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        <title>Corriere Massacarrarese - Feed</title>
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        <pubDate>Sun, 17 May 2026 10:00:22 +0000</pubDate>
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	<title>Categoria Uncategorized - Corriere Massacarrarese</title>
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                <title>La prevenzione dalla diffusione delle zanzare in 40 Comuni con Alia Multiutility</title>
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                <description><![CDATA[<p><p><strong>Inizia nei territori gestiti dalla Multiutility Alia la guerra contro la proliferazione delle zanzare. </strong></p>
<p>La stagione estiva facilita il proliferare delle zanzare e come ogni anno <strong>Alia </strong>è impegnata in questo periodo in attività di <strong>prevenzione nelle aree pubbliche</strong>, in particolare con azioni di disinfestazione antilarvale nei principali potenziali focolai urbani, ad esempio caditoie e pozzetti.</p>
<p><strong>A Firenze, il territorio comunale, è stato diviso in 85 aree funzionali</strong> in modo da coprire tutti i quartieri cittadini, dove sono previsti cinque passaggi concentrati da maggio a settembre, più un eventuale aggiuntivo a ottobre. In questo periodo Alia sta effettuando il terzo giro di erogazione dei prodotti antilarvali in circa 63500 caditoie e pozzetti presenti in 2460 tratti strada; questo intervento terminerà entro la fine del mese di luglio. Sono previste anche verifiche all’interno delle principali aree verdi cittadine.</p>
<p>Le attività sopra descritte, svolte in area pubblica, non sono, però, sufficienti a garantire un risultato effettivo ed omogeneo sul territorio in termini di prevenzione, visto che <strong>il 70 per cento dei focolai sul territorio urbano si trova in zone private</strong>, non raggiungibili dal servizio; per questo la collaborazione fattiva dei cittadini e le azioni in ogni area privata sono fondamentali.</p>
<p>Alia e Comune di Firenze raccomandano di <strong>eliminare le raccolte d’acqua anche minime</strong> (sottovasi, contenitori abbandonati, bidoni) o di trattare con prodotti antilarvali i ristagni ineliminabili (in particolare caditoie e pozzetti di cortili, garage e piazzali interni), in modo da <strong>evitare di vanificare le azioni di controllo realizzate a pochi metri di distanza in area pubblica.</strong></p>
<p>Nel dettaglio, si raccomanda ai cittadini di <strong>evitare l’abbandono di materiali che possano raccogliere l’acqua piovana in area privata</strong>, ma anche di innaffiare direttamente con le pompe gli orti e i giardini (se permesso dalle ordinanze emesse nei periodi di siccità); di tenere<strong> coperti e provvisti di zanzariera, ben fissata a terra, eventuali recipienti per la raccolta dell’acqua</strong>; di trattare i tombini, e tutti i recipienti in cui si raccoglie acqua piovana, con prodotti <strong>larvicidi specifici.</strong></p>
<p>È, inoltre, importante pulire e trattare bene i vasi prima di ritirarli all’interno delle abitazioni durante i periodi freddi. L’abitudine di portare le piante in ambienti chiusi è probabilmente una delle cause che generano la schiusa delle uova invernali all’arrivo della primavera, quando le temperature salgono e le piante vengono nuovamente esposte e innaffiate.</p>
<p>Si informa, inoltre, che i trattamenti adulticidi a calendario verso le forme adulte di zanzara non sono, invece, consentiti da Regione Toscana e Comune di Firenze. Questa tipologia di servizio, nelle pertinenze esterne in ambito pubblico e privato, <strong>deve essere riservata a situazioni contingibili e urgenti di emergenza sanitaria ed in casi straordinari</strong> solo per comprovata presenza di elevata densità delle zanzare dopo una attenta indagine ambientale ed entomologica, previa autorizzazione del Dipartimento della Prevenzione della Azienda Uwl competente per territorio.</p>
<p>È sempre possibile richiedere il servizio tramite <strong>Aliapp</strong>, oppure chiamando il call center attivo dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 19,30 e il sabato dalle 8,30 alle 14,30 ai numeri 800. 888333 (da rete fissa, gratuito) o 199.105105 (da rete mobile, a pagamento, secondo i piani tariffari del proprio gestore) e 0571.1969333 (da rete fissa e da rete mobile).</p></p>
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                <excerpt><![CDATA[Inizia nei territori gestiti dalla Multiutility Alia la guerra contro la proliferazione delle zanzare.  La stagione estiva facilita il proliferare delle zanzare e come ogni anno Alia è impegnata in questo periodo in attività di prevenzione nelle aree pubbliche, in particolare con azioni di disinfestazione antilarvale nei principali potenziali focolai urbani, ad esempio caditoie e [&hellip;]]]></excerpt>
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                                                <pubDate>Fri, 12 Jul 2024 05:01:24 +0200</pubDate>
                <modDate>Fri, 12 Jul 2024 05:01:24 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Rottamazione-quater, proroga prime 3 rate: ecco quando pagare</title>
                <link>https://corrieremassacarrarese.it/italia-mondo/uncategorized/rottamazione-quater-proroga-prime-3-rate-ecco-quando-pagare/</link>
                <description><![CDATA[<p> (Adnkronos) &#8211; Ancora qualche giorno per pagare le prime tre rate della Rottamazione-quater. La legge di conversione del decreto Milleproroghe, infatti, ha differito al prossimo 15 marzo i versamenti della Definizione agevolata delle cartelle con scadenza 31 ottobre 2023 (prima o unica rata), 30 novembre 2023 (seconda rata) e 28 febbraio 2024 (terza rata). La Legge prevede comunque una tolleranza di cinque giorni e pertanto saranno considerati tempestivi i pagamenti effettuati entro il 20 marzo 2024. Lo rende noto l&#8217;Agenzia delle entrate-Riscossione. </p>
<p>
La proroga dei termini riguarda anche le prime due rate della Definizione agevolata, con scadenza 31 gennaio e 28 febbraio 2024, per i soggetti colpiti dagli eventi alluvionali di maggio 2023 residenti nei territori indicati nell’allegato 1 al Decreto Legge n. 61/2023, cosiddetto decreto Alluvione.  </p>
<p> </p>
<p>Per pagare devono essere utilizzati i moduli allegati alla Comunicazione delle somme dovute già inviata da Agenzia delle entrate-Riscossione e disponibile in copia anche sul sito www.agenziaentrateriscossione.gov.it. L&#8217;Agenzia ricorda che in caso di pagamento non effettuato, eseguito oltre il termine ultimo oppure di ammontare inferiore rispetto all’importo previsto, verranno meno i benefici della Definizione agevolata e quanto già corrisposto sarà considerato a titolo di acconto sul debito residuo.  </p>
<p>Più nel dettaglio, si legge nella nota dell&#8217;Agenzia delle entrate-Riscossione, è possibile pagare in banca, agli sportelli bancomat (Atm) abilitati ai servizi di pagamento Cbill, con l’internet banking, agli uffici postali, dai tabaccai e tramite i circuiti Sisal e Lottomatica, sul portale www.agenziaentrateriscossione.gov.it oppure con l&#8217;App Equiclick tramite la piattaforma pagoPa. Si può pagare anche direttamente agli sportelli di Agenzia delle entrate-Riscossione prenotando un appuntamento. I contribuenti che hanno necessità di recuperare la Comunicazione delle somme dovute e i moduli di pagamento, possono sempre scaricarne una copia direttamente nell’area riservata del sito www.agenziaentrateriscossione.gov.it oppure riceverla via e-mail inviando una richiesta dall’area pubblica, senza necessità quindi di pin e password, allegando un documento di riconoscimento.  </p>
<p>Nell’area pubblica del sito di Agenzia delle entrate-Riscossione è disponibile anche ContiTu, il servizio che consente di scegliere di pagare in via agevolata soltanto alcuni degli avvisi/cartelle contenuti nella Comunicazione delle somme dovute. Per farlo è necessario accedere alla voce ContiTu tra le pagine del sito dedicate alla Definizione agevolata e compilare la richiesta. Al termine della procedura il contribuente riceve via e-mail il prospetto di sintesi con le cartelle/avvisi che ha scelto di pagare e i relativi moduli di pagamento. Per i restanti debiti riportati nella Comunicazione la Definizione agevolata non produrrà effetti. </p>
<p> </p>
<p>La Definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 (Legge n. 197/2022), consente di versare solo l’importo dovuto a titolo di capitale e quello dovuto a titolo di rimborso spese per le eventuali procedure esecutive e per i diritti di notifica. Non sono invece da corrispondere le somme dovute a titolo di sanzioni, interessi iscritti a ruolo, interessi di mora e aggio. Per quanto riguarda i debiti relativi alle multe stradali o ad altre sanzioni amministrative (diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie o per violazione degli obblighi contributivi), non sono da corrispondere le somme dovute a titolo di interessi, nonché quelle dovute a titolo di aggio. </p>
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                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Ancora qualche giorno per pagare le prime tre rate della Rottamazione-quater. La legge di conversione del decreto Milleproroghe, infatti, ha differito al prossimo 15 marzo i versamenti della Definizione agevolata delle cartelle con scadenza 31 ottobre 2023 (prima o unica rata), 30 novembre 2023 (seconda rata) e 28 febbraio 2024 (terza rata). La [&hellip;]]]></excerpt>
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                <modDate>Tue, 12 Mar 2024 13:51:50 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Cartelle e riscossione, novità in arrivo: via libera Cdm a decreto, cosa prevede</title>
                <link>https://corrieremassacarrarese.it/italia-mondo/uncategorized/cartelle-e-riscossione-novita-in-arrivo-via-libera-cdm-a-decreto-cosa-prevede/</link>
                <description><![CDATA[<p> (Adnkronos) &#8211; Il governo ha approvato in prima lettura un nuovo decreto con importanti novità sulla riscossione delle cartelle. &#8220;Si tratta di un importante intervento su una materia complessa e delicata, che ha tre obiettivi: snellire l&#8217;attuale magazzino di debiti fiscali, attualmente a 1.200 miliardi&#8221;. A dirlo è il viceministro dell&#8217;Economia Maurizio Leo al termine del Consiglio dei ministri. Attraverso il provvedimento si punta, inoltre, a &#8221;evitare che in futuro se ne crei un altro della medesima entità; rendere la riscossione più veloce ed efficiente, in linea con i principali Paesi europei&#8221;. </p>
<p>&#8220;Il governo continuerà a lottare contro i furbetti&#8221;, assicura quindi il viceministro, che aggiunge: &#8220;C&#8217;è tutta la volontà di aiutare chi vuole pagare ma è impossibilitato a saldare per intero il proprio debito con il fisco&#8221;. &#8220;Per questo aiuteremo i contribuenti aumentando la rateizzazione massima, che passerà gradualmente da 72 a 120 rate&#8221;. </p>
<p>Con il dlgs sulla riscossione approvato oggi dal Consiglio dei ministri le cartelle notificate dal primo gennaio 2025 e non riscosse decorsi 5 anni successivi potranno essere automaticamente discaricate dal cosiddetto ‘magazzino della riscossione’. Decorsi i 5 anni le somme non saranno stralciate, ma l’ente creditore potrà mettere in campo tre differenti soluzioni: gestire in proprio la riscossione coattiva delle somme discaricate; affidarla in concessione a soggetti privati mediante gara pubblica; riaffidarla all’AdER (Agenzia entrate e riscossione) per 2 anni nel caso in cui l’ente creditore venga a conoscenza di nuovi e significati elementi reddituali del debitore. Per i carichi affidati alla riscossione negli anni precedenti fino al 2000, sarà una Commissione presieduta da un magistrato della Corte dei Conti che dovrà proporre soluzione legislative per il magazzino della riscossione&#8221;. Lo rendono noto fonti di governo al termine del Cdm che ha dato il disco verde al provvedimento.  </p>
<p>&#8220;Questa operazione &#8211; viene inoltre spiegato &#8211; si rende necessaria perché al 31 dicembre 2023 il ‘magazzino’ della riscossione ammonta a più di 1.200 miliardi. Svuotare questo abnorme mole riferita anche a persone defunte, nullatenenti, e non più reperibili, è molto importante per razionalizzare la riscossione. Per i debiti inferiori o pari a 120 mila euro, verrà concessa un’ulteriore dilazione dalle attuali 72 rate mensili, passando: nel 2025 e 2026, fino a 84 rate mensili; nel 2027 e 2028, fino a 96 rate mensili; nel 2029 e 2030, fino a 108 rate mensili; dal 2031, si valuterà la possibilità di concedere 120 rate mensili. Il &#8216;fisco amico&#8217; passa anche dalla rateizzazione dei debiti tributari, dando la possibilità ai contribuenti di poter pagare, tutto, ma in tempi congrui&#8221;, rimarcano le stesse fonti. </p>
<p>Il Cdm su proposta del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che introduce disposizioni in materia di riordino del sistema nazionale della riscossione che &#8220;interviene in modo organico al fine di assicurare al sistema maggiore efficacia, imparzialità ed efficienza, in un appropriato bilanciamento con i diritti dei contribuenti&#8221;. Così la nota del Consiglio dei ministri, al termine della riunione di oggi, spiega l&#8217;intervento approvato oggi.  </p>
<p>&#8220;Si prevede per l’Agenzia delle entrate-riscossione (Ader) una pianificazione annuale volta ad assicurare la salvaguardia dei crediti tributari affidati dai vari Enti mediante il tempestivo tentativo di notifica della cartella di pagamento e degli atti interruttivi della prescrizione e la conseguente tempestiva gestione delle attività di recupero&#8221;, si legge ancora nella nota che spiega come , a decorrere dal 2025, si introduca &#8220;l’istituto del “discarico automatico” dei ruoli affidati ad Ader decorsi 5 anni dal loro affidamento, ad eccezione di quelli i cui crediti sono oggetto di procedure esecutive, concorsuali o di accordi di ristrutturazione del debito ai sensi del codice della crisi d’impresa&#8221;. </p>
<p>Il discarico &#8220;non comporta automaticamente&#8221; l’estinzione del debito, pertanto l’Ente creditore può provvedere autonomamente alla riscossione del credito non prescritto o, in presenza di “nuovi e significativi elementi reddituali o patrimoniali del debitore”, riaffidarlo ad Ader. Sull’azione di recupero dei crediti affidati ad Ader e su quella di discarico automatico, aggiunge la nota, &#8221; è previsto sia il controllo del Ministero dell’economia e delle finanze che quello dell’Ente creditore, che può contestare all’agente della riscossione l’intervenuta decadenza o prescrizione del diritto di credito. L’agente può definire la contestazione in via agevolata, pagando una somma pari ad un ottavo dell’importo del credito affidato oltre interessi (di un terzo in caso di mancata definizione agevolata o in assenza di ricorso alla Corte dei conti)&#8221;.  </p>
<p>&#8220;La responsabilità amministrativa e contabile dell’agente della riscossione è limitata ai casi di dolo, nonché ai casi di colpa grave nelle ipotesi di decadenza o prescrizione del diritto di credito&#8221;, spiega ancora la nota del Consiglio dei Ministri. Si prevede inoltre la costituzione di un’apposita Commissione, per individuare possibili soluzioni legislative, per i discarichi dei ruoli affidati ad Ader dal 2000 al 2024 e si introduce una specifica disciplina per le cosiddette “risorse proprie tradizionali” dell’Unione Europea e per le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato, poiché non soggette al discarico automatico e alla reiscrizione a ruolo. </p>
<p>Si prevede, poi, &#8220;la progressiva estensione del numero massimo di rate per la rateizzazione ordinaria dei debiti fiscali dalle attuali 72 a 120. In caso di comprovato peggioramento della situazione economica del debitore, il periodo può essere prorogato di una sola volta per un periodo di pari durata&#8221;, si legge ancora nella nota. </p>
<p>Infine, &#8220;si estendono le ipotesi di concentrazione della riscossione nell’accertamento e si semplificano le procedure amministrative e gli adempimenti connessi all’erogazione dei rimborsi fiscali di competenza dell’Agenzia delle entrate in presenza di debiti iscritti a ruolo a carico dei beneficiari&#8221;. </p>
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                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Il governo ha approvato in prima lettura un nuovo decreto con importanti novità sulla riscossione delle cartelle. &#8220;Si tratta di un importante intervento su una materia complessa e delicata, che ha tre obiettivi: snellire l&#8217;attuale magazzino di debiti fiscali, attualmente a 1.200 miliardi&#8221;. A dirlo è il viceministro dell&#8217;Economia Maurizio Leo al termine [&hellip;]]]></excerpt>
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                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Irpef 2024, ecco come calcolare l&#8217;imposta lorda da quella netta</title>
                <link>https://corrieremassacarrarese.it/italia-mondo/uncategorized/irpef-2024-ecco-come-calcolare-limposta-lorda-da-quella-netta-2/</link>
                <description><![CDATA[<p> (Adnkronos) &#8211; Quando si parla di Irpef, a essere interessati sono quasi la totalità di coloro che producono reddito in Italia. L’imposta sul reddito delle persone fisiche, infatti, rappresenta una delle componenti fondamentali del Fisco italiano ed è un balzello diretto, personale e progressivo. Solitamente quando si calcola l’Irpef sul reddito prodotto, si ottiene l’Irpef lorda, ovvero l’imposta dovuta. Mentre quella che realmente si è tenuti a versare è l’Irpef netta. </p>
<p>Come si calcola l’imposta netta partendo da quella lorda? Non si tratta di un calcolo difficile poiché per determinare l’imposta lorda i passaggi da fare sono piuttosto semplici. </p>
<p>Per prima cosa si deve calcolare il reddito complessivo, ovvero la somma di tutti i redditi prodotti dal soggetto nell’anno di imposta. Al reddito complessivo si devono sottrarre gli eventuali oneri deducibili cui si ha diritto, per determinare l’imponibile fiscale a cui si applicano le aliquote Irpef per lo scaglione di reddito in cui si ricade. </p>
<p>Per il 2024 le aliquote e gli scaglioni sono tre, ovvero: </p>
<p>● per redditi fino a 28.000 euro si applica l’aliquota del 23%; </p>
<p>● per redditi da 28.001 a 50.000 euro si applica l’aliquota del 35%; </p>
<p>● per i redditi che superano i 50.000 euro si applica l’aliquota del 43%.  </p>
<p>Una volta moltiplicato il reddito imponibile per le percentuali di Irpef che riguardano gli scaglioni in cui si ricade si ottiene l’Irpef lorda, ovvero l’imposta dovuta. </p>
<p>Per calcolare l’Irpef netta da quella lorda non resta altro da fare che sottrarre le detrazioni di imposta spettanti per l’anno questione. Si tratta di tutti quegli oneri per cui spetta una detrazione dall’Irpef (una sottrazione dall’imposta dovuta) e sono, in linea generale: </p>
<p>● spese mediche; </p>
<p>● spese di istruzione; </p>
<p>● spese funebri; </p>
<p>● interessi passivi dei mutui; </p>
<p>● spese veterinarie; </p>
<p>● spese universitarie; </p>
<p>● spese di affitto; </p>
<p>● spese per l’intermediazione immobiliare. </p>
<p>La lista delle detrazioni è molto lunga, ma basti dire che su questi oneri appena elencati (e su molti altri) spetta una detrazione al 19%. Ci sono, poi, delle detrazioni che riconoscono anche una percentuale maggiore, come quelle per le ristrutturazioni edilizie. Una volta sottratte tutte le detrazioni spettanti dall’imposta lorda si ottiene l’Irpef netta, ovvero l’imposta che si deve realmente versare per quell’anno di imposta. </p>
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                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Quando si parla di Irpef, a essere interessati sono quasi la totalità di coloro che producono reddito in Italia. L’imposta sul reddito delle persone fisiche, infatti, rappresenta una delle componenti fondamentali del Fisco italiano ed è un balzello diretto, personale e progressivo. Solitamente quando si calcola l’Irpef sul reddito prodotto, si ottiene l’Irpef [&hellip;]]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[]]></metadDscription>
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                <modDate>Sat, 09 Mar 2024 08:04:27 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Accertamento fiscale, cosa fare e come difendersi</title>
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                <description><![CDATA[<p> (Adnkronos) &#8211; Quando si deve affrontare un accertamento fiscale è importante avere una chiara comprensione del processo e sapere come difendersi efficacemente. Un accertamento fiscale si verifica quando le autorità fiscali esaminano la dichiarazione dei redditi, ma non solo, del contribuente e stabiliscono che ci sono discrepanze o potenziali errori. </p>
<p>Ciò potrebbe comportare il pagamento di ulteriori imposte, sanzioni e interessi. Per difendersi da un accertamento fiscale, il primo passo consiste nell&#8217;esaminare attentamente l&#8217;avviso ricevuto dalle autorità fiscali. L&#8217;avviso fornirà i dettagli dell&#8217;accertamento, comprese le questioni specifiche individuate e la scadenza per rispondere. È fondamentale rispettare questa scadenza e agire immediatamente. </p>
<p>Dopo aver esaminato l&#8217;avviso, è necessario raccogliere tutti i documenti e le registrazioni pertinenti a sostegno della propria posizione. Si tratta di ricevute, fatture, estratti conto bancari e qualsiasi altra documentazione che possa verificare il reddito e le detrazioni usufruite. È importante organizzare questi documenti in modo chiaro e coerente per presentare un caso solido. Se non si è sicuri di quali documenti siano necessari o di come organizzarli, si consiglia di rivolgersi a un professionista fiscale. </p>
<p>Dopo aver raccolto i documenti, è tempo di analizzare attentamente le questioni sollevate nell&#8217;avviso di accertamento fiscale per individuare eventuali errori o malintesi che possono aver portato alla segnalazione. Se ritenete che l&#8217;accertamento sia errato o ingiusto, preparate una risposta scritta per spiegare la vostra posizione. Articolate chiaramente le vostre argomentazioni e fornite prove a sostegno di ogni punto. Siate concisi e concentratevi sulle questioni specifiche sollevate nell&#8217;avviso. </p>
<p>Nel redigere la risposta, è importante mantenere un tono professionale e rispettoso, attenetevi invece ai fatti e presentate un&#8217;argomentazione logica basata sulle leggi e sui regolamenti fiscali pertinenti. Se non siete sicuri di come comunicare efficacemente la vostra posizione, prendete in considerazione l&#8217;idea di rivolgervi a un avvocato o a un commercialista esperto nella risoluzione delle controversie fiscali. </p>
<p>Una volta preparata la risposta, presentatela alle autorità fiscali entro i termini stabiliti. Conservate le copie di tutte le comunicazioni con le autorità fiscali per i vostri archivi. È inoltre consigliabile inviare la risposta tramite posta certificata o un altro metodo tracciabile per assicurarsi che venga ricevuta entro la scadenza. </p>
<p>Dopo aver inviato la risposta, preparatevi a ricevere ulteriori comunicazioni dalle autorità fiscali. Esse potrebbero richiedere ulteriori informazioni o chiarimenti su alcuni punti sollevati nella vostra risposta. Rispondete prontamente e fornite tempestivamente tutte le informazioni richieste. Se necessario, consultate il vostro fiscalista di fiducia per assicurarvi di continuare a soddisfare le richieste delle autorità fiscali. </p>
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                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Quando si deve affrontare un accertamento fiscale è importante avere una chiara comprensione del processo e sapere come difendersi efficacemente. Un accertamento fiscale si verifica quando le autorità fiscali esaminano la dichiarazione dei redditi, ma non solo, del contribuente e stabiliscono che ci sono discrepanze o potenziali errori.  Ciò potrebbe comportare il pagamento [&hellip;]]]></excerpt>
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                <modDate>Sat, 09 Mar 2024 07:56:08 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Rc auto, non si arresta corsa prezzi: a gennaio 2024 +7,5% su anno</title>
                <link>https://corrieremassacarrarese.it/italia-mondo/uncategorized/rc-auto-non-si-arresta-corsa-prezzi-a-gennaio-2024-75-su-anno-2/</link>
                <description><![CDATA[<p> (Adnkronos) &#8211; Il prezzo medio della Rc auto a gennaio è stato pari a 389 euro, in aumento in termini nominali del +7,5% su base annua, in lieve decelerazione rispetto al +7,9% di dicembre scorso. In termini reali, l’aumento è del +6,7%. Lo comunica l&#8217;Ivass. I prezzi medi, indica l&#8217;autorità di vigilanza, sono ancora inferiori al periodo pre-pandemico (406 euro a gennaio 2019). </p>
<p>Più nel dettaglio, le province registrano incrementi di prezzo compresi tra il +3,3% (Catanzaro) e il +10,0% (Alessandria). Il differenziale di premio tra Napoli e Aosta è di 250 euro, in aumento del 5% rispetto all’anno precedente. Per gli assicurati appartenenti a classi di merito superiori alla prima, l’incremento di prezzo è del 10,4%. </p>
<p> </p>
<p>Codacons, impennata è maxi-stangata da 877 mln euro a carico automobilisti </p>
<p>Roma, 8 mar. (Adnkronos) </p>
<p>&#8220;L’impennata delle tariffe Rc Auto determina una maxi-stangata da circa 877 milioni di euro su base annua a carico degli automobilisti italiani&#8221;. Lo afferma il Codacons, commentando i nuovi dati sulle assicurazioni forniti oggi dall’Ivass.  </p>
<p>&#8220;L’aumento dei prezzi delle polizze del +7,5% a gennaio porta il costo medio dell’Rc auto a quota 389 euro – analizza l’associazione – e se si considera che in Italia circolano 43 milioni i veicoli assicurati, di cui 32,5 milioni di autovetture, la stangata sull’Rc auto rispetto ai prezzi medi di gennaio 2023 raggiunge la maxi-cifra di 877 milioni di euro annui solo per la categoria degli automobilisti&#8221;.  </p>
<p>“Gli aumenti delle tariffe appaiono del tutto ingiustificati, considerato che non si assiste ad un analogo incremento dell’incidentalità in Italia&#8221;, afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. &#8220;Il Governo Meloni deve intervenire per limitare lo strapotere delle imprese assicuratrici e frenare l’escalation delle tariffe nel comparto, soprattutto in considerazione del fatto che i cittadini hanno l’obbligo di assicurare la propria autovettura, mentre le imprese assicuratrici non devono sottostare ad alcun limite tariffario&#8221;, conclude Rienzi.  </p>
<p> </p>
<p>Assoutenti, rincari confermano gravi anomalie comparto assicurativo </p>
<p>Roma, 8 mar. (Adnkronos) </p>
<p>&#8220;I rincari dell’Rc auto registrati a gennaio si traducono in una maggiore spesa da +27 euro a polizza rispetto alle tariffe medie dello stesso periodo del 2023, e confermano purtroppo le gravi anomalie del comparto assicurativo&#8221;. Lo afferma, in una nota, Assoutenti nel commentare i dati forniti oggi dall’Ivass. </p>
<p>&#8220;Napoli &#8211; analizza l&#8217;associazione &#8211; si conferma la città con le polizze più pesanti, con un a tariffa media di 560 euro, seguita da Prato (553,7 euro) e Caserta (500 euro). Dal lato opposto della classifica Enna è la città con la Rc auto più economica (287 euro), seguita da Oristano (297 euro) e Potenza (299 euro). Gli incrementi annui più pesanti si registrano ad Alessandria, Biella, Lecco e Vercelli, che vedono a gennaio le tariffe salire del 10%, mentre a Catanzaro le polizze salgono solo del +3,3%&#8221;. </p>
<p>“Si tratta di incrementi del tutto immotivati che non rispondono né ad un aumento dei costi in capo alle imprese assicuratrici, né ad un aumento dell’incidentalità, ma sono dovuti unicamente alle troppe anomalie del comparto assicurativo, dove le compagnie dettano legge imponendo clausole illecite ai propri clienti che fanno salire i prezzi&#8221;, afferma il presidente onorario di Assoutenti, Furio Truzzi. &#8220;L’ennesima dimostrazione di come il settore assicurativo necessiti di una radicale riforma che introduca maggiore concorrenza e maggiori tutele per gli assicurati&#8221;, conclude.  </p>
<p> </p>
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                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Il prezzo medio della Rc auto a gennaio è stato pari a 389 euro, in aumento in termini nominali del +7,5% su base annua, in lieve decelerazione rispetto al +7,9% di dicembre scorso. In termini reali, l’aumento è del +6,7%. Lo comunica l&#8217;Ivass. I prezzi medi, indica l&#8217;autorità di vigilanza, sono ancora inferiori [&hellip;]]]></excerpt>
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                <modDate>Fri, 08 Mar 2024 13:05:28 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Bce, i mutui possono aspettare: taglio dei tassi a giugno</title>
                <link>https://corrieremassacarrarese.it/italia-mondo/uncategorized/bce-i-mutui-possono-aspettare-taglio-dei-tassi-a-giugno/</link>
                <description><![CDATA[<p> (Adnkronos) &#8211; Chi sperava nel taglio dei tassi deve aspettare ancora, quasi sicuramente fino a giugno. La Bce li ha lasciati fermi, nonostante abbia tagliato le stime dell&#8217;inflazione, e le parole della presidente Christine Lagarde fanno convergere le aspettative su una decisione per l&#8217;inizio dell&#8217;estate. Per ora, tutto fermo, in attesa che i dati certificano una svolta &#8216;definitiva&#8217;. Ha prevalso l&#8217;approccio cauto dei &#8216;falchi&#8217;, che hanno evidentemente una maggioranza in Consiglio rispetto alle &#8216;colombe&#8217; e che ritengono sia ancora troppo presto per abbassare la guardia.  </p>
<p>La conseguenza più tangibile, guardando all&#8217;economia reale, è la ripercussione sui mutui. Chi ha visto le rate dei contratti variabili salire vertiginosamente durante la sequenza infinita di rialzi del costo del denaro, si trova ora a dover fronteggiare un recupero molto più lento di quanto si potesse prevedere considerando l&#8217;andamento dei prezzi. L&#8217;alternativa resta quella con cui ci si è dovuti confrontare negli ultimi mesi: o si resiste, nel caso in cui la rata sia ancora sostenibile per qualche mese, o si tenta la strada della surroga, considerato che i tassi fissi per i nuovi contratti sono nel complesso in discesa. Non a caso, nei primi due mesi del 2024 la quota di mutui a tasso fisso sul totale della domanda è salita al 25% dal 17% dello stesso periodo del 2023. </p>
<p>La prospettiva, ora, è quella di una decisione sul taglio dei tassi a giugno. Lagarde è stata esplicita in questo senso. In questa riunione il Consiglio Direttivo della Bce &#8220;non ha discusso di taglio dei tassi: abbiamo solo iniziato a discutere&#8221; su come invertire la politica restrittiva adottata nel 2022-23. Per una eventuale decisione &#8220;avremo pochi dati ad aprile ma molti di più a giugno. E questo conta, perché siamo legati ai dati&#8221;. </p>
<p>Perché questo ulteriore slittamento rispetto alle aspettative dei mercati, che a inizio anno già scontavano un imminente e rapida inversione di tendenza? Perché gli attuali equilibri non consentono di fare quello che la Bce ha fatto in passato, ovvero dettare la linea agendo sulla leva della politica monetaria. Al contrario, ora la Banca centrale segue, e con enorme cautela, quello che il contesto propone. Non solo aspetta i dati, ma li aspetta in quantità tale da rendere la propria decisione una conseguenza quasi &#8216;meccanica&#8217;. Lo spiega bene Carlo Cottarelli, non certo un &#8216;contestatore&#8217; dell&#8217;ortodossia. &#8220;Credo che la Bce dovrebbe tagliare i tassi; anzi, avrebbe dovuto farlo già a gennaio&#8221;, dice, citando i dati sull&#8217;inflazione che sta &#8220;già viaggiando ad una velocità inferiore al 2%&#8221;. E allora, si chiede, perché la Bce non è più coraggiosa? &#8220;Perché, temo, le cosiddette colombe hanno perso credibilità&#8221;. Un&#8217;analisi che suggerisce un dato di fatto: si poteva, e si doveva, rispondere con più tempestività, di fronte a un contesto che è evidentemente cambiato. (Di Fabio Insenga)   </p>
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                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Chi sperava nel taglio dei tassi deve aspettare ancora, quasi sicuramente fino a giugno. La Bce li ha lasciati fermi, nonostante abbia tagliato le stime dell&#8217;inflazione, e le parole della presidente Christine Lagarde fanno convergere le aspettative su una decisione per l&#8217;inizio dell&#8217;estate. Per ora, tutto fermo, in attesa che i dati certificano [&hellip;]]]></excerpt>
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                <modDate>Thu, 07 Mar 2024 16:39:26 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Esami e visite, ricette entro 31 marzo valgono per tutto il 2024</title>
                <link>https://corrieremassacarrarese.it/italia-mondo/uncategorized/esami-e-visite-ricette-entro-31-marzo-valgono-per-tutto-il-2024-2/</link>
                <description><![CDATA[<p> (Adnkronos) &#8211; Sulla questione del nuovo tariffario per esami e visite, che dovrebbe entrare in vigore il prossimo 1 aprile e che secondo gli ambulatori e cliniche private accreditate sarebbe una sciagura perché rivede al ribasso le tariffe, piomba il decreto approvato oggi in Conferenza Stato-Regioni e che prevede che &#8220;le prescrizioni emesse entro il 31 marzo 2024 relative a codici e prestazioni, anche in esenzione, contenute nell&#8217;elenco della specialistica ambulatoriale di cui al decreto ministeriale 2 luglio 1996 e nei cataloghi regionali, sono erogabili con le relative tariffe entro e non oltre il 31 dicembre 2024&#8221;.  </p>
<p>Secondo Michele Colaci, presidente di Confapi Salute, &#8220;si vuole solo prendere tempo ben sapendo, le Regioni, che dal primo aprile sarà impossibile applicare il nuovo tariffario. Mi pare che le Regioni lancino un segnale al Governo per un nuovo provvedimento di proroga. Diciamo che questo decreto è uno stimolo&#8221;. Il 20 marzo a Roma è prevista una assemblea di tutte le associazioni che rappresentano il comparto. </p>
<p>Il decreto approvato dalla Conferenza Stato-Regioni &#8220;gestisce una fase di transizione&#8221;, spiega una fonte autorevole delle Regioni, ma &#8220;sono in corso degli incontri per cominciare a mettere a fuoco un aggiornamento delle tariffe e delle prestazioni dopo la scadenza del primo aprile&#8221;. C&#8217;è quindi l&#8217;intenzone di arrivare &#8220;in tempi congrui ad una rilettura e rivalutazione delle tariffe&#8221;. Su questo fronte, però, c&#8217;è anche il nodo di trovare poi le coperture. In più, nel decreto si è anche introdotta la validità massima di 180 giorni della ricetta cartacea e dematerializzata. </p>
<p> </p>
<p> </p>
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                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Sulla questione del nuovo tariffario per esami e visite, che dovrebbe entrare in vigore il prossimo 1 aprile e che secondo gli ambulatori e cliniche private accreditate sarebbe una sciagura perché rivede al ribasso le tariffe, piomba il decreto approvato oggi in Conferenza Stato-Regioni e che prevede che &#8220;le prescrizioni emesse entro il [&hellip;]]]></excerpt>
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                <modDate>Thu, 07 Mar 2024 13:58:36 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Dipendenti con figli a carico, fino a 2mila euro di bonus non tassati: le novità</title>
                <link>https://corrieremassacarrarese.it/italia-mondo/uncategorized/dipendenti-con-figli-a-carico-fino-a-2mila-euro-di-bonus-non-tassati-le-novita-2/</link>
                <description><![CDATA[<p> (Adnkronos) &#8211; Arrivano le indicazioni dell’Agenzia sulle novità in materia di redditi di lavoro dipendente introdotte dalla legge di Bilancio 2024 e dal decreto Anticipi. Con una circolare diffusa oggi, la n. 5/E, vengono illustrate le nuove misure per il welfare aziendale, il trattamento integrativo speciale per i lavoratori del settore turistico, ricettivo e termale e gli effetti fiscali relativi alle norme sul riscatto dei periodi non coperti da retribuzione.  </p>
<p>Tra le novità, entrano tra i “bonus” esentasse non solo le somme erogate o rimborsate dai datori di lavoro ai dipendenti per il pagamento delle utenze domestiche, ma anche quelle per l’affitto e per gli interessi sul mutuo della prima casa. Il limite entro il quale è possibile riconoscere beni e servizi esenti da imposte, ordinariamente fissato a 258,23 euro, è stabilito a mille euro, con ulteriore innalzamento a 2mila euro per i dipendenti con figli a carico.  </p>
<p>Quanto alle novità sul welfare aziendale , la circolare passa in rassegna alcune delle novità in materia di welfare aziendale. La legge di Bilancio 2024 (in deroga all’art. 51 del Tuir) stabilisce infatti che non concorrono al reddito di lavoro dipendente, entro il limite di mille euro, i beni e i servizi prestati e le somme erogate o rimborsate ai lavoratori. Questo tetto sale a 2mila euro se il dipendente ha figli a carico.  </p>
<p>Tra i fringe benefit possono rientrare non solo le somme per il pagamento delle utenze domestiche (energia elettrica, acqua e gas), ma anche quelle per l’affitto o gli interessi sul mutuo dell’abitazione principale del lavoratore, anche se il contratto di affitto o il mutuo sono intestati al coniuge o a un altro familiare del dipendente. L’Agenzia fornisce chiarimenti anche sulle modalità per determinare il compenso in natura in caso di prestiti concessi al lavoratore, con particolare riguardo al tasso ufficiale di riferimento (Tur) e sulla riduzione dell’aliquota dell’imposta sostitutiva sui premi di risultato dal 10 al 5%. </p>
<p>Inoltre al fine di sostenere il settore turistico, ricettivo e termale, l’ultima legge di Bilancio riconosce inoltre a favore dei lavoratori degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e per quelli del comparto del turismo, ivi inclusi gli stabilimenti termali, un trattamento integrativo speciale, che non concorre alla formazione del reddito, pari al 15%. La misura si riferisce alle prestazioni rese tra il 1° gennaio 2024 e il 30 giugno 2024 dai lavoratori dipendenti con redditi non superiori a 40mila euro per il periodo di imposta 2023. L’agevolazione è calcolata sulla retribuzione lorda corrisposta per lavoro straordinario in giorni festivi o in periodo notturno. Il datore di lavoro, a partire dalla prima retribuzione utile e, comunque entro il termine di effettuazione delle operazioni di conguaglio di fine anno, eroga come sostituto d’imposta il trattamento integrativo speciale, indicando poi l’importo nella certificazione unica del dipendente relativa al periodo di imposta 2024.  </p>
<p>Infine circa il riscatto dei periodi non coperti da retribuzione la circolare fa infine il punto sugli effetti fiscali delle nuove misure. In via sperimentale per il biennio 2024 -2025 gli iscritti presso una delle gestioni previdenziali amministrate dall’Inps, non titolari di pensione e privi al 31 dicembre 1995 di anzianità contributiva, possono riscattare i periodi antecedenti all’entrata in vigore della legge di Bilancio compresi tra l’anno del primo e quello dell’ultimo contributo accreditato. Sono previste specifiche condizioni per l’applicazione e i periodi riscattabili non possono superare i 5 anni anche non continuativi. Il dipendente può chiedere al proprio datore di lavoro di sostenere l’onere del riscatto utilizzando i premi di produzione spettanti al lavoratore. </p>
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                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Arrivano le indicazioni dell’Agenzia sulle novità in materia di redditi di lavoro dipendente introdotte dalla legge di Bilancio 2024 e dal decreto Anticipi. Con una circolare diffusa oggi, la n. 5/E, vengono illustrate le nuove misure per il welfare aziendale, il trattamento integrativo speciale per i lavoratori del settore turistico, ricettivo e termale [&hellip;]]]></excerpt>
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                <modDate>Thu, 07 Mar 2024 10:40:27 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Scadenze fiscali marzo 2024, dalla rottamazione alla CU: le date</title>
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                <description><![CDATA[<p> (Adnkronos) &#8211; Il calendario delle scadenze fiscali di marzo 2024, partito in maniera soft nella prima settimana, si caratterizza per un accavallarsi di adempimenti a metà mese.  </p>
<p>Dalla Certificazione Unica 2024 fino al versamento del saldo IVA 2023, la principale data da annotare è quella di lunedì 18 marzo. Diversi gli adempimenti per imprese e professionisti che cadono nella medesima giornata, ai quali si affiancano gli ulteriori appuntamenti del mese.  </p>
<p>Il più importante è fissato al 15 marzo ed è relativo alla rottamazione quater: entro questa data bisognerà versare la terza rata dovuta e lo stesso termine consentirà anche ai decaduti di rimettersi in regola e continuare a beneficiare della definizione agevolata.  </p>
<p>Ad aprire il calendario del mese sul fronte delle scadenze fiscali è quindi la rottamazione quater.  </p>
<p>Entro il 15 marzo 2024 sarà necessario versare la terza rata dovuta. Stesso termine anche per chi non ha rispettato le precedenti scadenze di ottobre e novembre, poi prorogate al 18 dicembre, ed era pertanto decaduto dalla definizione agevolata.  </p>
<p>A fissare la nuova scadenza di metà marzo è stata la legge di conversione del Decreto Milleproroghe, che quindi oltre a rinviare l’appuntamento con la terza rata della rottamazione previsto per il 28 febbraio, concede un’ulteriore chance agli inadempimenti in relazione ai precedenti termini di scadenza.  </p>
<p>Al termine del 15 marzo si applicherà anche la tolleranza di cinque giorni: saranno considerati validi ai fini della definizione agevolata i pagamenti effettuati entro il 20 marzo. Superato anche questo termine, verrà definitivamente meno la possibilità di pagare le somme dovute beneficiando della rottamazione quater.  </p>
<p>Marzo inaugura anche la stagione della dichiarazione dei redditi. Entro lunedì 18 è previsto l’invio di numerosi dati utili al Fisco per la predisposizione della dichiarazione precompilata, così come della Certificazione Unica 2024.  </p>
<p>La scadenza del modello<br />
CU fissata in via ordinaria per il 16 marzo slitta di due giorni, cadendo di sabato.  </p>
<p>Si ricorda che per le certificazioni relative a redditi non interessati dalla dichiarazione precompilata la scadenza slitta al 31 ottobre, termine che esclusivamente per l’anno in corso continuerà a interessare le CU dei lavoratori autonomi anche a fronte dell’avvio della precompilata per le partite IVA.  </p>
<p>A prorogare di fatto la scadenza è stata l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 13/E del 4 marzo, evidenziando come per l’anno in corso non sarà modificato il calendario. Nessuna deroga invece dal 2025: anche per le CU dei lavoratori autonomi il termine di invio passerà al 16 marzo.  </p>
<p>Il 18 marzo non è solo la data da annotare per l’invio telematico all’Agenzia delle Entrate, ma anche per la consegna dell’ex CUD a dipendenti, partite IVA e pensionati. Il documento sarà fondamentale ai fini della predisposizione della dichiarazione dei redditi.  </p>
<p>Due ulteriori adempimenti affollano la data del 18 marzo 2024.  </p>
<p>Questo il termine per il versamento del saldo IVA 2023, da pagare in un’unica soluzione oppure a rate fino al mese di dicembre.  </p>
<p>Via libera inoltre, al rinvio del saldo IVA al termine di pagamento delle imposte sui redditi, maggiorando l’importo dovuto dello 0,40 per cento per ciascun mese successivo alla scadenza del 18 marzo.  </p>
<p>Sempre il 18 marzo è inoltre in scadenza anche la tassa di vidimazione dei libri sociali, adempimento che ogni anno interessa le società di capitali.  </p>
<p>L’importo dovuto varia in relazione al capitale sociale e ammonta a 309,87 euro fino a 516.456,90 euro e a 516,46 qualora superiore.  </p>
<p>Da ricordare inoltre anche gli adempimenti periodici che interessano partite IVA e sostituti d’imposta.  </p>
<p>Sempre il 18 marzo sono in scadenza i versamenti delle ritenute IRPEF e dei contributi INPS relativi al mese precedente così come l’IVA dovuta per febbraio dai contribuenti con liquidazione mensile.  </p>
<p>In calendario invece il 25 marzo gli elenchi Intrastat relativamente agli operatori IntraUE con obbligo mensile. </p>
<p> </p>
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                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Il calendario delle scadenze fiscali di marzo 2024, partito in maniera soft nella prima settimana, si caratterizza per un accavallarsi di adempimenti a metà mese.   Dalla Certificazione Unica 2024 fino al versamento del saldo IVA 2023, la principale data da annotare è quella di lunedì 18 marzo. Diversi gli adempimenti per imprese [&hellip;]]]></excerpt>
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                <modDate>Wed, 06 Mar 2024 14:13:16 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Taxi, Antitrust incalza comuni: &#8220;Aumentare numero licenze e flessibilità turni&#8221;</title>
                <link>https://corrieremassacarrarese.it/italia-mondo/uncategorized/taxi-antitrust-incalza-comuni-aumentare-numero-licenze-e-flessibilita-turni-2/</link>
                <description><![CDATA[<p> (Adnkronos) &#8211; L&#8217;Antitrust incalza i comuni sul servizio taxi: infatti &#8211; dopo le richieste di segnalazioni inviate negli ultimi mesi &#8211; l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato li invita ad &#8220;adeguare il numero delle licenze alla domanda, spingendo l’aumento oltre il tetto del 20% fissato in via straordinaria nel cosiddetto decreto Asset&#8221; anche &#8220;adottando in tempi brevi i bandi di concorso pubblico per l’assegnazione delle nuove licenze&#8221;. Inoltre l&#8217;Antitrust definisce &#8220;necessario rendere stabile ed effettivo il monitoraggio sulla qualità del servizio, richiedendo, almeno annualmente, alle cooperative di taxi le informazioni necessarie per stabilire se il numero di licenze attive sia sufficiente a soddisfare la domanda, rendendo pubblico l’esito del monitoraggio&#8221;. </p>
<p>Secondo l’Autorità andrebbero poi &#8220;adottate misure aggiuntive, come la regolamentazione dell’istituto delle doppie guide, l’implementazione del taxi sharing e l’efficientamento dei turni&#8221;. In tal senso, si ricorda, a Firenze &#8211; nei periodi di maggior domanda &#8211; i tassisti possono svolgere i propri servizi con più flessibilità e l’amministrazione comunale può rilasciare licenze temporanee. L&#8217;Antitrust evidenzia come &#8220;il taxi sharing è obbligatorio quando almeno tre utenti sono diretti verso la stessa zona di destinazione&#8221;.  </p>
<p>Infine, &#8220;nell’ottica di mantenere un adeguato livello del servizio taxi per il trasporto di soggetti portatori di handicap di particolare gravità, i Comuni devono adeguare, laddove necessario, il numero di licenze taxi rilasciate a vetture attrezzate per svolgere questo particolare servizio&#8221;. </p>
<p>L&#8217;Antitrust ricorda di avere già ad agosto 2023 &#8220;inviato una prima richiesta di informazioni ai Comuni di Milano, Napoli e Roma e alle principali cooperative e piattaforme per la prenotazione dei taxi al fine di valutare le condizioni di fornitura del servizio e far luce sui gravi disservizi riscontrati dall’utenza&#8221;. Terminata l’analisi delle informazioni acquisite, l’Autorità ha inviato una segnalazione ai suddetti tre Comuni in cui venivano evidenziate alcune importanti criticità come la strutturale insufficienza delle licenze per soddisfare la domanda (che genera un numero molto elevato di richieste inevase e tempi di attesa eccessivamente lunghi); una diffusa inerzia dei Comuni nel richiedere alle cooperative di taxi le informazioni necessarie a verificare l’adeguatezza del servizio, con esiti negativi in termini di rilevazione e correzione tempestiva di eventuali criticità; un’eccessiva rigidità del regime dei turni. </p>
<p>L&#8217;Antitrust ricorda poi di avere evidenziato a Palermo una &#8220;strutturale carenza dell’offerta e l’assenza di controlli e di misure di regolamentazione flessibile dei turni, mentre nel Comune di Firenze è risultata la mancanza di un meccanismo di monitoraggio sull’erogazione e sulla qualità del servizio&#8221;. Per questo motivo l’Autorità &#8220;ha deciso di inviare ai medesimi una segnalazione in cui sono state evidenziate tali criticità&#8221;. Inoltre, per migliorare l’efficienza e la qualità del servizio taxi, l’Antitrust &#8211; anche in base a quanto sperimentato in alcuni Comuni &#8211; ha suggerito nelle proprie segnalazioni l’adozione di alcune misure correttive, appunto su licenze e flessibilità dei turni. Infine, nell’ottica di mantenere un adeguato livello del servizio taxi per il trasporto di soggetti portatori di handicap di particolare gravità, i Comuni devono adeguare, laddove necessario, il numero di licenze taxi rilasciate a vetture attrezzate per svolgere questo particolare servizio. </p>
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                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; L&#8217;Antitrust incalza i comuni sul servizio taxi: infatti &#8211; dopo le richieste di segnalazioni inviate negli ultimi mesi &#8211; l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato li invita ad &#8220;adeguare il numero delle licenze alla domanda, spingendo l’aumento oltre il tetto del 20% fissato in via straordinaria nel cosiddetto decreto Asset&#8221; anche &#8220;adottando [&hellip;]]]></excerpt>
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                <modDate>Wed, 06 Mar 2024 10:52:20 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Roma, focus su crisi energetica e impatto su real estate: appuntamento 8 marzo</title>
                <link>https://corrieremassacarrarese.it/italia-mondo/uncategorized/roma-focus-su-crisi-energetica-e-impatto-su-real-estate-appuntamento-8-marzo/</link>
                <description><![CDATA[<p> (Adnkronos) &#8211; L&#8217;impatto della crisi energetica sul settore immobiliare. E&#8217; questo il tema del seminario dell&#8217;European Real Estate Society, Eres che si svolge a Roma l&#8217;8 marzo alle 14 nelle Scuderie di Palazzo Altieri (Via di S. Stefano del Cacco, 1) e organizzato in collaborazione con l&#8217;Università Tor Vergata, Fiabci e Isivi. L&#8217;Associazione, spiega all&#8217;Adnkronos Gianluca Mattarocci, professore di Economia degli intermediari finanziari, &#8220;riunisce accademici e operativi europei, professori, esperti in società di consulenza, gestori di fondi immobiliari. Ogni anno vengono organizzati due eventi che coinvolgono gli operatori del settore e per trattare un argomento di particolare interesse. Quest&#8217;anno il tema è quello della crisi energetica e l&#8217;impatto sul real estate&#8221;. </p>
<p>Il seminario prevede due sessioni. La prima riguarderà, illustra Mattarocci, &#8220;gli investimenti immobiliari e quando pesano nelle scelte di investimento i profili di efficientamento degli immobili. Si affronterà il tema degli operatori più interessati agli immobili green, si illustrerà le best practice del mercato in Europa e in Italia e i rendimenti che possono avere gli immobili di tipo green&#8221;. Nella seconda sessione, rileva, &#8220;i lavori saranno incentrati sul finanziamento dell&#8217;efficienza energetica considerando le diverse tipologie di beni immobili, sugli obiettivi di efficientamento e su come facilitare i finanziamenti per banche o finanziatori&#8221;. </p>
<p>Già negli ultimi mesi e prima della crisi energetica, sottolinea Mattarocci, &#8220;abbiamo visto da parte delle autorità europee un forte interesse sugli interventi green e sull&#8217;efficientamento. Con la crisi energetica è aumentato l&#8217;interesse per realizzare interventi in tempi brevi, per rende gli immobili più efficienti e per ridurre i costi degli immobili. In Italia &#8211; osserva &#8211; abbiamo uno stock di immobili un po&#8217; più vecchio rispetto agli altri paesi europei e quindi meno efficienti dal punto dell&#8217;efficienza energetica. C&#8217;è una necessità di fare interventi in Italia&#8221;, osserva il professore dell&#8217;Università di Roma Tor Vergata.  </p>
<p>Con la crisi energetica, osserva Mattarocci, &#8220;è necessario non solo un supporto agli investimenti ma anche una politica di incentivazione per effettuare una trasformazione degli immobili. Pertanto è importante raccogliere l&#8217;interesse degli investitori nazionali e internazionali anche da punto di vista della rigenerazione urbana. C&#8217;è una forte domanda sul settore&#8221;. </p>
<p>Per Mattarocci, anche di fronte alle problematiche riscontrate con i superbonus e in particolare con quello del 110%, &#8220;la soluzione non può essere solo quella del supporto pubblico. Non rappresenta una soluzione efficace. Nel post 110% si è registrato un incremento generale dei prezzi per gli interventi immobili che rischiano di rendere non realizzabili gli interventi necessari o ad un costo ragionevole. Pertanto serve un supporto parziale pubblico ma capitali privati per fare gli interventi necessari&#8221;. </p>
<p>Tra gli interventi previsti al seminario di Eres, oltre a quello di Mattarocci che concluderà i lavori, sono previsti quelli di Marc Francke (University di Amsterdam and European Real Estate Society), di Antonio Campagnoli (Fiabci), Simone Roberti (Colliers International), Luca D&#8217;Antrassi (Dea Capital Sgr), Raffaella Pinto (Cushman &amp; Wakefield), Sven Ole Sommer (Jll), Angelo Peppetti (Abi), Luke Brucato (Immobiliare.it Insights), Luca Bertalot (European Covered Bond Council), Fabrizio Rampazzo (Blue Factory) e Massimo Nissoli (Harley and Dikkinson Esg). </p>
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                <excerpt><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; L&#8217;impatto della crisi energetica sul settore immobiliare. E&#8217; questo il tema del seminario dell&#8217;European Real Estate Society, Eres che si svolge a Roma l&#8217;8 marzo alle 14 nelle Scuderie di Palazzo Altieri (Via di S. Stefano del Cacco, 1) e organizzato in collaborazione con l&#8217;Università Tor Vergata, Fiabci e Isivi. L&#8217;Associazione, spiega all&#8217;Adnkronos [&hellip;]]]></excerpt>
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                <modDate>Tue, 05 Mar 2024 12:52:32 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <modDate>Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100</modDate>
                <author>Gloria Brugnoli</author>
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