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        <pubDate>Wed, 15 Apr 2026 15:37:00 +0000</pubDate>
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	<title>Categoria Ambiente ed Energia - Corriere Massacarrarese</title>
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                <title>Sostenibilità, Engineering: approvato il Piano strategico 2024-26</title>
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                <description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211;  Il Consiglio di Amministrazione di Engineering ha approvato il Piano Strategico di Sostenibilità per gli anni 2024-2026. Per la prima volta vengono definiti obiettivi e target misurabili per tutti i 14 Paesi in cui il Gruppo opera con 70 sedi, rafforzando la centralità delle politiche Esg<br />
nelle strategie aziendali, dopo il crescente impegno degli ultimi anni testimoniato dall’adesione a Open-Es, al Global Compact delle Nazioni Unite, dalla sottoscrizione del Manifesto Imprese per le Persone e la Società, dall’adesione a Valore D e alla Fondazione per la Sostenibilità Digitale.  Il Piano di Sostenibilità è parte integrante del processo trasformativo che il Gruppo guidato da Maximo Ibarra sta portando avanti e che ha già generato importanti innovazioni sia nel modello organizzativo che nelle strategie di business. Gli obiettivi stabiliti nel Piano riguardano tutti i principali aspetti organizzativi e operativi del Gruppo. Al riguardo va evidenziata l’accelerazione dell’offerta di soluzioni digitali in grado di abilitare il raggiungimento dei target Esg. Definito anche l’impegno verso una maggiore integrazione dei prìncipi di sostenibilità nelle attività di business, fino a comprendere l’adozione di criteri di green coding per lo sviluppo di software a minore impatto ambientale.  “Il Piano di sostenibilità approvato dal Consiglio di Amministrazione &#8211; spiega il Ceo di Engineering, Maximo Ibarra &#8211; è un passo fondamentale per il Gruppo Engineering, che per la prima volta nella sua storia si dà obiettivi in ambito Esg e traccia un percorso di medio-lungo periodo per essere, insieme con i suoi partner, sempre più resiliente e competitivo sul piano della sostenibilità. Il Piano è parte integrante del nostro percorso trasformativo e non impatterà solo sui modelli organizzativi e di business, ma anche sul nostro modo di portare innovazione per i clienti generando benefici concreti e inclusivi per la società. Oggi le tecnologie di frontiera come l’Intelligenza Artificiale aumentano la nostra capacità di rispondere a sfide importanti per salvaguardare l’ambiente, disegnare ecosistemi economico-sociali più equi e inclusivi, semplificare la vita delle persone. Con questo piano Engineering si pone come l’azienda tech di riferimento per una transizione digitale capace di abilitare e velocizzare una crescita economica e sociale più green e inclusiva”.  Il Piano, definito in collaborazione con tutte le funzioni aziendali, ha coinvolto oltre 50 colleghi di diverse funzioni e business unit nel mondo ed è focalizzato su 16 impegni e 34 obiettivi in un arco temporale fino al 2026 per quanto riguarda la sostenibilità sociale e di governance, e fino al 2030 per gli obiettivi di decarbonizzazione. Entrando nel dettaglio del Piano, si evidenzia che: i target ambientali contribuiranno al perseguimento dei più ampi obiettivi fissati nel Decarbonization plan, tra questi la riduzione entro il 2030 del 42% delle emissioni di gas serra di scope 1 e 2 rispetto a quelle del 2022. Tale piano è in corso di valutazione da parte della Science-Based Target initiative (Sbti).  Tra gli impegni assunti, entro il 2030 sedi e data center utilizzeranno il 100% di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili. Inoltre, tra i punti qualificanti della nuova strategia rientra l’obiettivo di rendere più green la catena di fornitura del Gruppo. Al riguardo, Engineering si impegna ad accompagnare oltre il 60% dei 250 fornitori con emissioni in linea con la categoria &#039;beni e servizi acquistati&#039; nel fissare al 2029 obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 allineati alla più recente scienza climatica.  Nell’ambito dell’assessment del Cdp (ex Carbon Disclosure Project), Engineering si impegna a migliorare la propria valutazione dello Score Cdp Climate Change, al fine di superare la media del settore. Engineering si impegna inoltre ad attuare un programma di interventi di sustainable mobility: entro il 2024 il 100% delle auto di servizio sarà costituito da auto elettriche ed entro l’anno successivo anche la car list aziendale sarà composta per intero da auto elettriche o ibride con emissioni minori di 60gr/CO2. Inoltre, sono previste nuove politiche per i viaggi aziendali e gli spostamenti dei dipendenti che promuovono l’utilizzo di mezzi a minore impatto ambientale: l’obiettivo è ridurre del 25% le emissioni di CO2 legate al pendolarismo e ai viaggi di lavoro dei colleghi.  Per quanto riguarda gli aspetti sociali, è stata approvata una strategia volta ad azzerare in Italia entro il 2026 la differenza di retribuzione tra donne e uomini, oggi all’1,8%. Relativamente agli obiettivi di Diversity&amp;Inclusion, l’obiettivo è di aumentare al 22% la presenza di donne nei ruoli di leadership in Italia, attualmente al 17%. Altri target in ambito Hro prevedono che il 50% dei manager del Gruppo svolga attività formative sulla leadership e di incrementare del 20% le circa 1.000 certificazioni professionali/tecnologiche conseguite annualmente dai dipendenti: questi ultimi 2 obiettivi saranno raggiunti con il supporto della It&amp;Management Academy interna. Fondamentale per Engineering anche il miglioramento dell’employee engagement, con l’obiettivo di superare entro il 2026 i valori del benchmark di settore.  In merito agli aspetti di governance, nel 2024 Engineering continuerà a sottoporsi ai principali assessment internazionali di sostenibilità quali EcoVadis, uno dei più accreditati riconoscimenti nel rating di sostenibilità. Ulteriori azioni riguardano l’incremento e la diffusione della cultura della sostenibilità verso i dipendenti e gli organi societari. Tra le azioni in programma, fare in modo che almeno il 20% delle riunioni del board prevedano temi Esg all’ordine del giorno; sensibilizzare attraverso i canali di comunicazione aziendali tutta la popolazione del Gruppo su argomenti relativi alla sostenibilità; aggiornare costantemente la sezione del sito istituzionale dedicata ai temi Esg e ai target raggiunti. È stato altresì previsto un piano che dal 2025 prevederà l’inserimento tra gli obiettivi di sostenibilità di un sistema di incentivazione economica del proprio management collegato al raggiungimento di alcuni degli obiettivi Esg.  Il Piano Strategico di Sostenibilità non mira solo a definire le linee di indirizzo per migliorare la gestione degli impatti ambientali, sociali e di governance delle attività di Engineering &#8211; spiega l&#039;azienda &#8211; ma rafforza l’impegno di tutto il Gruppo nel mettere a fattor comune competenze tecnologiche e conoscenze di business, per supportare aziende e amministrazioni in progetti che abbiano impatti importanti sulla protezione dell’ambiente, la salvaguardia delle comunità e sul disegno e creazione di modelli sociali più inclusivi. Tutte sfide già oggi affrontate da Engineering anche attraverso prodotti e soluzioni digitali proprietarie che, impiegando le grandi potenzialità dell’Intelligenza Artificiale, riescono per esempio a: ottimizzare la gestione idrica dei nostri acquedotti, creando infrastrutture digitali in grado di intercettare e prevenire perdite e malfunzionamenti; incentivare l’uso di energia da fonti rinnovabili attraverso una piattaforma digitale che abilita e permette di gestire l’intero ciclo di vita delle Comunità Energetiche; rendere più accessibili i servizi al cittadino a partire da quelli sanitari grazie alla Piattaforma Nazionale di Telemedicina. L&#039;attuazione del Piano strategico di sostenibilità 2024-26 sarà rendicontata annualmente all’interno del Bilancio di Sostenibilità. &#8212;sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<br />
&#8212;Ambiente ed EnergiaREDAZIONE</p>
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                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211;  Il Consiglio di Amministrazione di Engineering ha approvato il Piano Strategico di Sostenibilità per gli anni 2024-2026]]></excerpt>
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                <title>Energia, Emanuela Trentin (Siram Veolia): “Transizione e decarbonizzazione processi necessari e irreversibili”</title>
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                <description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; “La transizione energetica e la decarbonizzazione sono processi necessari e irreversibili: rappresentano non solo una necessità ambientale per garantire una crescita sostenibile nel lungo periodo, ma anche, e soprattutto, una scelta urgente che nel breve consentirà ai nostri Paesi di rendersi autonomi dal punto di vista energetico”.  Ad affermarlo Emanuela Trentin, ceo di Siram Veolia, durante la G7 Industry Stakeholder Conference in corso oggi presso il Centro Congressi dell’Unione Industriali Torino. &quot;Parliamo di un cammino che ci vede direttamente coinvolti come player di lunga data e leader mondiale nella trasformazione ecologica e che, grazie a tecnologie, competenze e strumenti a nostra disposizione, possiamo percorrere fino in fondo &#8211; ha proseguito- attraverso interventi di efficienza energetica associati alla produzione di energia locale,  stimiamo al 2030, a livello europeo, un potenziale di 400 GW di energia da sbloccare, pari alla domanda dell’Italia, con la possibilità di ridurre le emissioni di 420 Mt di Co2&quot;. &quot;Siamo consapevoli che le fonti energetiche green siano più costose, con una supply-chain più lunga, e che per questo necessitino di più ampi e condivisi incentivi per essere finanziariamente sostenibili, incentivi basati sulla performance energetica ed ambientale in una logica di pay by results &#8211; ha detto ancora &#8211; vediamo  negli interventi di efficienza energetica, associati alla produzione locale di energia rinnovabile, la strada da perseguire; grazie ad una gestione consapevole del valore dei dati, alle avanzate tecnologie basate sull’intelligenza artificiale (Ai) unite alle competenze umane oggi ne assicuriamo un&#039;ulteriore accelerazione”  “Promuoviamo e stimoliamo la collaborazione tra i settori pubblico e privato con il supporto di tutti gli attori in campo, dalle istituzioni agli operatori del settore, passando per i luoghi accademici e di formazione. Sotto questo profilo, le aziende private possono portare know-how tecnologico, competenze e facilitare l’accesso ai mercati finanziari, accelerando gli investimenti &#8211; ha concluso Trentin &#8211; siamo  certi che questa sia l’unica via percorribile per raggiungere gli ambiziosi obiettivi posti dall’Unione Europea e vincere le sfide ambientali, economiche, sociali che ci attendono&quot;. &#8212;sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<br />
&#8212;Ambiente ed EnergiaREDAZIONE</p>
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                <title>Energia, Pulsee Luce e Gas entra nel fotovoltaico domestico con Green+</title>
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                <description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; L’energia di Pulsee Luce e Gas è sempre più sostenibile. Attraverso Green+, realtà costituita da professionisti esperti in generazione ed efficientamento energetico e co-partecipata da Axpo Italia, il brand è pronto ad offrire a tutti i suoi clienti nuove soluzioni per l’efficientamento energetico e l’autoproduzione di energia da fotovoltaico. Green+ nasce per sviluppare soluzioni sostenibili legate all’efficientamento energetico, forte di una proposta che prevede la realizzazione e consegna di progetti su misura delle esigenze, anche molto specifiche, di ogni consumatore.  Grazie a questo nuovo servizio, i consumatori diventano prosumer potendo contare su due possibili soluzioni: con Carica Green, all’installazione di un impianto fotovoltaico viene affiancata una batteria che consente di conservare l’energia prodotta dall’impianto e utilizzarla quando serve. Con Solar Green, invece, si accede all&#039;installazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia che viene utilizzata per il fabbisogno energetico della casa oppure, a seconda dei propri consumi, immessa nella rete elettrica con un contributo riconosciuto dal Gestore dei Servizi Energetici (Gse).  Entrambe le proposte prevedono l’impegno dei professionisti di Green+ in tutte le fasi progettuali: dal sopralluogo alla progettazione, dalla consegna dell’impianto ad installazione, collaudo e primo avvio con dichiarazione di conformità. Sarà sempre Green+ ad occuparsi di tutte le pratiche organizzative per la connessione alla rete e di tutta l’assistenza necessaria fino allo smaltimento, a fine vita, dell’impianto. Inoltre, grazie alla fornitura di energia elettrica di Pulsee Luce e Gas, il cliente potrà accedere ad un’offerta dedicata che gli permette di cautelarsi qualora il fabbisogno di energia superasse la capacità di produzione dell’impianto.  “La proposta di Green+ nasce per rispondere a richieste sempre più concrete e al contempo specifiche delle famiglie italiane &#8211; spiega Remigio Fontana, amministratore delegato di Green+ &#8211; In coerenza con lo spirito che ha sempre contraddistinto Pulsee Luce e Gas, facciamo di semplicità, trasparenza e attenzione alle richieste più specifiche il fulcro delle nostre proposte per il mercato domestico. Quello del fotovoltaico è un primo approccio al settore dell’efficientamento energetico delle case; il piano di crescita dell’azienda mira all’introduzione di ulteriori servizi che troveranno applicazione a partire dai prossimi mesi seguendo la linea di sviluppo societaria”.  “La sensibilità degli italiani nei confronti di soluzioni che uniscano potenziale risparmio e sostenibilità, sta crescendo in modo molto rapido &#8211; dice Alicia Lubrani, Chief Marketing Office e Corporate Communication Director di Axpo Italia e Pulsee Luce e Gas &#8211; Pulsee Luce e Gas è un ecosistema di servizi in evoluzione e in grado di proporre alle persone soluzioni innovative che favoriscono sostenibilità e un approccio consapevole e proattivo nei confronti dell’energia di casa. Le tecnologie e l’innovazione permettono oggi di rendere l’autoproduzione un valido contributo al fabbisogno energetico delle famiglie e questo nuovo servizio porterà ulteriore valore aggiunto per i clienti attuali e per quelli futuri”. &#8212;sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<br />
&#8212;Ambiente ed EnergiaREDAZIONE</p>
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                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; L’energia di Pulsee Luce e Gas è sempre più sostenibile]]></excerpt>
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                <title>Sostenibilità in Europa, un trittico di misure per un futuro più verde</title>
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                <description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; L&#039;Unione Europea si sta preparando a fare un grande balzo verso un futuro più sostenibile con una serie di nuove misure volte a ridurre l&#039;impatto ambientale, promuovere la qualità dell&#039;aria e garantire una maggiore responsabilità aziendale. Le recenti decisioni del Parlamento europeo riguardo agli imballaggi, all&#039;inquinamento atmosferico e alla sostenibilità aziendale rappresentano una svolta significativa nel cammino verso un&#039;economia più verde e più responsabile. Il Parlamento europeo ha recentemente approvato nuove misure per rendere gli imballaggi più sostenibili e ridurre i rifiuti nell&#039;UE. Questo regolamento, frutto di un accordo provvisorio con il Consiglio, si propone di affrontare il crescente problema dei rifiuti da imballaggi, promuovendo, nel contempo, l&#039;economia circolare e uniformando le leggi del mercato interno. Le norme includono obiettivi ambiziosi di riduzione degli imballaggi entro il 2030, il 2035 e il 2040, con particolare attenzione alla riduzione dei rifiuti di imballaggio in plastica. Inoltre, si prevede di limitare lo spazio vuoto negli imballaggi e di ridurre al minimo peso e volume. Il regolamento vieta determinati tipi di imballaggi di plastica monouso a partire dal 2030, come quelli utilizzati per frutta e verdura fresche, cibi e bevande consumati in bar e ristoranti, monoporzioni e borse di plastica ultraleggera. Inoltre, si vieta l&#039;utilizzo di sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) negli imballaggi alimentari al di sopra di determinate soglie, per proteggere la salute dei consumatori. Al fine di promuovere il riutilizzo e il riciclo, sono previsti obiettivi specifici da raggiungere entro il 2030 per imballaggi di bevande, imballaggi multipli e imballaggi per la vendita e per il trasporto. I distributori finali dovranno offrire ai consumatori la possibilità di utilizzare i propri contenitori e offrire il 10% dei prodotti in formato riutilizzabile entro il 2030. Le nuove norme prevedono che tutti gli imballaggi (ad eccezione di alcune categorie) siano riciclabili sulla base di criteri rigorosi e stabiliscono obiettivi minimi di contenuto riciclato per gli imballaggi di plastica. Infine, entro il 2029, il 90% dei contenitori in metallo e plastica monouso dovrà essere raccolto separatamente mediante sistemi di deposito cauzionale e restituzione o altre soluzioni per raggiungere l&#039;obiettivo di raccolta. Il Parlamento europeo ha poi approvato un accordo politico provvisorio volto a migliorare la qualità dell&#039;aria nell&#039;Unione Europea e a ridurre i danni per la salute umana, gli ecosistemi naturali e la biodiversità. Questa direttiva, approvata con 381 voti favorevoli, 225 contrari e 17 astensioni, stabilisce limiti e obiettivi più rigorosi entro il 2030 per gli inquinanti con gravi ripercussioni sulla salute umana, tra cui il particolato (PM2.5, PM10), il biossido di azoto (NO2) e l&#039;anidride solforosa (SO2). Gli Stati membri avranno la possibilità di richiedere un posticipo massimo di dieci anni per il raggiungimento degli obiettivi 2030, a condizione che siano soddisfatte specifiche condizioni. In caso di violazione delle nuove norme nazionali di applicazione della direttiva, le persone colpite dall&#039;inquinamento atmosferico avranno il diritto di intraprendere azioni legali e ricevere un risarcimento per danni alla salute. Inoltre, saranno istituiti più punti di campionamento della qualità dell&#039;aria nelle città e gli indici di qualità dell&#039;aria diventeranno comparabili, chiari e disponibili al pubblico, contribuendo così a una maggiore trasparenza e consapevolezza. Le prossime tappe prevedono l&#039;adozione formale della legge da parte del Consiglio, la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell&#039;UE e l&#039;entrata in vigore 20 giorni dopo, seguita dall&#039;applicazione da parte dei Paesi dell&#039;UE entro due anni. Con l&#039;inquinamento atmosferico ancora la principale causa ambientale di morte prematura nell&#039;UE, con circa 300mila morti premature all&#039;anno, questa direttiva risponde alla necessità urgente di adottare misure più ambiziose per raggiungere l&#039;obiettivo &quot;inquinamento zero&quot; entro il 2050, in linea con il piano d&#039;azione sull&#039;inquinamento zero proposto dalla Commissione. Il Parlamento europeo ha infine approvato nuove norme che pongono l&#039;accento sulle responsabilità delle aziende nel ridurre il loro impatto negativo sull&#039;ambiente e sui diritti umani. La direttiva sul dovere di diligenza è stata votata con 374 voti favorevoli, 235 contrari e 19 astensioni, rappresentando un importante passo avanti nella regolamentazione delle attività aziendali. La direttiva richiede alle imprese e ai loro partner lungo la catena di approvvigionamento di prevenire, fermare o mitigare le ripercussioni negative delle loro attività sull&#039;ambiente e sui diritti umani. Tra gli esempi citati vi sono la schiavitù, il lavoro minorile, lo sfruttamento dei lavoratori, la perdita di biodiversità, l&#039;inquinamento e la distruzione del patrimonio naturale. Le nuove norme si applicheranno alle società madri e alle imprese dell&#039;UE con oltre 1 000 dipendenti e un fatturato mondiale superiore a 450 milioni di EUR, nonché ai franchising nell&#039;Unione con un fatturato di oltre 80 milioni di EUR, di cui almeno il 22,5% proveniente da diritti di licenza. Anche le società madri, le imprese e i franchising di paesi terzi che raggiungono le stesse soglie di fatturato nell&#039;UE saranno coinvolti. La direttiva prevede l&#039;adozione di un approccio basato sul rischio e la definizione di un piano di transizione per allineare i modelli di business alla soglia di 1,5 °C di riscaldamento globale fissata dall&#039;accordo di Parigi. In caso di violazione delle norme, gli Stati membri dovranno sanzionare le imprese con ammende fino al 5% del loro fatturato netto mondiale e garantire il risarcimento delle vittime. Le prossime tappe includono l&#039;approvazione formale del Consiglio, la firma e la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell&#039;UE, seguite da un periodo di due anni per l&#039;attuazione da parte degli Stati membri. Con questa legge, il Parlamento risponde alle richieste dei cittadini europei per un&#039;economia più sostenibile e responsabile, in linea con le conclusioni della Conferenza sul futuro dell&#039;Europa. &#8212;sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<br />
&#8212;Ambiente ed EnergiaREDAZIONE</p>
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                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; L&#039;Unione Europea si sta preparando a fare un grande balzo verso un futuro più sostenibile con una serie di nuove misure volte a ridurre l&#039;impatto ambientale, promuovere la qualità dell&#039;aria e garantire una maggiore responsabilità aziendale]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; L&#039;Unione Europea si sta preparando a fare un grande balzo verso un futuro più sostenibile con una serie di nuove misure volte a ridurre l&#039;impatto ambientale, promuovere la qualità dell&#039;aria e garantire una maggiore responsabilità aziendale]]></metadDscription>
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                <title>Sostenibilità, Arcobaleno Cial dà benvenuto ai 175mila visitatori di Comicon</title>
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                <description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Anche quest’anno Cial-Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio è stato partner di Comicon-International Pop Culture Festival, evento appena conclusosi che dal 25 al 28 aprile (negli spazi della Mostra di Oltremare) ha attirato a Napoli oltre 175mila visitatori per una quattro giorni di fumetti, giochi e videogiochi, anime e manga, cinema e serie tv. Un palinsesto quanto mai ricco di appuntamenti fra mostre, convegni, dibattiti, performance live di maestri illustratori, giochi di ruolo e molto altro ancora. Con tanti ospiti: Romita Jr, storica matita della Marvel Comics, Hitoshi Sakimoto, uno dei compositori più rappresentativi dell&#039;intera industria videoludica mondiale, Elodie, una delle popstar italiane più influenti, Milo Manara, maestro del fumetto a livello internazionale, Seira Minami, illustratrice e mangaka di fama internazionale, tra gli altri.  Numerose le iniziative promosse da Cial nel corso della manifestazione con l’obiettivo di sensibilizzare i tanti visitatori (giovani e meno giovani) sulle grandi tematiche ambientali, sulle buone e corrette pratiche per la raccolta differenziata dei rifiuti e sulle caratteristiche ‘green’ dell’alluminio. Utilizzato per realizzare migliaia di prodotti, l&#039;alluminio è riciclabile al 100% e riutilizzato per infinite volte, essendo in grado di conservare in eterno le sue proprietà strutturali. Proprio per incentivare la raccolta e il riciclo delle lattine consumate in situazioni ‘on the go’ e in contesti ‘fuori casa’, come in parchi, spiagge, grandi eventi sportivi e culturali, Cial da alcuni anni promuove in Italia il progetto internazionale, Every Can Counts (Ogni Lattina Vale) cui aderiscono oggi 20 Paesi europei più il Brasile. Così, durante i giorni di Comicon, alcuni giovani ambasciatori del progetto, dotati di appositi zaini-raccoglitori, sono stati impegnati a recuperare le lattine per bevande vuote contribuendo a mantenere puliti gli spazi del Festival e a sensibilizzare il pubblico sull’importanza dell’economia circolare e di un moderno sistema di gestione dei rifiuti: è stato raccolto il 100% delle lattine consumate in loco dai visitatori.  All’interno di Comicon, il grande e coloratissimo arcobaleno Cial, realizzato utilizzando lattine per bevande consumate, ha dato il benvenuto a tutti i visitatori, facendo da sfondo per foto e selfie. Un arcobaleno amico dell’ambiente e nemico dello smog e dell’inquinamento atmosferico. È stato infatti realizzato in esclusiva da Graphic Service con Airlite, una tecnologia che riproduce un fenomeno simile alla fotosintesi clorofilliana ed è in grado di purificare l’aria circostante eliminando fino al 90% degli agenti inquinanti.  In mostra, poi, i dieci lavori delle ragazze e dei ragazzi che hanno vinto il contest a fumetti ‘Il mio primo Graphic Novel’, promosso nei mesi scorsi da Cial, con il partner didattico La Fabbrica Società Benefit, e destinato alle studentesse e agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. La sfida era realizzare una storia a fumetti, focalizzata sui grandi temi della sostenibilità e sulle ‘semplici’ pratiche quotidiane da adottare per un corretto smaltimento dei rifiuti. Un vero e proprio contest che ha coinvolto circa 100 istituti scolastici e ben 2500 ragazzi e ragazze. Selezionati da una giuria ad hoc, sono stati dieci i progetti vincitori (ex aequo) provenienti da tutta Italia. Ospitati a Napoli da Cial e premiati nel corso di una cerimonia ufficiale nel corso di Comicon, i giovani fumettisti vincitori, hanno avuto la soddisfazione di vedere i propri elaborati esposti in una mostra allestita negli spazi del Festival.  “Anche quest’anno Cial ha deciso di essere al fianco di Comicon con tante iniziative all’insegna della sostenibilità ambientale, con un occhio di riguardo alle nuove generazioni. Sull’onda del progetto internazionale Every Can Counts, ha incentivato il pubblico a non disperdere le lattine per bevande una volta consumate richiamando l’attenzione sulle buone pratiche del riciclo dei rifiuti. Ha premiato i giovani vincitori di un concorso a fumetti dalle trame decisamente eco friendly. Ha allestito un’installazione ‘mangia smog’ e ‘antinquinamento’. È stato bello essere presenti da protagonisti in questo spazio dove la cultura pop ha abbracciato con entusiasmo anche i grandi temi dell’economia circolare”, afferma Stefano Stellini, direttore generale Cial. &#8212;sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<br />
&#8212;Ambiente ed EnergiaREDAZIONE</p>
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                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Anche quest’anno Cial-Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio è stato partner di Comicon-International Pop Culture Festival, evento appena conclusosi che dal 25 al 28 aprile (negli spazi della Mostra di Oltremare) ha attirato a Napoli oltre 175mila visitatori per una quattro giorni di fumetti, giochi e videogiochi, anime e manga, cinema e serie tv]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Anche quest’anno Cial-Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio è stato partner di Comicon-International Pop Culture Festival, evento appena conclusosi che dal 25 al 28 aprile (negli spazi della Mostra di Oltremare) ha attirato a Napoli oltre 175mila visitatori per una quattro giorni di fumetti, giochi e videogiochi, anime e manga, cinema e serie tv]]></metadDscription>
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                <title>Stile di vita green, quasi il 70% degli italiani ha incrementato il riciclo</title>
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                <description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Per più di 8 consumatori europei su 10 il costo della vita influisce sulla scelta di acquistare prodotti sostenibili. L’Italia è il Paese in cui questo fenomeno, pur incidendo in maniera significativa, pesa meno rispetto agli altri Paesi e dove l’importanza di mantenere uno stile di vita sostenibile ha registrato il dato più alto 70%, rispetto alla Germania (55%), al Regno Unito (56%), alla Francia (63%) e alla Spagna (64%). La ricerca, condotta da Pro Carton, l&#039;Associazione Europea dei Produttori di Cartone e Cartoncino, ha analizzato l’atteggiamento di oltre 5.000 consumatori europei in 5 Paesi, Italia, Regno Unito, Francia, Germania e Spagna, nei confronti dell&#039;ambiente e degli imballaggi, in relazione all’andamento dell’economia e alle dinamiche geopolitiche internazionali. Oltre al costo della vita, il cambiamento climatico è tra le preoccupazioni percepite più urgenti dai consumatori europei, insieme all’inflazione e ai conflitti. Per gli italiani sono ugualmente prioritari il costo della vita (84%) e la guerra (83%) seguiti dall’inflazione (75%). Solo dopo, preoccupano la pandemia (45%), il razzismo (22%) e la deforestazione (21%). Le guerre in Medio Oriente e in Ucraina costituiscono, invece, il tema più sensibile per i tedeschi.  Il 74% degli europei pensa che non si stia facendo abbastanza per ridurre gli effetti del cambiamento climatico. Tutti e cinque i Paesi concordano che si possa fare di più, ma i cittadini dell’Europa meridionale, gli spagnoli e gli italiani, sono i più sensibili e pensano che servano azioni più incisive. In Italia, il riciclo rimane l’azione considerata come più efficace, lo pensa il 74%, seguita al secondo posto dall’uso di materiali più naturali e rinnovabili (il 65%) e al terzo dalla piantumazione di nuovi alberi (il 62%).  Secondo la ricerca, il 69% degli italiani ricicla di più rispetto a 12 mesi fa; mentre più della metà (rispettivamente il 55% e il 51%) dichiara che, nell’ultimo anno, ha prestato più attenzione allo spreco dell’acqua e a ridurre l’acquisto di prodotti confezionati in plastica. Anche per quanto riguarda l’acquisto di un prodotto, il fatto che il packaging sia sostenibile è un fattore determinante per la scelta. Per i consumatori italiani, l’aspetto più importante è che sia facile da riciclare (lo pensa il 71%), seguito dal fatto che sia composto da materiali riciclati (per il 54%) e, infine, che sia richiudibile (per il 41%).  L&#039;impatto ambientale del packaging di un prodotto è, quindi, una determinante importante nelle scelte di acquisto e di consumo e per la quale le persone sono disposte a pagare di più. Il 95% degli europei dichiara che pagherebbe in media anche il 5,4% in più per un prodotto, se il packaging avesse meno impatto sull&#039;ambiente. Gli italiani si mostrano essere i più disposti a spendere, in quanto hanno dichiarato di poter arrivare anche al 6,4% in più.  “Nel riciclo dei rifiuti l’Italia è un’eccellenza in Europa &#8211; osserva Winfried Muehling, direttore Marketing e Comunicazione di Pro Carton &#8211;  Siamo anche rimasti impressionati dal fatto che i consumatori italiani attribuiscono il massimo di credibilità e fiducia al cartone, più di quanto avvenga in altri Paesi europei. È interessante notare che, nonostante le pressioni economiche, i consumatori italiani dimostrano un impegno crescente verso la sostenibilità, con livelli di credibilità e fiducia particolarmente alti per il riciclo del cartone. Questo dimostra una consapevolezza sempre più diffusa della necessità di azioni concrete per preservare l&#039;ambiente”. &#8212;sostenibilita/lifestylewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<br />
&#8212;Ambiente ed EnergiaREDAZIONE</p>
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                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Per più di 8 consumatori europei su 10 il costo della vita influisce sulla scelta di acquistare prodotti sostenibili]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Per più di 8 consumatori europei su 10 il costo della vita influisce sulla scelta di acquistare prodotti sostenibili]]></metadDscription>
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                <title>G7, Pichetto: “Clima molto buono, convergenze tra Paesi”</title>
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                <description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; “Vi sono molte convergenze e limature tra le posizioni dei diversi Paesi, che rispecchiano la realtà rispetto alle condizioni energetiche dei vari Paesi, ma il clima è molto buono”. Lo dice, a margine della sua partecipazione all&#039;incontro &#039;Bridging tradition and sustainable energy&#039;, promosso da Italgas, il ministro dell&#039;Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, che sulle priorità del G7 aggiunge: “Siamo il Paese che è al centro del Mediterraneo e che proprio per questo soffre più di tutti il cambiamento climatico, il rischio di perdita di biodiversità che è una caratteristica forte del nostro Paese, e naturalmente anche la questione dell’inquinamento, usiamo il termine più comune ma che dà più senso. Quindi le priorità sono le variazioni da realizzare sulla decarbonizzazione: un termine che significa la riduzione in modo forte dell&#039;emissione carbonica, che parte dal primo inquinante, il carbone, poi passa al petrolio e infine alla produzione di energia pulita, utilizzando il gas come transizione al 2050”. “Il nucleare di quarta generazione è l&#039;indirizzo di ricerca e sperimentazione che abbiamo avuto dal Parlamento – aggiunge Pichetto Fratin – di conseguenza lo sto portando avanti. All&#039;altra parte, rispetto alle varie ipotesi di scenario, tengo conto e riporterò nell&#039;ambito di ciò che mi compete, quelle che sono le risultanze della piattaforma per il nucleare sostenibile&quot;.  Sul tema della sicurezza energetica il Ministro non si sbilancia: “Ci sarà il confronto durante le Ministeriali sia nella parte plenaria, sia in quella Ambiente che Energia, che sono le due settoriali, sia nelle molte bilaterali che si terranno in questi giorni, a partire da oggi”.    &#8212;sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<br />
&#8212;Ambiente ed EnergiaREDAZIONE</p>
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                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; “Vi sono molte convergenze e limature tra le posizioni dei diversi Paesi, che rispecchiano la realtà rispetto alle condizioni energetiche dei vari Paesi, ma il clima è molto buono”]]></excerpt>
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                <title>Nucleare, Gallo: “Tecnologia da esplorare ma necessita di tempo”</title>
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                <description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; “Bisogna esplorare tutte le tecnologie, non si deve a priori metterne da parte qualcuna. E&#039; chiaro che determinate tecnologie, ed è il caso del nucleare che noi non abbiamo, avranno certamente bisogno di più tempo per arrivare in Italia&quot;. Ad affermarlo il ceo di Italgas, Paolo Gallo, a margine del ‘Transitioning  to net zero: energy technology roadmaps’ in corso a Torino.  Per Gallo, &quot;le tecnologie vanno esplorate tutte perché è l&#039;unico modo in cui si raggiungeranno gli obiettivi. Se uno vede solo una strada non raggiungerà gli obiettivi”.  &#8212;sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<br />
&#8212;Ambiente ed EnergiaREDAZIONE</p>
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                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; “Bisogna esplorare tutte le tecnologie, non si deve a priori metterne da parte qualcuna]]></excerpt>
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                <title>Sostenibilità, il 15-16 maggio a Roma il Forum Compraverde</title>
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                <description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Acquistare europeo, acquistare sostenibile: questo è il tema che caratterizza, la nuova edizione del Forum Compraverde Buygreen, la manifestazione di riferimento in Italia e in Europa per le politiche, i progetti, i beni e i servizi di Green Procurement, pubblico e privato promosso dalla Fondazione Ecosistemi. La due giorni, mercoledì 15 e giovedì 16 maggio a Roma, si svolgerà negli spazi WeGil, in Largo Ascianghi 5.   Molti i temi che verranno affrontati nei diversi panel previsti in questa XVIII edizione: con i numerosi ospiti si discuterà di progetti innovativi di educazione ambientale, di diritti sociali e umani negli appalti, dell’impatto della ristorazione collettiva, degli ospedali verdi, di sport e sostenibilità, fino ad affrontare le pratiche sleali del green e social washing, valorizzando le buone pratiche per comunicare la sostenibilità e affrontare il tema dei cambiamenti climatici. Protagonisti del Forum anche gli amministratori delle città, che con la rete dei sindaci proporranno nuove iniziative per garantire la pace, la tutela dei diritti sociali e umani, la difesa dei beni comuni ambientali. Il programma completo sarà presentato nei prossimi giorni nel corso di una conferenza stampa.  Il Forum Compraverde Buygreen gode del patrocinio e della partecipazione del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, della Regione Lazio, di Roma Capitale, in partnership con Legambiente, il Coordinamento Agende 21 Locali Italiane, Ali &#8211; Autonomie Locali Italiane e Fairtrade Italia.  &#8212;sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<br />
&#8212;Ambiente ed EnergiaREDAZIONE</p>
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                <metadDscription><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Acquistare europeo, acquistare sostenibile: questo è il tema che caratterizza, la nuova edizione del Forum Compraverde Buygreen, la manifestazione di riferimento in Italia e in Europa per le politiche, i progetti, i beni e i servizi di Green Procurement, pubblico e privato promosso dalla Fondazione Ecosistemi]]></metadDscription>
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                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>‘Effetto Oasi’, 27mila ettari di territorio protetto</title>
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                <description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Ben 27mila ettari di territorio protetto, circa 100 Oasi, 350mila visitatori annui: è l&#039;&#039;effetto oasi&#039; lungo 57 anni, dalla prima creata in Toscana, quella di Burano nel 1967, da cui si è sviluppato un sistema di aree protette complesso e articolato, il primo in Italia gestito da una associazione privata e tra i primi in Europa, che impiega nelle attività di gestione, fruizione e tutela a diverso titolo 150 persone e circa 500 volontari. Sono alcuni dei numeri di &#039;Effetto Oasi&#039;, il report Wwf lanciato in occasione del Mese delle Oasi per la campagna OurNature.  &#039;Effetto Oasi&#039; sono anche gli habitat mappati nelle aree protette del panda, ben 109 (di cui 27 definiti prioritari in ambito europeo), 378 le attività di educazione ambientale realizzate nel 2023, 130 i progetti di conservazione in corso e 80 le attività di creazione di nuovi habitat come stagni, zone umide o aree per impollinatori. Le Oasi ospitano anche 10 centri di educazione ambientale e 8 Cras (Centri recupero Animali selvatici) che curano ogni anno oltre 8mila animali feriti o in difficoltà.  Dalla ricerca scientifica alle vacanze natura, dall’educazione ambientale con le scuole all’impegno nella conservazione di specie e habitat e nel recupero ambientale con progetti di ripristino e restauro ecologico, le Oasi sono anche luoghi di aggregazione sociale, di sperimentazione di attività legate al benessere psicofisico, di formazione. Soprattutto, hanno giocato un ruolo centrale per la conservazione di alcune specie simbolo, quali l’orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus), la lontra (Lutra lutra), il cervo Sardo (Cervus elaphus corsicanus). “La natura italiana è tra le più ricche in Europa, ma questa ricchezza oggi la stiamo perdendo sempre più rapidamente: il 50% delle specie di vertebrati in Italia è minacciato d’estinzione, il 52% delle specie di fauna protette dalla Direttiva Habitat mostra uno stato di conservazione inadeguato e quasi il 90% degli habitat tutelati versa in uno stato di conservazione inadeguato o sfavorevole. L’impegno e l’investimento del Wwf con il sistema Oasi, nato più di 50 anni fa con l’azione di pionieri come Fulco Pratesi e altri illuminati precursori, che decisero di acquisire il lago costiero di Burano per farne la prima Oasi (1967), è divenuto oggi il più grande progetto di conservazione del Wwf in Italia. Tutto ciò è stato possibile grazie a sinergie e collaborazioni con soggetti pubblici e privati, con i quali si è fatta rete, e all’insostituibile contributo dei volontari”, ha detto Marco Galaverni, direttore Oasi Educazione e Attivazione Wwf Italia.  Le Oasi sono anche laboratori a cielo aperto, centri di educazione ambientale e aree indirizzate alla ricerca scientifica. Nel solo 2023, sono state 378 le attività di educazione ambientale condotte nelle Oasi. Le attività svolte con scuole o Università e campi natura sono state ben 72, con circa 45mila studenti coinvolti.  Il Mese oasi, la formula di ‘lungo evento’ che da un paio di anni ha trasformato la tradizionale Festa delle Oasi celebrata da oltre 30 anni in una sola giornata, è una vera e propria Festa della Natura dedicata alla biodiversità italiana ed è parte della campagna Wwf Our Nature per la difesa della biodiversità. Per 5 weekend consecutivi sarà per tutti l’occasione di tuffarsi nella bellezza della natura, tra orchidee, farfalle, aironi e fenicotteri, immersi nei boschi o lungo fiumi, laghi e sentieri di montagna. Ben 150 gli eventi in programma nel mese delle Oasi: visite guidate, a piedi o in bicicletta, laboratori e attività per i più piccoli, eventi di citizen science. &#8212;sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<br />
&#8212;Ambiente ed EnergiaREDAZIONE</p>
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                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Ben 27mila ettari di territorio protetto, circa 100 Oasi, 350mila visitatori annui: è l&#039;&#039;effetto oasi&#039; lungo 57 anni, dalla prima creata in Toscana, quella di Burano nel 1967, da cui si è sviluppato un sistema di aree protette complesso e articolato, il primo in Italia gestito da una associazione privata e tra i primi in Europa, che impiega nelle attività di gestione, fruizione e tutela a diverso titolo 150 persone e circa 500 volontari]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Ben 27mila ettari di territorio protetto, circa 100 Oasi, 350mila visitatori annui: è l&#039;&#039;effetto oasi&#039; lungo 57 anni, dalla prima creata in Toscana, quella di Burano nel 1967, da cui si è sviluppato un sistema di aree protette complesso e articolato, il primo in Italia gestito da una associazione privata e tra i primi in Europa, che impiega nelle attività di gestione, fruizione e tutela a diverso titolo 150 persone e circa 500 volontari]]></metadDscription>
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                <modDate>Wed, 24 Apr 2024 10:27:28 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Clima ed energia: obiettivi 2030 ancora alla portata dell’Italia</title>
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                <description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Il 22 aprile 2024 si è celebrata la Giornata Internazionale della Terra. Tra le tante iniziative ed eventi organizzati in ogni angolo del Mondo, è stato anche il momento di condividere bilanci e analisi sullo stato attuale in tema di clima ed energia. Con riguardo al nostro Paese, in occasione della Giornata della Terra, Italy for Climate ha pubblicato la quinta edizione del rapporto “10 Key trend sul clima” che analizza le principali tendenze registrate nel 2023 in Italia con riferimento alla lotta al cambiamento climatico e alla transizione energetica. Tra i dati principali, emerge che nell&#039;ultimo anno il nostro Paese ha prodotto uno sforzo davvero considerevole nel tagliare le emissioni di gas serra con una diminuzione del 6,5% rispetto all&#039;anno precedente, percentuale che corrisponde a una diminuzione di circa 27 milioni di tonnellate di gas serra prodotti. Il dato, qualora confermato, significherebbe che il nostro Paese si trova nella condizione di raggiungere ancora gli obiettivi di decarbonizzazione fissati per il 2030. Tra i principali fattori che hanno influito sulla diminuzione registrata nel 2023 vi sono il minore utilizzo di carbone per produrre energia, i consumi energetici ridotti anche dovuti a un inverno piuttosto mite, un calo della produzione industriale, ma anche un&#039;accelerazione nelle rinnovabili.  Oltre al primo trend che, come detto, riguarda la drastica riduzione delle emissioni, le altre principali tendenze in tema di clima ed energia segnalate da Italy for Climate non sono tutte esattamente positive. A cominciare dal numero di eventi climatici, drammaticamente aumentato nel 2023, che secondo le stime di Ispra risulta essere stato il secondo anno più caldo mai registrato in Italia. Non solo, l&#039;anno passato, sul nostro territorio sono stati registrati 3.400 eventi climatici estremi. In quanto all&#039;energia, secondo le stime Enea è calata del 3% l&#039;intensità energetica del Pil ovvero del fabbisogno energetico necessario a produrre una unità di Pil. In calo, nel valore assoluto, anche i consumi di energia negli edifici (-2,3 Mtep) e nell&#039;industria (-1,2% Mtep). Sempre secondo Enea, il calo delle emissioni globali di cui sopra è dovuto principalmente all&#039;evoluzione del settore elettrico che sempre più si basa sulle fonti rinnovabili (+15 Twh) e meno su quelle fossili (-33 Twh). In particolare, la quota complessiva di energia prodotta da eolico e fotovoltaico è pari al 20%, mentre la quota di tutte le rinnovabili sfiora il 44% della produzione, il tetto massimo mai raggiunto. Meno bene invece gli indicatori sulla dipendenza energetica che vedono l&#039;Italia tra i Paesi europei a più elevata dipendenza, seppur in lieve calo rispetto al 2022. Parlando di riqualificazione degli edifici, una questione di grande portata visto l&#039;impatto che il parco immobiliare ha sul clima, nel 2023 sono state riqualificate oltre 700 mila abitazioni grazie agli incentivi introdotti dal Superbonus, il triplo in più rispetto alla media degli anni precedenti. Inoltre, a fine anno risultano installati 1,3 milioni di impianti fotovoltaici nel settore residenziale. Il mercato dell&#039;auto elettrica seppur lentamente appare in crescita e ad oggi rappresenta il 4,2% del totale immatricolazioni. Dati comunque molto contenuti rispetto alla media europea del 14,6% con punte del 18,4% in Germania. Da segnalare infine il deficit medio nazionale del 60% sulle scorte di acqua nevosa nei principali bacini del Paese, con punte fino a -70% nel bacino dell&#039;Adige e -67% in quello del Po. Proprio la crisi idrica rappresenta uno dei temi che andranno affrontati con maggiore attenzione, rapidità ed efficacia. &#8212;sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<br />
&#8212;Ambiente ed EnergiaREDAZIONE</p>
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                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Il 22 aprile 2024 si è celebrata la Giornata Internazionale della Terra]]></excerpt>
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                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>“Recycle me”, lo spot di Coca-Cola per la sostenibilità che “accartoccia” il logo</title>
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                <description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; “Recycle Me” è il nome della campagna pubblicitaria di Coca-Cola Company. Al centro dello spot: la sostenibilità e il riciclo. Lanciata in America Latina, i pubblicitari della campagna hanno pensato di usare il potere del logo, riconosciuto in tutto il mondo, e di modificarlo. La scritta bianca su sfondo rosso si “accartoccia”: raffigura, cioè, il modo in cui assomiglierebbe il logo se le lattine vuote venissero schiacciate per essere gettate e poi riciclate. “Come parte dell&#039;impegno della Coca-Cola di riciclare tutti i loro packaging entro il 2030, WPP Open X, guidato da Ogilvy New York, ha usato il potere dell&#039;iconico logo della sceneggiatura del marchio per ispirare le persone a rendere il riciclo parte della loro esperienza quotidiana”, si legge su Instagram.  Coca-Cola crede che un futuro migliore si raggiunga attraverso pratiche sostenibili dal punto di vista sociale e ambientale. Nell&#039;ambito dei suoi obiettivi di sostenibilità, si impegna a riciclare tutti i suoi imballaggi entro il 2030. Volevamo sfruttare il potere dell&#039;iconico logo del marchio per ispirare le persone a rendere il riciclo parte della loro esperienza quotidiana con Coca-Cola – scrive Laurent Ezekiel, WPP Chief Marketing Officer &amp; CEO -. Abbiamo iniziato con l&#039;intramontabile abitudine di schiacciare una lattina prima di riciclarla. Quindi abbiamo creato un&#039;immagine estremamente telegrafica e potente con l&#039;invito all&#039;azione RECYCLE ME preso direttamente dal lato della lattina. Naturalmente, non esistono due lattine riciclate esattamente uguali, e nemmeno le nostre stampe e i nostri poster. Sviluppate da WPP Open X, sotto la guida di Ogilvy New York, le pubblicità creative saranno presenti a Buenos Aires, in Argentina, Brasile e Messico, oltre che sui canali sociali”. <br />
Islam ElDessouky, vicepresidente globale per la strategia creativa e i contenuti di Coca-Cola, ha commentato: “Noi di Coca-Cola puntiamo ad avere un mondo senza rifiuti. Stiamo lavorando per innovare i nostri prodotti verso il nostro obiettivo globale di rendere riciclabile il 100% delle nostre confezioni entro il 2025. Inoltre, puntiamo a raccogliere e riciclare una bottiglia o una lattina per ogni bottiglia venduta entro il 2030 e abbiamo l’opportunità unica di utilizzare il nostro marketing per inviare un messaggio potente. ‘Riciclami’ invita tutti noi a riciclare ovunque sia possibile”. Non è la prima volta che l’azienda lancia un’iniziativa del genere. Per l’obiettivo &quot;World Waste Free&quot;, missione lanciata da Coca-Cola nel 2018 per contribuire alla lotta contro i rifiuti di plastica, si propose: imballaggi senza etichetta, tappo attaccato alla bottiglia come già avviene per la maggior parte delle bottiglie in plastica oggi e progetto di packaging completamente riciclabile. Nell’ultimo report di sostenibilità, la Company ha precisato di aver raggiunto il 90% dell’obiettivo. Il nuovo è raccogliere e riciclare una bottiglia o lattina per ogni bottiglia o lattina venduta entro il 2030. &#8212;sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<br />
&#8212;Ambiente ed EnergiaREDAZIONE</p>
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                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; “Recycle Me” è il nome della campagna pubblicitaria di Coca-Cola Company]]></excerpt>
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                <title>Lionello (Unisalento): “Continente europeo più surriscaldato? Mi sorprenderebbe il contrario”</title>
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                <description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; In Europa le temperature medie sono aumentate più che in ogni altro continente ma, pur restando allarmanti, i risultati del rapporto Copernicus sono anche la conseguenza di “tendenze intrinseche al cambiamento climatico”.  Lo spiega all’Adnkronos Piero Lionello, professore ordinario di Fisica dell’Atmosfera e Oceanografia presso l’Università del Salento e presidente del network MedCLIVAR (Mediterranean CLImate Variability).  “La considerazione più importante ed essenziale da fare – esordisce Lionello – è che i gas serra si distribuiscono in modo approssimativamente uniforme su scala globale. In pratica, le emissioni dell’Italia non interessano solo il territorio italiano, lo stesso dicasi per quelle europee e così via. Un andamento completamente diverso rispetto, per esempio, alle emissioni di aerosol che tendono ad avere una persistenza breve in atmosfera e quindi un effetto più regionale e più limitato alle zone di emissione”.  Per questo occorre interessarsi non solo alle decisioni di casa propria: “Questo andamento dimostra una volta per tutte come il problema del cambiamento climatico sia una questione globale”. C’è poi un altro aspetto da considerare: “Durante una transizione, le alte latitudini tendono a scaldarsi di più delle zone tropicali. Allo stesso tempo, a livello superficiale, le masse continentali si scaldano di più delle masse oceaniche. Anche quando ci sono stati eventi caldi interglaciali in passato e le glaciazioni, il cambiamento climatico è stato molto più ampio in queste zone. Si tratta di tendenze intrinseche al sistema climatico, quindi mi sorprenderei nel vedere il contrario in questa fase di riscaldamento che ha sicuramente una importante componente antropogenica”, spiega il professore che ha contribuito alla redazione del sesto rapporto Ipcc (Intergovermental Panel on Climate Change), pubblicato lo scorso anno. <br />
L’Unione europea si sta muovendo nella direzione e alla velocità giusta o le resistenze di alcune parti politiche rischiano di compromettere il cammino green dell’Ue?<br />
 “Quello che si può osservare è una progressiva attenzione a livello normativo e tecnologico da parte dell&#039;Unione Europea nei confronti del cambiamento climatico che ha portato effettivamente a una riduzione delle emissioni. Le emissioni negli ultimi venti, trenta anni nel complesso stanno diminuendo anche negli Stati Uniti”.  <br />
Si tratta di un miglioramento sufficiente in prospettiva?<br />
 “No. Infatti, nonostante l’impegno di Ue e Usa, le emissioni su scala globale stanno aumentando”. Ancora una volta, quindi, il passaggio cruciale sta nella consapevolezza che ci troviamo di fronte a una sfida comune: “La consapevolezza che il clima sia una questione globale è fondamentale. Il contrasto al cambiamento climatico – prosegue il professor Lionello – non può che passare attraverso strategie condivise a livello internazionale almeno dai principali emettitori che in questo momento sono l’Unione Europea, gli Stati Uniti, la Cina e l’India. Al tempo stesso però è importante essere consapevoli delle differenze tra i problemi ambientali e l’inquinamento”, sottolinea. Dunque, se è vero che per contrastare il cambiamento climatico serve una sinergia internazionale, bisogna osservare che i singoli interventi dei Paesi sono fondamentali per i cittadini che vivono quei territori: “Da un punto di vista decisionale, è difficile che chi dà priorità al contrasto del cambiamento climatico non dia anche priorità alla lotta all’inquinamento e alla tutela degli ecosistemi. È vero che queste misure devono essere condivise a livello internazionale per contrastare l’aumento della concentrazione di gas serra in atmosfera. È anche vero, però, che le strategie e le decisioni anti inquinamento prese dalle istituzioni hanno effetti molto positivi sull’ambiente e sui servizi ecosistemici che riguardano i cittadini europei”. <br />
Siccità, rischio desertificazione ed eventi atmosferici estremi: ci sono alcune zone dell’Italia a rischio nel prossimo futuro?<br />
 “Eviterei catastrofismi privi di fondamento scientifico. Sicuramente i dati testimoniano aumenti delle temperature medie importanti per gli ecosistemi e per l’ambiente in cui viviamo, ma non al punto da rendere inabitabili alcune zone d’Italia almeno nel medio termine. C’è una alterazione del ciclo idrologico, ma non tale da compromettere la sostenibilità delle risorse idriche, soprattutto se gestite in modo opportuno”.  <br />
Non ci sono e non ci saranno mai più le mezze stagioni?<br />
 “Tendiamo ad attribuire qualsiasi evento meteorologico al cambiamento climatico senza un&#039;opportuna interfaccia scientifica. Spesso ci basiamo sui nostri ricordi, ma i nostri ricordi sono dei fallaci indicatori dei cambiamenti perché tendono a trascurare la variabilità e ricostruire dei paradigmi del nostro passato. Il fatto che questa interruzione della ciclicità delle stagioni venga concepita descritta ormai come ‘evidente’ non ha alcun riscontro nelle evidenze scientifiche”.  Delle prove scientifiche dell’alterazione non mancano, ma vanno trattate nella loro specificità: “Il riscaldamento è evidente; il cambiamento delle precipitazioni in alcuni territori è evidente; gli aumenti delle statistiche delle ondate di calore sono evidenti”, spiega il prof. Lionello, che aggiunge: “Anche l’alterazione del ciclo della stagionalità è evidente: l&#039;inverno arriva un po’ dopo e finisce un po’ prima, l&#039;estate comincia un po’ prima e finisce un po’ dopo. Ma non possiamo farne una deduzione scientifica perché abbiamo ancora pochissimi cicli stagionali su cui basare le nostre osservazioni”.  Il professore ci tiene però a sottolineare: “Molti effetti del cambiamento climatico sono evidenti e hanno natura antropogenica. Nel caso delle stagioni, la statistica è ancora insufficiente per dire che c&#039;è un cambiamento definitivo del ciclo”. A margine del rapporto sullo stato europeo del clima 2023 del Copernicus Climate Change Service e dell’Organizzazione meteorologica mondiale, l’appello del professore a valutare con rigore i fenomeni climatici è ancora più utile se si parla del Mediterraneo. La causa è scientifica: “Il Mediterraneo è una zona di transizione tra il clima subtropicale a sud, in gran parte del Nord Africa, e un clima oceanico umido o continentale-temperato a Nord”. <br />
In cosa si traduce questa particolare condizione?<br />
 “Nel fatto che ogni piccolo spostamento di questa linea di transizione genera una variabilità. In particolare la variabilità della precipitazione è sempre stata una caratteristica della regione mediterranea, quindi della parte dell&#039;Italia centro meridionale. Ci sono sempre stati lunghi periodi di scarse precipitazioni e lunghi periodi di intense precipitazioni. Sicuramente stiamo alterando il clima rendendolo più caldo e meno piovoso su gran parte dell&#039;Italia, le evidenze del riscaldamento ci sono tutte e da molti anni.<br />
 Le evidenze delle alterazioni dei regimi di precipitazione – conclude il professor Lionello – sono più sottili anche se cominciano a emergere e vanno nella direzione di una diminuzione delle precipitazioni su gran parte dell&#039;Italia e di un aumento degli eventi estremi sul Nord Italia vanno in questa direzione”. &#8212;sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<br />
&#8212;Ambiente ed EnergiaREDAZIONE</p>
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                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; In Europa le temperature medie sono aumentate più che in ogni altro continente ma, pur restando allarmanti, i risultati del rapporto Copernicus sono anche la conseguenza di “tendenze intrinseche al cambiamento climatico”]]></excerpt>
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                <title>Green jobs, in Italia è divario tra domanda e offerta</title>
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                <description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Le politiche e le pratiche di sostenibilità rappresentano un pilastro fondamentale per il futuro del nostro Paese, con un consenso quasi unanime tra datori di lavoro e lavoratori. Tuttavia, nonostante questa consapevolezza diffusa, emerge una disparità significativa quando si parla di green jobs in Italia. Un recente studio condotto da Indeed rivela che, nonostante l&#039;interesse diffuso, c&#039;è ancora uno sbilanciamento tra la domanda e l&#039;offerta di posizioni legate alla sostenibilità in Italia. Il rapporto evidenzia che il 25% dei datori di lavoro prevede di aprire nuove posizioni nel settore della sostenibilità e degli ESG entro il 2024. Tuttavia, assumere personale qualificato per queste posizioni rimane una sfida significativa. Le difficoltà sono molteplici: dal budget limitato (seguito dal 28% dei datori di lavoro) alla mancanza di candidati con le giuste competenze (problema citato dal 27%). Dall&#039;altra parte, anche tra i lavoratori persistono incertezze riguardo alle opportunità di carriera legate alla sostenibilità. Alcuni si sentono impreparati (32%) o ritengono di non possedere le competenze necessarie (30%). Altri, invece, non riescono a visualizzare chiaramente i vantaggi di intraprendere una carriera in questo settore (20%) o temono che i salari offerti non siano adeguati (14%). Il panorama dell&#039;occupazione nel settore della sostenibilità sta vivendo una crescita significativa, ma è anche caratterizzato da sfide e disallineamenti che richiedono attenzione. Secondo i recenti dati di Indeed, il numero di annunci di lavoro nel settore della sostenibilità online è quasi raddoppiato in cinque anni, evidenziando un aumento del 93% dal febbraio 2019. Tuttavia, nonostante questa crescita, la domanda per queste posizioni è leggermente diminuita, con un calo del 7% nelle ricerche per tali ruoli nello stesso periodo. Questo può essere attribuito a percezioni di salari più bassi, barriere di reclutamento e lacune nelle competenze da parte dei cercatori di lavoro. Un dato significativo è che il 72% dei datori di lavoro intervistati ha attualmente un dipartimento o un responsabile dedicato alla sostenibilità o alla Governance Sociale Ambientale (ESG) nella propria organizzazione e vedono nei lavori legati alla sostenibilità un&#039;opportunità per contribuire alla transizione verde (39%), soddisfare i requisiti ESG (36%) e attrarre investitori (31%).  Tuttavia, nonostante questi benefici, esiste ancora un&#039;ampia disparità tra la domanda e l&#039;offerta di competenze nel settore. Tra i lavoratori, persistono incertezze riguardo alla considerazione di carriere legate alla sostenibilità. Molti si sentono impreparati e non vedono chiaramente i vantaggi di intraprendere un percorso professionale in questo settore.  Tuttavia, non tutto è perduto. Il desiderio di migliorare la propria carriera (46%) e l&#039;aumento di stipendio (30%) rappresentano spinte significative per coloro che sono disposti a intraprendere percorsi di reskilling. Inoltre, quasi la metà dei datori di lavoro (il 48%) ritiene che maggiori incentivi governativi per l&#039;assunzione di personale dedicato potrebbero contribuire a risolvere le sfide attuali. Allo stesso modo, la possibilità di contare su percorsi di formazione istituzionali (33%) potrebbe essere una risorsa preziosa per colmare il gap tra la domanda e l&#039;offerta di competenze nel settore della sostenibilità. &#8212;sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<br />
&#8212;Ambiente ed EnergiaREDAZIONE</p>
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                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Le politiche e le pratiche di sostenibilità rappresentano un pilastro fondamentale per il futuro del nostro Paese, con un consenso quasi unanime tra datori di lavoro e lavoratori]]></excerpt>
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                <title>Addio PFAS: un nuovo trattamento dell’acqua cancella le sostanze chimiche per sempre</title>
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                <description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Gli ingegneri dell&#039;Università della Columbia Britannica hanno varcato una nuova frontiera nella purificazione dell&#039;acqua, presentando un trattamento innovativo che cancella le temute &quot;sostanze chimiche per sempre&quot; (PFAS) dall&#039;approvvigionamento idrico.  Le sostanze chimiche per sempre, conosciute formalmente come PFAS (sostanze per- e polifluoroalchil), sono un gruppo di composti che conferiscono proprietà antiaderenti o repellenti alle macchie a vari prodotti.  Sebbene invisibili all&#039;occhio umano, le oltre 4.700 varianti di PFAS in circolazione si trovano probabilmente nel tuo quotidiano, infiltrandosi nell&#039;ambiente e, di conseguenza, nell&#039;acqua potabile. Queste sostanze possono essere presenti in abbigliamento da pioggia, pentole antiaderenti, repellenti alle macchie e persino nelle schiume antincendio.  Utilizzate dall&#039;industria sin dagli anni &#039;40, le PFAS sono impiegate per una vasta gamma di scopi, dall&#039;impermeabilizzazione all&#039;antiaderenza, dai tessuti ai cosmetici. Un elenco infinito di applicazioni che illustra quanto siano onnipresenti e potenzialmente dannose le PFAS nella nostra vita quotidiana. Le PFAS rappresentano una minaccia invisibile per la nostra salute, poiché la maggior parte delle persone entra in contatto con queste sostanze attraverso cibo, prodotti per i consumatori e acqua contaminata.  I danni potenziali sono gravi e diversificati, includendo, secondo l&#039;Agenzia Europea dell&#039;Ambiente, disturbi del fegato, disfunzioni tiroidee, obesità e addirittura il cancro. L&#039;esposizione continua a queste particelle nocive può portare a una serie di problemi di salute, compresi disturbi ormonali, malattie cardiovascolari e ritardi nello sviluppo.  La rimozione delle PFAS dall&#039;acqua potabile è ora possibile grazie a un innovativo materiale adsorbente sviluppato dai ricercatori dell&#039;Università della Columbia Britannica. Questo materiale unico è in grado di intrappolare e trattenere tutte le PFAS presenti nell&#039;approvvigionamento idrico, permettendo poi la loro distruzione attraverso tecniche speciali elettrochimiche e fotochimiche. Il cuore di questa tecnologia è un materiale a base di silice, progettato per assorbire efficacemente una vasta gamma di PFAS, garantendo così la massima purificazione dell&#039;acqua.  La bellezza di questo sistema risiede nella sua sostenibilità: il materiale adsorbente può essere rigenerato e riutilizzato, riducendo al minimo la produzione di rifiuti solidi tossici. Allo stesso tempo, ricerche condotte dall&#039;Università dello Stato dell&#039;Arizona stanno esplorando un approccio alternativo basato sull&#039;uso di microrganismi per scomporre le PFAS. &#8212;sostenibilita/lifestylewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<br />
&#8212;Ambiente ed EnergiaREDAZIONE</p>
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                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Gli ingegneri dell&#039;Università della Columbia Britannica hanno varcato una nuova frontiera nella purificazione dell&#039;acqua, presentando un trattamento innovativo che cancella le temute sostanze chimiche per sempre (PFAS) dall&#039;approvvigionamento idrico]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Gli ingegneri dell&#039;Università della Columbia Britannica hanno varcato una nuova frontiera nella purificazione dell&#039;acqua, presentando un trattamento innovativo che cancella le temute sostanze chimiche per sempre (PFAS) dall&#039;approvvigionamento idrico]]></metadDscription>
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                <title>Sostenibilità in ascesa, si accende l’interesse degli investitori istituzionali italiani</title>
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                <description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; L&#039;attenzione verso la sostenibilità da parte di enti previdenziali, fondazioni di origine bancaria e del comparto assicurativo è in costante crescita. Lo conferma la sesta indagine condotta dal Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, in collaborazione con Asvis (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) e Febaf (Federazione Banche Assicurazioni e Finanza), intitolata &#039;Esg e Sri: Le Politiche di Investimento Sostenibile degli Investitori Istituzionali Italiani&#039;. Gli Esg (Environmental, Social and Governance) e il Sri (Socially Responsible Investment) rappresentano i pilastri fondamentali nell&#039;ambito degli investimenti sostenibili. Gli Esg si concentrano sulla valutazione dei fattori ambientali, sociali e di governance di un&#039;azienda o di un&#039;entità, valutando il suo impatto sull&#039;ambiente, sulla società e sulle pratiche di gestione aziendale. D&#039;altra parte, il Sri si riferisce a strategie di investimento che tengono conto dei valori sociali ed etici, oltre a considerazioni finanziarie.  Insieme, questi principi guidano gli investitori istituzionali nel prendere decisioni di investimento più consapevoli, mirando a ottenere rendimenti finanziari sostenibili e ad impattare positivamente sulle comunità e sull&#039;ambiente. Integrare tali criteri nelle politiche di investimento non solo promuove la sostenibilità a lungo termine, ma può anche generare rendimenti finanziari più stabili e mitigare i rischi nel portafoglio degli investitori.  L&#039;adozione di politiche di investimento sostenibile è diventata una tendenza sempre più diffusa tra gli enti previdenziali, le fondazioni di origine bancaria e le compagnie assicurative in Italia. Dei partecipanti alla survey, il 53% ha dichiarato di aver già implementato tali politiche. È interessante notare che anche tra coloro che ancora non hanno adottato formalmente la finanza Sri, il 75% ha discusso questo argomento in vista di possibili sviluppi futuri. Nel 2024, hanno partecipato alla survey 128 enti, rispetto ai 123 dell&#039;anno precedente, confermando un crescente interesse verso la sostenibilità nel settore finanziario italiano. Dopo una leggera battuta d&#039;arresto registrata l&#039;anno scorso, si registra un aumento sia in valore assoluto sia in valore percentuale del numero di investitori istituzionali che adottano politiche di investimento sostenibile. Questo è un segnale incoraggiante, evidenziato anche dalla crescente percentuale di enti virtuosi rispetto al campione intervistato. Tuttavia, rimangono delle sfide da affrontare, come la percentuale di enti che, pur discutendo di sostenibilità in consiglio di amministrazione, decidono di non approcciare la finanza Sri. Un altro dato degno di nota è l&#039;incremento nell&#039;applicazione delle politiche Esg, con il 44% degli enti che preferisce investire una quota compresa tra il 75% e il 100% del proprio patrimonio secondo questi criteri. Tuttavia, si osserva un aumento a discapito delle classi intermedie di investitori &#039;sostenibili e responsabili&#039;, il che suggerisce la necessità di un equilibrio nell&#039;allocazione dei fondi secondo i principi Esg. Le tendenze e le motivazioni che guidano verso la finanza SRI riflettono una combinazione di obiettivi etici e pragmatici. La volontà di contribuire allo sviluppo sostenibile emerge come il principale motore di questa scelta, con l&#039;82% dei rispondenti che cita questo obiettivo come la loro motivazione primaria. Tuttavia, non vanno trascurati anche motivi di natura più tecnica, come la mitigazione dei rischi nel portafoglio, citata dal 67% dei partecipanti. Al terzo posto, ma comunque rilevante, troviamo il miglioramento della reputazione dell&#039;ente, con il 49% delle preferenze. Questo dato rappresenta il valore più alto registrato in tutti gli anni di indagine condotti finora. Altri motivi includono la ricerca di migliori rendimenti finanziari (20%) e la pressione del regolatore (18%). Tuttavia, nonostante l&#039;interesse e le motivazioni, ci sono delle sfide da affrontare. La difficile misurabilità degli impatti e delle performance è citata dal 62% degli intervistati come la principale barriera all&#039;implementazione di una politica di investimento sostenibile. Anche la mancanza di una definizione univoca di sostenibilità (53%) e la percezione di una normativa di settore poco chiara e confusionaria (48%) contribuiscono a complicare il panorama. Inoltre, nonostante gli sforzi, solo un esiguo 8% dei rispondenti rileva benefici effettivi in termini di rendimenti finanziari dalle proprie politiche di investimento sostenibile. Al contrario, il 63% sperimenta una mitigazione del rischio complessivo nel portafoglio. Questi risultati suggeriscono che, sebbene vi sia una crescente sensibilità verso la finanza SRI nel mercato istituzionale, vi è ancora un divario significativo tra le aspettative teoriche e gli impatti pratici. Tale divario potrebbe essere influenzato da fattori esterni, come l&#039;instabilità dei mercati finanziari e l&#039;incertezza normativa. L&#039;indagine fornisce un&#039;analisi dettagliata sulle strategie e le modalità con cui vengono implementate le politiche di investimento sostenibile, evidenziando le preferenze e le sfide che gli investitori affrontano in questo ambito. Le esclusioni continuano a detenere la posizione di leadership come strategia più utilizzata per il sesto anno consecutivo, con il 66% dei partecipanti che le adotta. Seguono gli investimenti tematici (34%) e il best in class (32%), che hanno scalzato dal podio le convenzioni internazionali (31%) e l&#039;impact investing (29%). Tuttavia, l&#039;engagement rimane ancora in coda alle preferenze, sebbene cresca dal 24% al 28% in questa edizione. Questo potrebbe suggerire che alcuni investitori ritengono questa strategia più complessa da attuare. Le esclusioni si concentrano principalmente su prodotti legati al mercato delle armi (89%), seguite da pornografia (59%) e gioco d&#039;azzardo (56%). La parità di genere, sebbene ancora bassa, registra un aumento dal 8% al 11% rispetto all&#039;anno precedente. Per quanto riguarda le convenzioni internazionali, Unpri rimane al primo posto (64%), seguito dal Global Compact dell&#039;ONU (56%). Per quanto riguarda il best in class, l&#039;attenzione verso la tutela dell&#039;ambiente prevale, con una forte enfasi sulla riduzione delle emissioni (69%). È interessante notare che, nonostante l&#039;ambiente sia il fattore dominante, la componente sociale e la governance hanno anche un peso significativo, rispettivamente al 31,4% e al 30,7% delle preferenze. Gli investimenti tematici riflettono questa tendenza, con una predilezione per i temi ambientali ma con investimenti significativi anche in settori come la Silver Economy e le Residenze Sanitarie Assistite (RSA). Per quanto riguarda le tendenze future, il 66% degli investitori afferma di voler aumentare la propria esposizione agli strumenti sostenibili. Le esclusioni rimangono la strategia più allettante, seguite da best in class e investimenti tematici. Settori come le energie rinnovabili, la salute e le infrastrutture sanitarie attraggono particolare interesse per il loro potenziale di crescita sostenibile. Tuttavia, la diversificazione rimane importante, con molte menzioni di settori come le scienze della vita e l&#039;agroalimentare tra le preferenze degli investitori. Le prospettive della finanza sostenibile sono influenzate in gran parte dalla normativa di settore, che assume un ruolo sempre più rilevante nell&#039;ambito degli investimenti responsabili. La survey dedica quindi una serie di domande specifiche al regolamento Sfdr e ai nuovi modelli Rts che i gestori/collocatori di fondi dovranno adottare nelle comunicazioni. Attualmente, la maggior parte dei partecipanti (67%) valuta gli effetti di Sfdr come limitati, ma riconosce il potenziale per aumentare l&#039;interesse verso l&#039;acquisto diretto di fondi Esg. Tuttavia, molti enti sono ancora in fase di studio e analisi del quadro legislativo, il che si riflette nel numero di fondi che non rispondono né all&#039;articolo 8 né all&#039;articolo 9. C&#039;è una crescente consapevolezza della complessità delle nuove procedure e normative, con oltre il 60% dei partecipanti che dichiara di non avere conoscenze sufficienti sugli Rts. Questo porta molti enti a manifestare l&#039;intenzione di avviare percorsi di formazione interna, sebbene solo una minoranza disponga attualmente di figure o team dedicati agli investimenti Esg. La collaborazione con advisor finanziari specializzati sugli aspetti di sostenibilità è sempre più diffusa, con il 42% dei partecipanti che si avvale di un advisor Esg. Tra i gestori/collocatori di fondi, alcune società emergono come particolarmente attente alle tematiche Esg, evidenziando un&#039;attenzione crescente verso la sostenibilità anche nel panorama nazionale e internazionale. Nonostante le recenti performance degli investimenti sostenibili possano non essere particolarmente brillanti a causa di un contesto congiunturale sfavorevole, l&#039;economia italiana sta sempre più puntando verso la sostenibilità. Ciò riflette non solo una maggiore sensibilità dei singoli cittadini, soprattutto dei più giovani, ma anche una consapevolezza crescente nell&#039;ambito degli investimenti istituzionali. La sostenibilità non è più una moda, ma una componente essenziale degli investimenti, in linea con la sensibilità crescente dei cittadini. Nonostante le attuali performance non brillanti, la finanza sostenibile è destinata a consolidarsi come modello predominante nelle allocazioni future. &#8212;sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<br />
&#8212;Ambiente ed EnergiaREDAZIONE</p>
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                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Abbandono di vetro in strada, lo fa 1 italiano su 4: i dati</title>
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                <description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Dichiara di farlo almeno un italiano su quattro, ma più di sei su 10 provano indignazione. Questo è il quadro emerso da una ricerca del birrificio Ichnusa, commissionata ad AstraRicerche, per fotografare opinioni e contraddizioni sul territorio nazionale, in merito all’abbandono delle bottiglie di vetro in strada. L’occasione è una campagna di sensibilizzazione dell’azienda volta ad arginare il fenomeno a partire dai comportamenti individuali.  Se sei su 10 si indignano, tre su 10 provano tristezza e due su 10 si sentono impotenti difronte al fenomeno. Ma scopriamo insieme cosa è emerso dalla ricerca.  Il fenomeno, nel nostro Paese, sembra avere due volti differenti. Da una parte, sei italiani su 10 ritengono che la raccolta del vetro venga fatta in alta percentuale, con cura e qualità. Dall’altra parte, uno su due (53%) percepisce come diffuso l&#039;abbandono di rifiuti e materiali di vetro come le bottiglie in strada o negli spazi pubblici nella zona in cui vive, fenomeno che, per due italiani su tre (67%) è una priorità grave o importante. L&#039;indagine restituisce anche una percezione dell’identikit dei “colpevoli”. Per circa due italiani su tre, a sporcare sono per lo più i giovani 18-34 anni, principalmente uomini (anche se per il 28% non c&#039;è gender gap in questa mancanza di rispetto), residenti in zona o nel territorio circostante. Quali le cause? Le prime quattro cause che emergono con forza dal report sono:  Dura condanna per chi sporca. Ma la situazione cambia quando si chiede se è mai capitato di aver gettato una bottiglia in terra. Dalla ricerca, infatti, si scopre che lo ha fatto circa uno italiano su quattro (meno di uno su cinque in Sardegna). Uno su 10 ha confessato di aver commesso il fatto una o più volte solo nell&#039;ultimo anno. Ma si affretta ad attribuirne la causa sempre a motivi esterni: lo ha fatto in prossimità del negozio/locale dove avevano acquistato la bottiglia. E c&#039;è anche chi (circa il 20%) afferma candidamente di averla lasciata dove capitava per nessun motivo in particolare. L’abbandono di vetro in strada non contribuisce al riciclo e a un corretto smaltimento. Il sentiment emerso dalla ricerca, però, è che c’è chi è pronto a prendersi la propria responsabilità. Sono 6 su 10 gli italiani che affermando che se vedono una bottiglia abbandonata la raccolgono anche se non è la loro e cercano un cestino dove buttarla. Poco meno del 4% chiamerebbe il comune o l’azienda municipale della raccolta dei rifiuti.  Per otto italiani su 10 le campagne di informazione sull&#039;impatto del vetro abbandonato sono tra le azioni più efficaci per ridurre l&#039;abbandono di vetro nell&#039;ambiente. Ben vengano quindi iniziative di informazione e sensibilizzazione come quella che Ichnusa si appresta a lanciare in Sardegna in vista dell&#039;estate: positivo o molto positivo per quasi nove italiani su 10 il giudizio verso la campagna di comunicazione &#039;Il nostro impegno&#039;, che esorta i consumatori a smaltire correttamente le bottiglie di vetro e a non abbandonarle, unita ad azioni di pulizia dei dipendenti del birrificio con Legambiente.  La Regione Sardegna, sull’abbandono del vetro in strada, ha una sensibilità maggiore. Sembra, infatti, che i cittadini sardi, vivendo in un territorio dagli ecosistemi unici e fragili, risentano particolarmente del fenomeno e lo vivano come più impattante per la biodiversità. Complice è anche un turismo stagionale di massa, fenomeno noto come ‘Overtourism’ che colpisce diverse zone italiano nel periodo estivo, dove il consumo di bevande rinfrescanti in vetro, alcoliche o meno, è tendenzialmente maggiore. Tra i motivi giudicati fondamentali per cui non bisognerebbe mai abbandonare il vetro nell&#039;ambiente, il rispetto che si deve alla propria terra (48% in Italia e 56% in Sardegna), il fatto che è un danno per le generazioni future (43% in Italia, 48 sull&#039;Isola), deturpa il paesaggio (51% per i sardi, 41% nel resto del paese) e peggiora immagine e reputazione del territorio, dove la Sardegna supera di 12 punti percentuali (52% a 40%) la media nazionale. La campagna di sensibilizzazione, quindi, prenderà piede proprio dall’isola, dove il fenomeno assume un’importanza maggiore. Infatti, per il 74% dei sardi si tratta di un<br />
problema &#039;grave e importante&#039;, contro il 58% della media nazionale. Al pari dei comportamenti che possono provocare incendi o spreco idrico. Cosa differenzia la Sardegna dal resto d&#039;Italia? I sardi sono più propensi a ripulire: il 68% di loro raccoglie le bottiglie abbandonate, contro una media italiana del 62%. Tuttavia, l&#039;abbandono del vetro rimane un problema significativo in Sardegna, soprattutto durante l&#039;estate. Per il 53% dei sardi, infatti, il fenomeno aumenta in maniera considerevole nei mesi estivi, con un ulteriore 19% che lo considera un problema grave per l&#039;isola in questo periodo. &#8212;sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<br />
&#8212;Ambiente ed EnergiaREDAZIONE</p>
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                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Passi indietro sulle politiche green da parte dell’Ue, l’allarme degli ambientalisti</title>
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                <description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; L’Ue ha fatto passi indietro sulla politica agricola e sul ripristino della natura. Questo sostengono diverse organizzazioni ambientaliste e rappresentanti politici le deroghe introdotte nel nuovo regolamento della Politica Agricola Comune (Pac) 2023-2027 sulla protezione degli spazi naturali. Il 26 marzo, il Consiglio AgriFish ha approvato un pacchetto di modifiche proposte dalla Commissione Europea che, secondo gli ambientalisti, comportano un indebolimento della protezione del suolo, della rotazione delle colture e dei pascoli. Sullo sfondo, le proteste degli agricoltori che hanno riguardato il territorio europeo negli scorsi mesi. Questi i punti fondamentali della revisione della Pac: &#8211; Nuove deroghe in caso di condizioni climatiche eccezionali, tali da compromettere la produzione agricola; &#8211; Modifiche agli standard delle buone condizioni agricole e ambientali (Bcaa); &#8211; Esenzione dai controlli e dalle sanzioni per le aziende agricole con meno di dieci ettari, al fine di alleviare il carico amministrativo su piccole realtà; &#8211; Possibilità per i singoli Paesi di modificare i propri piani strategici agricoli due volte all’anno, creando uno spazio per adattamenti in corso d’opera. Queste decisioni sollevano preoccupazioni sul futuro della sostenibilità ambientale e della biodiversità in Europa, richiedendo una valutazione accurata degli impatti e una riflessione approfondita sul bilanciamento tra esigenze agricole ed ecologiche. La Coalizione italiana #CambiamoAgricoltura, che riunisce 90 sigle della società civile ed è coordinata da un gruppo di lavoro che comprende le maggiori associazioni del mondo ambientalista, consumerista e del biologico italiane, mette nel mirino la procedura d’urgenza utilizzata per revisionare la Pac. Si tratta, dice l’organizzazione, di nuove regole “giustificate dalla ‘semplificazione’ dei regolamenti europei” che indeboliscono l’impegno dell’Unione verso l’ambiente.  CambiamoAgricoltura fa notare che è “Una procedura del tutto straordinaria che non prevede una valutazione di impatto, né un confronto con la società civile. Decisione ancora più incomprensibile considerata la consultazione proprio sul tema della semplificazione attivata dalla stessa Commissione nelle ultime settimane, i cui risultati sono attesi dopo l’estate, nonché il Dialogo strategico aperto proprio sui temi del futuro dell’agricoltura in Europa”. Per il collettivo, le pressioni degli agricoltori sulle istituzioni comunitarie hanno generato un effetto normativo che graverà sulle spalle non solo dell’ambiente, ma anche di quegli agricoltori che hanno investito in ottica green. “Questo pacchetto di riforme – aggiunge #CambiamoAgricoltura – non solo riporterà la Pac indietro di oltre 25 anni ma danneggerà in particolare tutte quelle aziende agricole che hanno convintamente intrapreso la strada dell’agrogeologia, e renderanno tutto il sistema agricolo ancora più vulnerabile agli effetti della perdita di biodiversità e della crisi climatica”. Sull’altro fronte, il commissario per l’Agricoltura, Janusz Wojciechowski ha esortato gli europarlamentari ad adottare rapidamente il pacchetto di modifiche alla Politica Agricola Comune (Pac) presentato il 15 marzo dalla Commissione Europea in modo da alleggerire gli oneri amministrativi degli agricoltori: “È essenziale approvare rapidamente, così che gli agricoltori avvertano l’effetto dei cambiamenti già nel 2024, altrimenti succederà solo nel 2025”, ha detto Wojciechowski. Lo stesso commissario ha delineato i punti cardine della riforma della Pac: oneri amministrativi, turbative del mercato e mancanza di equità nella filiera. Le modifiche alla Pac non sono l’unico campanello d’allarme per gli ambientalisti. Infatti, a soli dieci giorni dalla proposta della Commissione Ue sulla Politica agricola comune, il Belgio, detentore della presidenza del Consiglio dell’Ue, ha rinviato il voto sul<br />
Nature Restoration Law<br />
 perché il sostegno degli Stati membri era diventato insufficiente. La brusca frenata è stata provocata dall’astensione dell’Ungheria, che si è aggiunta a quelle di Austria, Finlandia, Polonia, Belgio e al parere contrario di Italia, Svezia e Paesi Bassi. Se a febbraio l’ok del Parlamento Ue sul Nature Restoration Law aveva fatto esultare gli ambientalisti e il provvedimento sembrava ormai cosa fatta, lo stop del mese scorso ha provocato una rimozione del punto dall’agenda Ue. Si è quindi arenato il percorso che portava i ministri dell’ambiente a consolidare la proposta al Consiglio. L’obiettivo del Nature Restoration Law, così come approvato dall’Europarlamento a febbraio, è quello di ripristinare il 90% degli habitat europei danneggiati entro il 2050. Una decisione che aveva provocato la reazione contraria della destra e della Coldiretti che preannunciava un “sistema produttivo in ginocchio”.  I trattori in protesta già sfilavano e, pur non riuscendo a bloccare in toto il provvedimento, avevano ottenuto qualche traguardo. La Commissione chiedeva infatti la riduzione del 50% l’uso dei pesticidi chimici entro il 2030 e il divieto di tutti i pesticidi nelle aree sensibili (le aree verdi urbane, compresi parchi e giardini pubblici, i campi ricreativi o sportivi, i sentieri pubblici, le zone protette Natura 2000 e qualsiasi area ecologicamente sensibile da preservare per gli impollinatori in pericolo), ma questa misura era stata cassata prima dell’ok dell’Europarlamento. Avanzata a giugno 2022, la proposta di regolamento era uno dei pilastri della Strategia europea per la biodiversità, nata con lo scopo di allineare l’Unione europea agli impegni internazionali presi con l’accordo di Kunming-Montreal sulla biodiversità. Con lo stop del 25 marzo, l’Unione rischia di presentarsi senza una proposta concreta in materia alla prossima Conferenza delle Nazioni Unite sulla biodiversità, la Cop16, in programma in Colombia per il prossimo ottobre. Un’impasse che contrasta l’ambizione, da anni perseguita dall’Unione, di essere in prima linea nelle politiche green. Il commissario europeo per l’ambiente ha avvertito che accantonare il disegno di legge a tempo indeterminato distruggerebbe la reputazione dell’UE a livello globale, dato che ha aperto la strada al vertice sulla biodiversità Cop15 a Montreal nel 2022. “Rischiamo di andare alla Cop16 assolutamente a mani vuote”, ha detto Virginijus Sinkevičius prima di rincarare la dose: uno stop definitivo al Nature Restoration Law solleverebbe “serie domande e preoccupazioni sulla coerenza e la stabilità del processo decisionale dell’Ue”. &#8212;sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<br />
&#8212;Ambiente ed EnergiaREDAZIONE</p>
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                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; L’Ue ha fatto passi indietro sulla politica agricola e sul ripristino della natura]]></excerpt>
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                <title>L’ortofrutta fa bene, è sostenibile ed è trendy</title>
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                <description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211;  Nel panorama aziendale italiano, emergono storie di innovazione, passione e impegno sociale che ispirano e guidano il cambiamento. Citrus l&#039;Orto Italiano è una di queste realtà e Marianna Palella, la sua co-fondatrice e CEO, incarna questa visione con fervida determinazione. In questa intervista Marianna ci guida attraverso il mondo vibrante e colorato di Citrus, offrendoci uno sguardo privilegiato sull&#039;essenza stessa di un&#039;azienda che va ben oltre il mero commercio di frutta e verdura. <br />
Citrus l&#039;Orto Italiano nasce da un&#039;idea semplice ma potente: selezionare e commercializzare prodotti ortofrutticoli di qualità per accrescere il benessere di chi li consuma. Fondato su una filiera virtuosa e il costante sostegno alla ricerca scientifica, questo progetto imprenditoriale si distingue per la sua giovinezza, il suo spirito innovativo e la sua determinazione nel ridefinire gli standard del settore ortofrutticolo. Per Marianna “la forza di Citrus risiede non solo nel cosa fa, ma anche nel come lo fa”. Nata dalla collaborazione tra due donne, madre e figlia, l&#039;azienda rappresenta un esempio di sinergia e determinazione. Paola Pappalardo porta l&#039;esperienza nel settore ortofrutticolo, mentre Marianna Palella aggiunge creatività e competenze di marketing e comunicazione. Insieme, mettono il cuore in ciò che fanno, trasformando sfide in opportunità e dando vita a un progetto imprenditoriale che rispecchia i valori e l&#039;energia delle generazioni che lo hanno creato. L&#039;azienda, con sede operativa in Romagna e cuore creativo a Milano, si distingue per la sua audacia nel proporre prodotti di nicchia, coltivati con metodi sostenibili e provenienti da varietà italiane uniche. Attraverso una comunicazione coinvolgente e istruttiva, Citrus rende la frutta e la verdura protagoniste, trasformando un settore tradizionalmente statico in un terreno fertile per l&#039;innovazione e la crescita. Citrus &#8211; l&#039;Orto Italiano non è solo un&#039;azienda, ma una storia italiana avvincente che sta rivoluzionando il modo in cui concepiamo la frutta e la verdura. Con un approccio etico e responsabile, valorizza non solo i prodotti, ma anche la ricerca scientifica e l&#039;educazione del consumatore verso una cultura alimentare più sana e consapevole. Con un focus sulla sostenibilità e la valorizzazione delle eccellenze italiane, Citrus &#8211; l&#039;Orto Italiano si distingue come un esempio di innovazione e impegno sociale nel settore agroalimentare. Guidata con passione da Marianna Palella, Citrus incarna l&#039;energia e la positività delle sue fondatrici, ponendo al centro dei suoi obiettivi la sostenibilità e l&#039;etica in ogni decisione aziendale. La giovane e dinamica squadra di Citrus riflette questo approccio, dando vita a un ambiente lavorativo che valorizza l&#039;entusiasmo e l&#039;audacia nell&#039;affrontare le sfide.  Per Marianna e il team di Citrus, il profitto non può essere la ragione ultima per fare impresa, ma abbraccia una visione più ampia che pone al centro il benessere della comunità e dell&#039;ambiente. Citrus si impegna attivamente a essere una forza positiva nella risoluzione dei problemi sociali e ambientali, adottando una visione circolare che garantisce benefici per tutti gli attori coinvolti nella sua filiera. L&#039;impegno sociale di Citrus si traduce in iniziative concrete, come il sostegno alla ricerca scientifica e la collaborazione con il FAI per la salvaguardia del patrimonio italiano. “L&#039;azienda comprende appieno il suo ruolo all&#039;interno della società e si impegna a fare la propria parte nella risoluzione dei problemi comuni. Ogni azione intrapresa da Citrus riflette una visione circolare, garantendo benefici per tutti gli attori coinvolti. Attraverso il supporto alla ricerca scientifica, Citrus non solo promuove una nutrizione sana e bilanciata, ma contribuisce anche economicamente a progetti di ricerca che hanno un impatto positivo sulla salute e sul benessere della società”. Inoltre, Citrus si impegna a promuovere la sostenibilità ambientale, riducendo l&#039;impatto delle proprie attività industriali sul territorio italiano e sulla salute di tutti. L&#039;azienda crede fermamente che le scelte individuali possano fare la differenza e contribuire ad affrontare le sfide globali. Per questo motivo, Citrus sostiene iniziative come la campagna di raccolta fondi del FAI e finanzia borse di ricerca attraverso la Fondazione Umberto Veronesi, contribuendo così al progresso scientifico e alla lotta contro le malattie. Citrus non solo si impegna a essere parte della soluzione, ma cerca anche di coinvolgere attivamente i suoi clienti e la comunità nella sua missione. Attraverso progetti come &quot;Donne Per(il)bene&quot; e &quot;L&#039;Orto dei Piccini&quot;, l&#039;azienda promuove la consapevolezza alimentare e sostiene la ricerca scientifica, dimostrando che fare impresa può significare fare la differenza nella vita delle persone e dell&#039;ambiente.  La comunicazione di Citrus non si limita alla semplice promozione dei suoi prodotti, ma si propone di educare e sensibilizzare i consumatori sull&#039;importanza di uno stile di vita sano e sostenibile. Attraverso un approccio innovativo e ironico, Citrus trasmette messaggi positivi e ottimisti, incoraggiando il consumo di frutta e verdura come parte integrante di uno stile di vita equilibrato. I colori vivaci, il gusto irresistibile e i benefici per la salute rendono la frutta e la verdura più trendy che mai. Citrus ha compreso l&#039;importanza di mettere in evidenza questi aspetti positivi e ha adottato un approccio innovativo, ispirato ai codici visivi della moda e del design. Il risultato è una comunicazione vibrante, colorata e curata nei minimi dettagli, proprio come le confezioni dei prodotti e tutti i materiali a supporto. Non si tratta solo di immagine, ma di un impegno tangibile nel selezionare e portare sulla tavola dei consumatori i migliori prodotti, genuini e salutari. “Siamo alla costante ricerca di delizie, prodotti ortofrutticoli che uniscono gusto e benefici per la salute. Siamo stati i primi a riscoprire e riproporre il bergamotto, un agrume antico dalle straordinarie proprietà antiinfiammatorie e dal profumo inebriante. Le nostre erbe aromatiche portano il profumo del Mediterraneo in cucina e sono un ottimo sostituto del sale. La nostra collezione di legumi e cereali, coltivati nei territori vocati della Penisola, soddisfa i gusti di coloro che optano per una dieta a base vegetale. Inoltre, puntiamo sulla stagionalità come garanzia di freschezza e salubrità dei nostri prodotti, offrendo una varietà di limoni per ogni stagione”. La selezione dei prodotti e dei produttori è un processo rigoroso per Citrus. “I nostri fornitori adottano diversi metodi di coltivazione, dal residuo zero al biologico, garantendo la qualità e la freschezza dei prodotti. Inoltre, Citrus promuove la cooperazione con i giovani produttori, accogliendoli nella cooperativa agricola Le Foglie, fondata nel 2016 per riunire produttori che condividono i nostri valori e standard qualitativi”. La filosofia di Citrus include anche la riscoperta e il recupero di varietà vegetali spesso dimenticate, contribuendo così alla salvaguardia della biodiversità e del patrimonio verde del nostro Paese. “Siamo sempre alla ricerca di nuovi prodotti e stimolanti fornitori per offrire ai nostri clienti un&#039;esperienza unica e autentica”. Citrus abbraccia la sostenibilità in tutte le sue sfaccettature, che si tratti di aspetti ambientali, economici o sociali. “Fin dai suoi primi passi, l&#039;azienda si è impegnata a mettere in pratica la sostenibilità in ogni aspetto del suo operato. Il progetto d&#039;impresa si fonda su una filiera controllata, certificata ed etica”. La cooperativa agricola Le Foglie, fondata nel 2016 da Citrus, promuove un&#039;agricoltura sociale basata sulla giusta remunerazione alla base produttiva e sulla valorizzazione dell&#039;intera filiera. “Collaborare strettamente con gli agricoltori ci permette di condividere ogni fase del processo di produzione, garantendo così la qualità elevata dei nostri prodotti”. Citrus ha analizzato attentamente ogni fase del processo di lavorazione, compresi gli sprechi, per ridurre al minimo gli scarti. “Anche se il nostro modello genera poco scarto, abbiamo implementato un processo di economia circolare in cui gli scarti vengono riutilizzati dall&#039;industria della trasformazione. Inoltre, abbiamo stretto una collaborazione con &quot;Too Good to Go&quot;, un&#039;applicazione che combatte gli sprechi alimentari, per offrire Magic Box contenenti ottima frutta, verdura, legumi, cereali e una sorpresa, contribuendo così alla lotta agli sprechi”. “La maggior parte dei nostri imballaggi sono realizzati con mono-materiali provenienti da filiere sostenibili, garantendo il massimo della sostenibilità. Il nostro innovativo sistema di gestione del trasporto delle cassette, basato su un sistema di pooling, ha permesso di eliminare le cassette monouso di plastica, riducendo così il nostro impatto ambientale. La filiera di approvvigionamento dei nostri prodotti è altrettanto sostenibile. I prodotti sono raccolti da agricoltori selezionati che fanno parte della nostra cooperativa agricola, garantendo così la qualità e la freschezza dei prodotti. Grazie al nostro sistema di pooling, le cassette utilizzate per il trasporto vengono riutilizzate più volte, riducendo così il consumo di risorse e l&#039;impatto ambientale”. Citrus non si limita alla mera vendita di prodotti ortofrutticoli, ma si impegna attivamente a sensibilizzare i consumatori sull&#039;importanza di uno stile alimentare sano e consapevole. “Investiamo molto nella comunicazione per informare i consumatori sui benefici della frutta e della verdura, educandoli in modo divertente e coinvolgente. La nostra mascotte Limonene, protagonista del progetto &quot;L&#039;Orto dei Piccini&quot;, trasmette ai più piccoli l&#039;importanza di una dieta sana e di una cultura alimentare senza sprechi”. “Con ironia e freschezza, rivoluzioniamo lo storytelling nel settore ortofrutticolo, promuovendo temi importanti come la salute, la prevenzione e gli stili di vita sani con un sorriso sulle labbra. La nostra missione è promuovere l&#039;ottimismo, la positività e il benessere attraverso la frutta e la verdura, rendendo così la sostenibilità un&#039;esperienza piacevole e gratificante per tutti”. I numerosi premi e riconoscimenti ottenuti da Marianna e Citrus testimoniano il loro impegno e la loro dedizione nel promuovere la sostenibilità e l&#039;innovazione nel settore ortofrutticolo. Da Forbes a Brand Awards, Citrus continua a distinguersi come leader nel suo campo, ispirando altre aziende a seguire il suo esempio di eccellenza e impegno sociale. Tra i premi e i riconoscimenti più significativi, spiccano la menzione di Marianna Palella tra i 100 under 30 italiani più influenti secondo Forbes, il premio Brand Awards 2021 nella categoria New Entry, e il Positive Business Award per il contributo all&#039;incremento della positività. La CEO di Citrus è stata anche premiata con il Premio all&#039;innovazione Danila Bragantini per il progetto &quot;Uomo non fare il broccolo!&quot;, che sostiene la salute al maschile. Citrus ha inoltre ricevuto l&#039;Industria Felix, premio per le aziende più performanti a livello gestionale e finanziario, e la menzione tra le finaliste del GammaDonna 2021, premio all&#039;imprenditoria femminile innovativa. L’ultimo riconoscimento arriva con il premio IèS – Impresa è Sostenibilità, istituito dall&#039;Università LUMSA, dedicato alla memoria di Lucia Barnaba, laureata dell&#039;ateneo che ha lasciato un segno tangibile nel territorio di Manduria (Taranto) con il suo impegno. Marianna Palella, insieme a Citrus, è stata premiata per la prima edizione di IèS, per l’impegno nel promuovere la sostenibilità ambientale e sociale nei modelli di business, contribuendo a trasformare il tessuto economico verso pratiche più responsabili e rispettose del pianeta.  “Credo che se io e Lucia ci fossimo incontrate non avremo smesso di parlare delle nostre passioni comuni. Non è solo una questione di settore, di legame alla terra e al territorio. Qualcosa più ampio unisce i nostri progetti: la voglia di portare e generare valore. Con la famiglia abbiamo aperto un dialogo per provare insieme a portare avanti il sogno di Lucia e diffondere il pomodorino di Manduria”. &#8212;sostenibilita/csrwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<br />
&#8212;Ambiente ed EnergiaREDAZIONE</p>
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                <modDate>Thu, 18 Apr 2024 13:51:33 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Il 22 aprile è la Giornata della Terra, il tema 2024</title>
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                <description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211;  Il 22 aprile tutto il mondo celebra la Giornata della Terra, l’Earth Day che da 54 anni mobilita milioni di persone di ogni continente per la tutela del Pianeta.  EarthDay.org, organizzatore globale della Giornata della Terra, ha indicato per il 2024, il tema ‘Planet vs. Plastics’ per chiedere &quot;una riduzione del 60% della produzione di plastica entro il 2040 e l’obiettivo finale di costruire un futuro senza plastica per le generazioni future&quot;.  La Giornata della Terra nasce negli Usa sulla scia della pubblicazione nel 1962 del libro di Rachel Carson, ‘Primavera silenziosa’, e di una crescente coscienza dei temi ambientali e del legame tra inquinamento e salute pubblica. Il senatore degli Stati Uniti, Gaylord Nelson, fu promotore del primo Earth Day del 22 aprile del 1970 con la mobilitazione di 20 milioni di americani per chiedere maggiore protezione per il Pianeta, un evento che nel 1990 è diventato globale coinvolgendo 200 milioni di persone in 141 Paesi. Oggi l’Earth Day arriva a mobilitare un miliardo di persone in oltre 192 Paesi con azioni e partner coordinati a livello globale dal network no profit Earthday.org. In Italia anche quest&#039;anno sono in programma centinaia di eventi tra concerti, talk show, laboratori didattici, attività sportive, concerti, street art e decine di attività dedicate all’innovazione, all’ambiente e alla cultura. L’evento italiano è organizzato da Earth Day Italia, sede italiana dell’ong di Washington, e da Movimento dei Focolari. Le celebrazioni ufficiali si svolgono dal 18 al 21 aprile presso il Villaggio per la Terra a Villa Borghese e sulla Terrazza del Pincio a Roma (circa 600 eventi, organizzati da centinaia di organizzazioni della società civile e delle istituzioni) e dal 18 al 20 aprile con il Festival dell’Innovability presso la Casa del Cinema a Roma.  Il 22 aprile, in occasione della Giornata Mondiale della Terra, si terrà #OnePeopleOnePlanet, The Multimedia Marathon, 16 ore di contenuti live dalla Nuvola di Fuksas, trasmessi in diretta su RaiPlay e Vaticannews.va. ‘Torna a battere il cuore per la Terra!’, lo slogan della maratona multimediale giunta quest’anno alla quinta edizione. In serata dall’Auditorium della Nuvola ci sarà, inoltre, lo storico Concerto per la Terra di Earth Day Italia.  Non solo. Le celebrazioni di quest’anno precedono il G7 Clima, Energia e Ambiente di Torino. Nel capoluogo piemontese sono in programma due eventi dedicati al dialogo interculturale e intergenerazionale, sostenuti dalla Regione Piemonte e realizzati nell’Environment Park: Pace e Ambiente, dialogo interculturale ed interreligioso con il coinvolgimento di leader religiosi e culturali da diverse aree del Pianeta, e gli Stati Generali dell’ambiente per i Giovani.  &#8212;sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<br />
&#8212;Ambiente ed EnergiaREDAZIONE</p>
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                <author>REDAZIONE</author>
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