Siaarti: “Basta attacchi agli ospedali in Libano, proteggere chi cura”

(Adnkronos) – “Il 30 marzo l’Associazione medica mondiale ha espresso profonda preoccupazione per la crescente ondata di violenza diretta contro il personale e le strutture sanitarie in Libano. Purtroppo nei giorni successivi la situazione è ulteriormente precipitata”, sottolinea la Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti), che in una nota esprime profonda preoccupazione per quanto sta accandendo in Libano. Gli anestesisti-rianimatori si uniscono così all’appello dell’Associazione medica mondiale per la tutela del personale sanitario, dei pazienti e degli ospedali in zona di conflitto.  

“Un documento delle Nazioni Unite del 9 aprile descrive la drammatica condizione degli ospedali di Beirut e riferisce di decine di operatori sanitari uccisi o feriti – spiega la Siaarti – Un secondo documento Onu (10 aprile) riporta l’intenzione dichiarata dell’esercito israeliano di prendere di mira le ambulanze, con la motivazione che potrebbero essere utilizzate da Hezbollah. Autorevoli organi di stampa internazionale confermano la gravità della situazione e documentano il deliberato intento di colpire le strutture sanitarie libanesi e il personale sanitario. Il quadro che emerge è quello di una violazione gravissima e intollerabile del diritto internazionale umanitario e, ancor prima, delle più elementari norme di civiltà e umanità. Desta particolare allarme il fatto che tali azioni siano condotte dall’esercito di uno Stato di diritto, il cui sistema sanitario è storicamente all’avanguardia nella gestione delle emergenze sanitarie: una realtà che rende inaccettabile qualsiasi ignoranza delle devastanti conseguenze di questi attacchi sulla popolazione civile”. 

Siaarti condivide pienamente quanto affermato dall’Oms: “Le strutture sanitarie, i professionisti della salute e i pazienti sono sempre intoccabili. Devono essere attivamente protetti e mai attaccati, né utilizzati per scopi militari. I principi di precauzione, distinzione e proporzionalità previsti dal Diritto umanitario internazionale sono assoluti e devono essere rispettati sempre”. La società scientifica ribadisce con fermezza che, “in qualsiasi contesto e circostanza, nulla può giustificare la distruzione deliberata di ospedali e strutture sanitarie, né la conseguente privazione delle cure mediche per la popolazione civile”. La Siaarti “si unisce pertanto con decisione all’appello dell’Associazione medica mondiale, che esorta tutte le parti coinvolte nel conflitto in Libano e nel più ampio contesto mediorientale: 1) A rispettare pienamente e senza riserve gli obblighi sanciti dal diritto internazionale umanitario; 2) A garantire la protezione integrale del personale sanitario, dei pazienti e delle infrastrutture mediche; 3) Ad assicurare a tutti i civili un accesso sicuro, libero e incondizionato alle cure mediche”. 

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