Operaio aggredito dal titolare a Massa, interviene la Regione: Giani e Lenzi chiedono condanne severe

MASSA – Una richiesta di pagamento per le spettanze arretrate si è trasformata in un’aggressione fisica ai danni di un dipendente. La denuncia, sollevata dalla Cgil di Massa Carrara, accende i riflettori su un grave episodio di violenza avvenuto all’interno del comparto della nautica a Massa, dove un operaio è stato picchiato dal titolare dell’azienda dopo aver domandato la regolarizzazione del proprio stipendio.

La vicenda ha immediatamente innescato la reazione dei vertici della Regione Toscana. Il presidente Eugenio Giani e l’assessore al lavoro Alberto Lenzi sono intervenuti congiuntamente per commentare l’accaduto, esprimendo vicinanza all’operaio e invocando interventi severi da parte degli organi giudiziari.

“Chiunque si renda autore di violenze su un lavoratore che chiede legittimamente di vedere pagato il proprio stipendio va condannato pesantemente e non merita di essere definito imprenditore” hanno dichiarato Giani e Lenzi, auspicando che le “autorità competenti giungano rapidamente a fare chiarezza sui fatti”.

Secondo i due esponenti della Giunta toscana, l’episodio apuano impone una presa di coscienza collettiva che vada oltre il singolo fatto di cronaca. “Occorre una riflessione seria da parte del mondo delle imprese e dei diversi livelli istituzionali sui meccanismi distorsivi generati dal sistema degli appalti e dei subappalti e sui fenomeni di sfruttamento lavorativo” hanno aggiunto il presidente e l’assessore, individuando nelle pieghe della filiera dei contratti una delle possibili origini del problema.

Per arginare tali derive, la Regione chiama in causa anche il governo centrale, chiedendo un potenziamento degli strumenti di vigilanza sul territorio: “Servono controlli e lo Stato deve impegnarsi per aumentare gli organici, attualmente insufficienti, degli Ispettorati del lavoro”.

Il timore espresso dalle istituzioni regionali è che simili comportamenti rischino di compromettere la reputazione del tessuto produttivo sano. Proprio per questo, concludono Giani e Lenzi, “è quanto mai opportuno un ragionamento su certi modi di fare impresa che rischiano di infangare l’intera categoria degli imprenditori”, evidenziando come “il caso di violenza che si è verificato a Massa non è purtroppo un fatto isolato in Toscana, come si riscontra dalle cronache, e troppe volte negli ultimi tempi abbiamo assistito a episodi che hanno calpestato duramente la dignità e la civiltà del lavoro”.

REDAZIONE

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