Ucciso dal branco sotto gli occhi del figlio: chiuse le indagini, l’accusa è omicidio volontario aggravato

MASSA – Si avviano verso la conclusione le indagini preliminari sulla tragica e brutale morte di Giacomo Bongiorni, il 47enne ucciso a calci e pugni la sera dello scorso 11 aprile 2026 in piazza Palma a Massa, davanti agli occhi terrorizzati del figlio di soli 11 anni. La Procura della Repubblica di Massa ha notificato gli avvisi di chiusura delle indagini, un atto che solitamente anticipa la richiesta di rinvio a giudizio per le persone coinvolte nel drammatico pestaggio.

I provvedimenti della magistratura apuana riguardano i due maggiorenni del gruppo, entrambi attualmente ristretti in carcere: si tratta del ventitreenne Ionut Alexandru Miron e del diciannovenne Eduard Alin Carutasu. Per loro l’accusa formulata dai magistrati resta quella pesantissima di omicidio volontario in concorso, aggravato dalla presenza di minori sul luogo del delitto, a cui si aggiunge la contestazione del reato di rissa. Rispetto alle prime fasi dell’inchiesta, i pubblici ministeri hanno invece deciso di far cadere l’aggravante dei futili motivi. L’avviso di conclusione delle indagini è stato notificato anche al cognato della vittima, Gabriele Tognocchi, che resta indagato ma esclusivamente per l’ipotesi di reato di rissa.

Restano invece ancora aperte e separate, come appreso da fonti legali, le indagini condotte dalla Procura per i minorenni di Firenze. Il fascicolo principale riguarda il 17enne, un ex giovane pugile, accusato di aver sferrato a Bongiorni il pugno mortale per questo ancora detenuto all’interno dell’istituto penale minorile del capoluogo toscano. Sotto la lente degli inquirenti fiorentini ci sono inoltre altri quattro minorenni, individuati come facenti parte del gruppetto che partecipò attivamente alla rissa prima di dileguarsi e scappare per le vie del centro.

La ricostruzione di quella maledetta sera di aprile, affidata ai carabinieri della compagnia di Massa grazie a una minuziosa analisi delle telecamere di videosorveglianza cittadina e a numerose testimonianze, fotografa una sequenza dell’orrore nata da un banale rimprovero. Bongiorni e il cognato stavano passeggiando in piazza Palma insieme ai familiari quando avevano ripreso i giovani per un comportamento ritenuto scorretto. Dalle parole pesanti e dagli insulti si era passati in pochi secondi alle mani: un parapiglia violentissimo nel quale il branco aveva preso di mira il 47enne, ferendo in modo grave anche il cognato. Ad assistere alla scena, impotente e ancora oggi sotto choc, il figlio undicenne di Bongiorni, che ha visto il padre crollare al suolo sotto i colpi implacabili diretti alla testa e lo ha chiamato più volte nel disperato tentativo di svegliarlo.

L’uomo è morto sul colpo, stroncato da un’emorragia cranica massiva che non gli ha lasciato alcuno scampo.

REDAZIONE

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