(Adnkronos) – L’esigenza di tutelare la sicurezza dei minori online è avvertita ormai ovunque, ed è in crescita il numero dei Paesi che si sono dotati o stanno mettendo a punto provvedimenti legislativi che garantiscano queste tutele.
In Francia, è arrivato l’ok della Camera allo stop dei social per gli under 15. Tra i primi Paesi che si sono mossi in tal senso figura l’Australia, che ha varato alla fine del 2025 una delle misure più severe al mondo, per imporre alle piattaforme le verifiche necessarie a garantire che gli utenti abbiano almeno 16 anni e l’eliminazione degli account degli utenti minorenni.
Facebook, Instagram, X, Threads, Snapchat, TikTok, così come Twitch e il suo concorrente australiano Kick, si sono conformati alla nuova legislazione, pena multe fino a 28 milioni di euro. Meta ha annunciato di aver eliminato 544milas account utente appartenenti a utenti di età inferiore ai 16 anni, di cui 331mila su Instagram e 173mila su Facebook. Solo Reddit ha avviato un’azione legale contro la normativa australiana, pur continuando a rispettarla.
A livello europeo, il Parlamento di Strasburgo ha adottato a larga maggioranza un rapporto non vincolante che vieta ai minori di 16 anni di accedere liberamente ai social network. In attesa dell’attuazione di misure comuni, diversi paesi stanno proponendo iniziative nazionali. La Danimarca ha annunciato, nell’ottobre 2025, un disegno di legge per vietare l’accesso ai social network per i minori di 15 anni, lasciando però ai genitori la possibilità di autorizzarne l’uso a partire dai 13 anni. In Spagna, un disegno di legge per vietare l’accesso ai social network ai minori di 16 anni è attualmente in fase di esame.
In Italia, è attesa l’approvazione di un disegno di legge che regola l’uso dei social media da parte dei minori. Questa proposta, sottoscritta da vari partiti politici, mira a introdurre un’età minima di 15 anni per accedere ai social network e a stabilire nuove regole per la trasparenza delle sponsorizzazioni.
Nel Regno Unito, la pressione sul primo ministro Keir Starmer sta aumentando dopo il voto di mercoledì 21 gennaio da parte dei Lord su un emendamento volto a vietare l’accesso ai social network ai minori di 16 anni. Il governo si oppone a questa proposta e ha indicato che non accetterà questo emendamento, che ora deve essere esaminato alla Camera dei Comuni, dove il governo ha una larga maggioranza. Ma è diviso. Più di sessanta deputati laburisti hanno inviato domenica una lettera a Keir Starmer chiedendogli di vietare i social agli under 16.
Dal marzo 2026, l’uso dei telefoni cellulari sarà vietato nelle aule della Corea del Sud. Nel 2011, Seul aveva approvato la cosiddetta “legge Cenerentola”, che bloccava l’accesso ai giochi online per i minori di 16 anni da mezzanotte alle sei del mattino. Il governo ha ribaltato questa decisione dieci anni dopo, abrogando il testo, temendo che la regolamentazione potesse violare i diritti dei minori. Il testo è stato sostituito da una legge che permette a genitori di imporre restrizioni, ma solo lo 0,01% degli utenti ha utilizzato questo sistema.
La Cina ha limitato l’accesso ai minorenni dal 2021, richiedendo un’identificazione tramite documento d’identità: gli under 14 non possono trascorrere più di 40 minuti al giorno su Douyin, la versione cinese di TikTok, e il tempo di gioco online di bambini e adolescenti è limitato. Restrizioni rese possibili dal rigoroso controllo dell’età degli utenti: l’accesso richiede un numero di telefono valido, collegato a un documento d’identità. In caso di dubbio sull’età, può essere richiesta una foto passaporto dell’utente.
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