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lunedì 24 Giugno 2024
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Con-Vivere il futuro con l’Intelligenza Artificiale

Utilizzo spesso l’Intelligenza Artificiale nel mio quotidiano, per lavoro, per scrivere, per svago e trovo che sia uno strumento utile con delle potenzialità immense, ma sono anche dell’idea che per usarla occorra essere formati.
Cosa intendo?
Tutti noi possiamo usare un qualsiasi software di IA, ma l’errore comune è quello di affidarsi al 100% del risultato che fornisce. Oggi esistono dei limiti notevoli che non si sa se potranno essere superati. Per gli ultimi spettacoli che ho scritto e che sto scrivendo, ho iniziato a usare sia ChatGPT che Gemini (di Google), forse li uso in modo banale, ma decisamente funzionale per come scrivo, perché li uso come motori di ricerca avanzati. Ad esempio, lo spettacolo che sto scrivendo ora è ambientato a Brighton nel 1843, sia il luogo che l’epoca li ho scelti con Gemini, cercando quale fosse una delle località estiva più in voga nell’epoca Vittoriana, ma mi serviva anche un luogo che fosse servito dal treno ma senza linea telefonica o telegrafica. Nel giro di un minuto scopro che la costruzione della linea ferroviaria tra Londra e Brighton iniziò nel 1837 e fu completata nel 1841, mentre la linea telegrafica venne completata nel 1845 e la linea telefonica fu realizzata solo nel 1876, informazioni che altrimenti avrei recuperato dopo ore di ricerche, e che comunque dopo sono andato a verificare, perché è più facile cercare informazioni se si sa cosa cercare con precisione.
Ammetto che i primi tempi in cui ho provato ChatGPT e Gemini ho giocato facendo scrivere loro delle storie, ma siamo molto lontani dalla creatività umana, soprattutto, come dimostra anche un esperimento fatto durante l’Internet Festival del 2023, ciò che scrive l’Intelligenza Artificiale è facilmente riconoscibile se conosci i suoi limiti e difetti. L’esperimento è stato presentato come una domanda impossibile ad Artemisia Gentileschi che aveva due possibili risposte (entrambe interpretate dalla solita attrice) e gli ascoltatori dovevano capire quale fosse scritta da un essere umano e quale dall’IA: conoscendo limiti e difetti l’ho capito al primo ascolto. Provate ad ascoltare le registrazioni e poi continuate a leggere per capire da cosa si riconosce la risposta scritta da un essere umano.
Il limite a cui mi riferivo prima del vostro ascolto è che questi generatori testuali non hanno il concetto di “causa/effetto” (Scendete con me in bottega, chè il tempo de la consegna dell’opera stringe, e più si va in là, più tardi arrivano li ducati. Se li arrivano!), mentre il difetto più evidente è che il testo elaborato dall’IA è molto enciclopedico, e se avete sentito, tutta la risposta generata, è come se fosse un trattato enciclopedico scritto in prima persona.
Ci sono anche altri tipi di generatori basati sull’Intelligenza Artificiale, ad esempio di immagini o di musica. Quelli di immagini li ho trovati tutti molto asettici (sul mio sito ho usato anche immagini generate dall’IA se volete vedere cosa intendo per asettici), per quanto riguarda la parte musicale avevo provato Aiwa, ma non mi aveva particolarmente impressionato, anche se fa intuire i potenziali sviluppi, ma recentemente ho provato Udio.com e sono rimasto sconvolto! Una I.A. che oltre a scrivere musica (con una qualità ottima) canta! La cosa mi ha decisamente spiazzato, non credevo che già oggi si potesse raggiungere un livello simile: quando l’ho scoperta ho passato una serata intera con un mio amico compositore a “giocare”, e lui alla fine era fra l’esaltato e il depresso, e posso capirlo! Dice “Rischiamo di venire sommersi da un sacco di musica generata dalle I.A. e non sapremo riconoscerla.”, vi invito ad ascoltare un brano che ho fatto realizzare usando una poesia: è stato fatto in meno di un quarto d’ora!
Anche se un orecchio attento può trovare degli indizi, come ad esempio la voce che sembra abbia quasi sempre l’autotune, qualche volta parole incomprensibili aggiunte casualmente, la mancanza di strofe e ritornelli con la stessa melodia… il risultato può essere molto bello se abbiamo voglia di fare tentativi su tentativi! Ma c’è un altro particolare che comunque è da sottolineare: le canzoni che vengono generate ricordano sempre qualcosa (mi potrò sbagliare, ma nell’esperimento che vi ho proposto ci sento De Gregori) e secondo me possono essere definite “standardizzate”.
Ma nonostante questi strumenti di cui ho parlato stiano sconvolgendo il pubblico, non è di queste Intelligenze Artificiali che tutti possiamo usare oggi che voglio parlarvi, ma di quelle che potrebbero esserci fra 80 anni. Sicuramente l’IA rappresenterà un tema di crescente interesse, con dibattiti intensi che già oggi si concentrano principalmente nel campo creativo e artistico, affrontando questioni come i Deepfake audio e video, i diritti d’autore e d’immagine e altro. Questo dibattito ha già generato preoccupazioni così significative tra il pubblico e la politica che il 13 marzo 2024 il Parlamento europeo ha approvato con ampia maggioranza la prima normativa al mondo sull’uso dell’IA. L’obiettivo è garantire una maggiore sicurezza ai consumatori e promuovere l’innovazione, segnalando un passo importante nel tentativo di affrontare le sfide etiche e pratiche che l’IA porta con sé.
Tuttavia, quella di cui ho parlato finora, sono solo “giocattoli”, molto potenti è vero, ma rispetto all’IA a cui noi non abbiamo accesso possono solo impallidire, e sarà proprio questa IA il nostro punto di partenza per arrivare al 2106.
Ma quali sono queste intelligenze artificiali?
Sono principalmente quelle basate sul concetto di Deep Learning, ovvero programmi che apprendono dalle osservazioni e dall’esperienza. Chi segue questo tema avrà sicuramente sentito la notizia che una IA in una settimana ha capito che il sole era al centro del sistema solare mentre la terra e gli altri pianeti gli girano intorno, tutto questo grazie alle analisi dei movimenti apparenti di sole e marte. Oppure, restando nel campo dell’astronomia, altri programmi che usano Deep Learning e Machine Learning (algoritmi che trovano soluzioni a problemi complessi grazie all’uso di reti neurali) vengono usati per la ricerca di esopianeti o per pesare le galassie.
In generale l’IA sfruttata nell’ambito scientifico trova terreno fertile: studi sui cambiamenti climatici, sequenziamento delle proteine, lotta ai tumori e molto altro. Ma non è tutto rose e fiori, recentemente c’è stato uno scandalo per una pubblicazione scientifica scritta con l’Intelligenza Artificiale, gli scienziati sono i primi a dire che usano l’intelligenza artificiale per le loro ricerche (e quindi anche per scrivere le loro relazioni) ma come scrivevo all’inizio, è l’utilizzo consapevole dello strumento che porta vantaggi e nel caso scientifico il progresso.
Ad ogni modo l’ambito scientifico non è l’unico in cui oggi viene applicata l’IA, si parla di finanza, manutenzione predittiva di macchinari industriali, marketing, profilazione personale e molto altro come ad esempio migliorare la birra usaando l’IA. Potrei fare un articolo solo di citazioni, ma non sarebbe così divertente come il viaggio che stiamo per fare.
Quali sono le potenzialità di sviluppo dell’IA?
Proveremo a capirlo grazie al gioco fatto durante la scrittura dei Diari. Anzi partirò dalle due intelligenze artificiali che sono citate nello spettacolo, e capiremo se è possibile raggiungere quegli obiettivi e in quanto tempo.
La prima è legata a un nuovo social che ho chiamato UNow. Chi segue il mondo delle dirette streaming si è sicuramente imbattuto nelle chat usate dagli utenti, e se hai un canale minimamente seguito, inizia ad essere un delirio leggere e provare a interagire con gli utenti. Molti messaggi poi sono ripetuti da diversi utenti, anche seguire queste chat da utente è caotico!
La soluzione potrebbe essere un’IA allenata per fare da aggregatore tematico, che evidenzia i trend topic della chat. Questo in realtà già oggi è realizzabile! Ho fatto un esperimento per dimostrarlo: ho dato in pasto a ChatGPT 200 commenti di un video scelto su youtube, un gioco dove 16 squadre si sfidano, e poi gli ho fatto delle domande per analizzare i tifosi, ed è la stessa cosa dell’IA descritta in precedenza.

Ma come detto anche prima, questo tipo di IA è solo un “gioco” in confronto ad altre idee.
La seconda IA citata nello spettacolo è molto più ardita e ragionata.
Partiamo dal fatto che da dopo il CoVid, ogni anno i tempi di attesa per gli interventi chirurgici ospedalieri si allungano sempre di più, i motivi sono tanti, uno dei principali è che i chirurgi sempre uomini sono, e in tutto il mondo ci sono meno di un milione di chirurgi, Questo numero è probabile sia destinato a calare nei prossimi anni a dispetto della popolazione mondiale che ad oggi è ancora in crescita.
Già oggi molte operazioni vengono fatte a distanza, e l’IA è già entrata in sala chirurgica in più modi: ottimizzando l’utilizzo delle sale, simulando le operazioni più complesse… “e se mi inventassi Ho.U.S.E.?” Questa sigla (scelta per omaggiare la più iconica serie televisiva a tema medico) sta per Hospital Unserial Surgery Executor, un programma di deep learning che impara dalle registrazioni delle operazioni eseguite a distanza e che nel giro di decine di anni inizia ad essere usato per le operazioni più semplici e di routine. Fantascienza? Dopo essermi immaginato Ho.U.S.E. sono andato a cercare se qualcuno stava già lavorando a un progetto simile, e ho scoperto che già qualcuno sta studiando questa possibilità!
Per scrivere uno spettacolo mi prendo una marea di appunti, scrivo anche cose che magari nello spettacolo non ci vanno nemmeno a finire, ma mi sono utili nel plasmare il mondo in cui faccio muovere i personaggi. Giusto per curiosità ho recuperato quello che avevo scritto per Ho.U.S.E.

Nonostante questo, il protagonista non sarà proprio contento di fare un’operazione eseguita da Ho.U.S.E., perché una cosa che molto probabilmente l’IA porterà, potrebbe essere la perdita di contatto umano e di socializzazione, ma mi fermo qui. In questo viaggio volevo farvi conoscere le potenzialità “positive” dell’Intelligenza Artificiale, ma come tutti gli strumenti, anche l’IA può essere usata per scopi diametralmente opposti, in futuro quindi faremo altri viaggi in questo mondo, cercando di soffermarsi sull’eticità del suo utilizzo, sui lavori a rischio e i pericoli che può generare. Per ora guardiamo avanti con grande speranza.
—Ephraim Pepe

© Riproduzione riservata

Tecnologo incallito, imprenditore visionario e anima creativa: da oltre vent'anni il mio mestiere è creare il futuro. Esperto di software, innovatore instancabile, metto la mia competenza al servizio di chi desidera sfidare l'ordinario e costruire nuove opportunità. Ma non solo di codici vive l'uomo! Sono un appassionato di teatro, anima e fondatore della compagnia "I Leggendari". Per la compagnia ho scritto e messo in scena spettacoli come "Cecilia - Leggende di mare", "Diari di un cambiamento climatico" e "Fango Secco", che hanno conquistato il pubblico e la critica. Proprio l'esperienza di "Diari" mi ha ispirato la rubrica "Vivere il futuro": un viaggio immaginifico tra 80 anni, alla scoperta di innovazioni tecnologiche, rivoluzioni sociali e sfide ambientali. Perché il futuro è già qui, basta saperlo guardare!
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