soprannaturale, dando forma a un linguaggio musicale completamente nuovo. Il successo, però, cammina di pari passo con gli eccessi. Alcol, droghe e provocazioni trasformano Ozzy nell’incarnazione stessa del rock maledetto. Restano nella leggenda episodi come il morso alla testa del pipistrello durante un concerto (che lui pensava fosse finto) o le follie in tour con i Mötley Crüe (celebre l’episodio della ‘striscia’ di formiche sniffata). Un personaggio sopra le righe che, anni dopo, conquisterà anche il grande pubblico grazie al reality ‘The Osbournes’ su Mtv, primo esperimento di rockstar trasformata in protagonista della televisione. Quando nel 1979 viene allontanato dai Black Sabbath per i suoi problemi di dipendenza, sembra la fine. Invece è l’inizio di una seconda vita. Con il sostegno di Sharon Arden, che diventerà sua moglie e la figura chiave della sua rinascita artistica, costruisce una carriera solista straordinaria.
Album come ‘Blizzard of Ozz’, ‘Diary of a Madman’, ‘No More Tears’, ‘Ozzmosis’ e, molti anni dopo, ‘Ordinary Man’ e ‘Patient Number 9’ confermano il suo talento ben oltre la leggenda costruita con i Sabbath. Al suo fianco passano chitarristi destinati a entrare nella storia, da Randy Rhoads a Zakk Wylde, ancora oggi profondamente legato a Ozzy e alla sua famiglia. Negli ultimi anni il Parkinson e i numerosi problemi di salute sembrano spegnere definitivamente il sogno di rivederlo sul palco. Ma Ozzy riesce ancora una volta a sorprendere tutti. Il 5 luglio 2025 sale sul palco del Villa Park di Birmingham per ‘Back To The Beginning’, il concerto d’addio dei Black Sabbath. Seduto su un trono, visibilmente provato, canta per l’ultima volta ‘Iron Man’ e ‘Paranoid’ davanti a 40mila spettatori e a milioni di persone collegate in streaming, mentre sul palco si alternano artisti come Metallica, Tool, Gojira e molte altre leggende del rock e del metal. È un addio che ha il sapore della riconciliazione con la propria storia, nel luogo dove tutto era iniziato.
Oggi quel concerto è già entrato nella leggenda e proprio il trono utilizzato quella sera è diventato uno dei simboli dell’esposizione allestita a Birmingham. Intanto Sharon Osbourne guarda avanti e ha già annunciato il ritorno di Ozzfest nel 2027, sempre al Villa Park, con l’obiettivo dichiarato di scoprire nuovi talenti: “È quello che Ozzy avrebbe voluto”. E’ questo, senza dubbio, il lascito di Ozzy: l’influenza esercitata su intere generazioni di musicisti e nel fatto che, ancora oggi, ogni volta che un ragazzo prende in mano una chitarra per dare voce a rabbia e dolore, c’è un po’ della sua eredità che continua a vivere. Come Ozzy, davvero, nessuno mai. (di Federica Mochi)
—
spettacoli
webinfo@adnkronos.com (Web Info)


