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Ammortizzatori sociali: da costo a leva strategica per imprese

Nel contesto attuale, segnato da crisi settoriali ricorrenti e cambiamenti repentini della domanda, gli ammortizzatori sociali non sono più solo uno “scudo” difensivo, ma uno strumento strategico di gestione del lavoro.

Il sistema italiano, profondamente riformato dal 2022 in ottica di “estensione universale” della copertura, offre oggi una gamma articolata di strumenti per sostenere il reddito dei lavoratori e, allo stesso tempo, consentire alle imprese di gestire riorganizzazioni, crisi temporanee o strutturali senza ricorrere subito ai licenziamenti.

Cosa sono gli ammortizzatori sociali e qual è la logica del sistema

Gli ammortizzatori sociali sono interventi pubblici che integrano o sostituiscono la retribuzione dei lavoratori quando l’azienda riduce o sospende l’attività, oppure quando il rapporto di lavoro cessa e il lavoratore entra in disoccupazione involontaria.

Nel nostro ordinamento si distinguono, in particolare:

  • strumenti in costanza di rapporto (cassa integrazione ordinaria – Cig, cassa integrazione straordinaria – Cigs, assegni dei fondi di solidarietà/Fis);
  • strumenti post–licenziamento (come Naspi in caso di perdita involontaria dell’occupazione, ad esempio in liquidazione giudiziale).

La riforma operata dalla Legge 234/2021 ha ampliato in modo significativo la platea dei datori e dei lavoratori coperti, secondo un principio di ‘copertura quasi universale’ degli eventi di crisi, con particolare attenzione alla continuità occupazionale e alle politiche attive (assegno di ricollocazione, accordi di transizione, eccetera).

  1. Cig ordinaria, Cigs e altri strumenti in costanza di rapporto
  • Cassa integrazione ordinaria (Cig)

La Cig risponde alle crisi temporanee, con previsione di ripresa produttiva, e si applica tramite sospensione totale/parziale o riduzione di orario.

Per ciascuna unità produttiva, Cig e Cigs non possono superare, in generale, 24 mesi in un quinquennio mobile (30 mesi per edilizia e settori affini), con specifiche regole di computo e importanti deroghe per particolari situazioni di crisi e riorganizzazione.

  • Cassa integrazione straordinaria (Cigs)

La Cigs interviene nei casi di crisi di lunga durata ed esito incerto, riorganizzazione aziendale o contratti di solidarietà difensivi.

Le principali causali per richiederla sono:

  • riorganizzazione aziendale, anche per processi di transizione regolati con decreto ministeriale;
  • crisi aziendale con continuazione dell’attività;
  • contratti di solidarietà difensivi (Cds).

Per ogni causale, l’impresa deve presentare un programma dettagliato (investimenti, interventi di recupero occupazionale, piani di gestione degli esuberi, eccetera), condiviso con le rappresentanze sindacali.

Negli anni 2022‑2027 sono previste proroghe straordinarie dei trattamenti CIGS, oltre i limiti ordinari, per imprese con rilevanza economica strategica e gravi problemi occupazionali, a condizione che vengano presentati piani di gestione dell’occupazione con specifiche azioni di politiche attive, concordate con le Regioni.

  • Fondi di solidarietà e assegni di integrazione salariale

Per i settori non coperti dalla cassa integrazione “classica”, l’ordinamento ha previsto fondi di solidarietà (bilaterali e Fis) che erogano assegni di integrazione salariale con funzione analoga alla Cig, in caso di sospensione o riduzione dell’attività.

Rientrano in questo quadro gli interventi dei fondi che, nell’ottica della riforma 2022, sono stati estesi a una platea molto più ampia di datori di lavoro, con l’obiettivo di non lasciare scoperte intere fasce di lavoratori dipendenti.

Profili economici per l’azienda

La misura della prestazione Cig/Cigs si calcola come percentuale (80%) della retribuzione globale, con limiti massimi mensili e regole specifiche sul computo di voci fisse, mensilità aggiuntive, arretrati, ecc.

Il pagamento può essere:

  • anticipato dal datore e conguagliato con i contributi (entro precisi termini decadenziali);
  • effettuato direttamente dall’Inps in caso di serie e documentate difficoltà finanziarie, previa autorizzazione, con obbligo per il datore di trasmettere i dati entro termini stringenti, pena accollo dell’onere.

Errori procedurali, domande tardive o incomplete possono comportare perdita totale o parziale delle integrazioni per i lavoratori, con obbligo per l’impresa di corrispondere somme equivalenti.

  1. Naspi e sostegni al reddito nelle crisi irreversibili

    Indennità di disoccupazione Naspi, cosa occorre sapere

Quando la crisi aziendale è strutturale e si arriva al licenziamento (individuale o collettivo) o alla liquidazione giudiziale, entrano in gioco i trattamenti di disoccupazione, in primis NASpI.

La cessazione del rapporto di lavoro per liquidazione giudiziale costituisce perdita involontaria dell’occupazione e consente l’accesso a Naspo, se il lavoratore:

Dimissioni per fatti concludenti

  • è in stato di disoccupazione ai sensi del D.Lgs. 181/2000;
  • può vantare almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti l’inizio della disoccupazione.

Questo strumento, insieme ad altri meccanismi di politica attiva (come l’assegno di ricollocazione utilizzabile già in costanza di CIGS), consente di gestire le transizioni occupazionali evitando un salto nel vuoto per i dipendenti e riducendo il rischio di contenzioso per l’impresa.

I vantaggi per imprese e lavoratori di una gestione strategica degli ammortizzatori

Per le aziende che li usano in modo corretto, gli ammortizzatori sociali rappresentano:

  • una valvola di flessibilità per affrontare cali di produzione;
  • uno strumento per finanziare percorsi di riorganizzazione complessi, diluendo nel tempo l’impatto degli esuberi;
  • un modo per preservare relazioni industriali, negoziando con sindacati e istituzioni soluzioni condivise.

Per i lavoratori, questi strumenti significano continuità di reddito, mantenimento, ove possibile, del rapporto di lavoro e, nei casi più avanzati, accompagnamento verso nuove opportunità occupazionali, anche tramite politiche attive integrate.

 

Daniele Rocchi

© Riproduzione riservata

Sono un avvocato con competenze specifiche nel diritto del lavoro, recupero crediti e infortunistica. Mi sono laureato con lode presso la Facoltà di Giurisprudenza di Pisa e ho accumulato esperienza attraverso il contenzioso in vari Tribunali nazionali. Mi sono specializzato nel diritto del lavoro, risolvendo numerose controversie tra datori di lavoro e lavoratori, anche in collaborazione con associazioni sindacali. Ho maturato esperienza nel recupero crediti, assistendo singoli privati, professionisti, piccole imprese e pubbliche amministrazioni. Offro assistenza specialistica e risposte personalizzate alle esigenze dei miei clienti, con particolare attenzione alla revisione e stesura di contratti e all'infortunistica stradale.
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