Ucciso davanti agli occhi del figlio di 11 anni, concluse le indagini: l’ex pugile risponderà di omicidio volontario

MASSA – La procura dei minori di Genova ha notificato la conclusione delle indagini preliminari nei confronti dei tre giovanissimi coinvolti nel tragico delitto di Giacomo Bongiorni, il quarantasettenne ucciso a colpi di violenza inaudita nella notte tra l’11 e il 12 aprile in piazza Palma a Massa, davanti agli occhi del figlio di appena 11 anni.

Il quadro accusatorio tracciato dagli inquirenti differenzia le posizioni dei ragazzi coinvolti nella drammatica serata. Per il minorenne ex pugile, attualmente collocato in una struttura a Genova e assistito dall’avvocato Nicola Forcina, la procura minorile procede con l’accusa più grave: omicidio volontario. Per gli altri due minori, difesi dall’avvocato Alessandro Maneschi, si ipotizzano invece i reati di rissa aggravata dalla presenza di minorenni e di lesioni personali ai danni di Gabriele Tognocchi, cognato di Bongiorni rimasto gravemente ferito durante il pestaggio. Parallelamente va avanti il binario giudiziario per la giustizia ordinaria: per i due maggiorenni indagati, assistiti dai legali Enzo Frediani e Giorgio Furlan del foro di Massa, cade la circostanza aggravante dei futili motivi e l’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 24 settembre davanti al giudice del tribunale di Massa.

La tragedia si consumò nel cuore della piazza massese a seguito di un banale diverbio. Bongiorni e il cognato stazionavano in zona con la famiglia quando notarono il gruppo di giovani e li riprovarono per alcuni comportamenti incivili e pericolosi. Da quel richiamo scaturì prima un violento diverbio verbale e poi una vera e propria aggressione fisica, ricostruita nei dettagli dai carabinieri della compagnia di Massa sia attraverso i filmati degli impianti di videosorveglianza sia mediante le testimonianze dei presenti.

Un pestaggio di rara brutalità in cui Tognocchi fu brutalmente ferito e Bongiorni fu colpito ripetutamente al capo, fino a stramazzare al suolo esanime. Una sequenza da incubo che ha lasciato un segno indelebile nel figlio di 11 anni, rimasto sotto choc per aver visto il padre crollare a terra senza più riprendersi, mentre un’emorragia cranica massiva causata dai colpi ricevuti ne spegneva ogni speranza di sopravvivenza.

REDAZIONE

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