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martedì 17 Febbraio 2026
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Alluvioni in Toscana, servono due miliardi e mezzo. E un commissario straordinario

FIRENZE – Quasi seicento milioni di euro messi sul piatto, ma un fabbisogno reale che corre verso la cifra mostruosa di due miliardi e mezzo.

È il bilancio, pesantissimo, tracciato dal presidente Eugenio Giani sullo stato dell’emergenza in Toscana, a seguito di una sequenza di eventi estremi che dal novembre 2023 al marzo 2025 non ha dato tregua al territorio. Insieme al direttore della protezione civile, Giovanni Massini, il governatore ha snocciolato i numeri di una mobilitazione finanziaria senza precedenti: 598.651.826 euro già impegnati per soccorsi, somme urgenze e primi ristori. Ma dietro le cifre della macchina dei soccorsi, c’è un allarme politico e burocratico che Giani lancia con forza verso Roma: serve subito un commissario alla ricostruzione.

“Il mio incarico per l’emergenza è scaduto il 31 dicembre 2025”, ha avvertito Giani, sottolineando come senza una struttura dedicata alla ricostruzione la Toscana rischi di finire nelle sabbie mobili delle procedure ordinarie. Tra pareri che tardano e revisioni progettuali, il timore è che i 367 interventi già cantierabili — frutto di uno stanziamento di 131 milioni dello scorso settembre — possano subire rallentamenti fatali proprio ora che la macchina regionale e quella dei Comuni hanno finalmente trovato il ritmo giusto. Un ritmo che, sul fronte dei ristori, sta portando ossigeno a famiglie e imprese: per l’alluvione di novembre 2023 la liquidazione dei 3mila euro regionali è ormai conclusa per 11mila nuclei, mentre anche i contributi statali per i beni di prima necessità stanno accelerando, con oltre 2mila pratiche già liquidate.

Il quadro dettagliato degli interventi fotografa un’annata drammatica. Solo l’evento di fine 2023 ha assorbito oltre 333 milioni per la messa in sicurezza e 66 per i danni. A questi si aggiungono i 35 milioni per l’autunno 2024 e il colpo di coda di questo 2025: gli eventi di febbraio e marzo hanno mobilitato rispettivamente 7,8 e 154 milioni di euro tra emergenze e ristori. Eppure, nonostante lo sforzo titanico che ha visto la Regione anticipare 25 milioni di tasca propria, mancherebbero per la Regione all’appello ancora circa due miliardi per completare la vera ricostruzione. Una partita che passa anche dallo sblocco di 66 milioni di fondi europei, pronti da oltre un anno ma ancora in attesa del via libera definitivo del Governo.

“Sui rimborsi stiamo consolidando risultati concreti, ora serve un’accelerazione sulle opere strutturali”, ha concluso Giani. La sfida per la Toscana diffusa e le sue aree più colpite resta dunque aperta: la Regione ha messo in sicurezza argini e strade e assisttito migliaia di cittadini, ma senza poteri straordinari e nuove risorse statali, la strada per chiudere definitivamente le ferite del fango rischia di restare ancora lunga e in salita.

REDAZIONE

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