Firenze in piazza per Fakir: “E’ stato morto un uomo”

Anche la Toscana si mobilita per Abderrahim Fakir, morto domenica 20 luglio a Bologna durante un intervento di Polizia.

Qui le immagini nel video trasmesso da La7.

La7 che mercoledì 22 luglio trasmette un nuovo video con Fakir durante la fase precedente l’intervento della polizia.

A Firenze in centinaia, rendiconta Cgil Firenze, al presidio davanti alla prefettura di via Cavour “E’ stato morto un uomo” organizzato da Cgil, Anpi e Arci “in segno di protesta dopo la morte di Abderrahim Fakir durante un controllo di polizia a Bologna”.

Mobilitazione anche a Pisa che con Potere al Popolo  annuncia una nuova manifestazione giovedì 23 luglio.

Massimo Bartoccini, segretario provinciale Sap Sindacato autonomo polizia Firenze “esprime indignazione per il titolo scelto per il presidio organizzato a Firenze”.

Bartoccini: “La verità si accerta nelle aule di giustizia, non nelle piazze. È stato morto un uomo non sembra una semplice richiesta di verità: contiene un’accusa e anticipa una sentenza. Non può essere una piazza a stabilire le responsabilità sulla base di un filmato che, come precisato dalla stessa Procura, non documenta l’intera sequenza dei fatti”, ricordando, si legge nella nota, “che saranno la magistratura, l’autopsia, le immagini complete e le bodycam a ricostruire con rigore quanto realmente accaduto”.

 

Al presidio, tra gli altri, presenti anche rappresentanti istituzionali dei gruppi Pd, AVS, M5S, Sinistra Progetto Comune col capogruppo consiliare Dmitrij Palagi.

M5S con i consiglieri regionali Irene Galletti e Luca Rossi Romanelli. 

M5S Toscana: “Le immagini diffuse in questi giorni impongono una risposta rapida, trasparente e puntuale da parte delle istituzioni. Nessuna delegittimazione indiscriminata nei confronti dell’intero corpo della Polizia di Stato, ma neanche tentazioni di impunità: è necessario che vengano accertati i fatti e individuate con chiarezza le eventuali responsabilità individuali, nel pieno rispetto delle garanzie previste dal nostro ordinamento. Diverso sarebbe se si scoprisse che dietro a queste operazioni c’è un preciso indirizzo politico, e in quel caso saremmo davanti a qualcosa di inaccettabile”.

Pd Toscana col deputato Emiliano Fossi, segretario regionale dem: “Un uomo è morto mentre si trovava nelle mani dello Stato. Non possiamo voltarci dall’altra parte”. Poi: “Le immagini che abbiamo visto sono dolorose e inquietanti. Spetterà alla magistratura ricostruire ogni responsabilità, senza processi sommari ma anche senza zone d’ombra, omissioni o protezioni corporative.

In una democrazia, chi indossa una divisa rappresenta lo Stato e ha il compito di proteggere la vita e l’incolumità di ogni persona, soprattutto quando è più fragile e vulnerabile. Per questo servono trasparenza, controlli, formazione e piena assunzione di responsabilità.
Essere qui non significa essere contro le forze dell’ordine. Significa pretendere che la forza pubblica sia sempre esercitata nel rispetto della dignità umana e della Costituzione.
Per Abderrahim. Per la verità. Perché quanto accaduto non venga dimenticato”.

Bernardo Marasco, segretario generale della Camera del Lavoro di Firenze: “Nel paese si respira un clima di odio. vogliamo dare un segnale, insieme a tutte le associazioni con cui di solito collaboriamo per difendere i valori democratici: nel paese c’è un clima di odio, c’è un clima in cui ogni cosa che disturba l’ordine è un elemento che deve essere addirittura punito. Questo è un sentimento che produce solamente uno sconfortante senso di abbandono sociale. In generale si sta costruendo nel paese una retorica in base a cui, in fondo, la violenza e la spietatezza fanno parte di una cosa legittima e giusta. Questo è inaccettabile”.

Lorenzo Ballini, Arci Firenze: “Quello di Abderrahim Fakir è un nome che dobbiamo tenere a mente per continuare a non arrendersi all’indifferenza e non arrendersi all’idea che tutto questo sia accettabil”.

 

Anpi Firenze scrive via social: “Quello di Abderrahim Fakir è un nome che dobbiamo tenere a mente, per continuare a non arrendersi all’indifferenza e non arrendersi all’idea che tutto questo sia accettabile. Lo abbiamo detto ieri in piazza, lo ripeteremo tutte le volte che ce ne sarà bisogno.

Volevamo dare un segnale dalla città di Riccardo Magherini contro un clima sempre più disumano, fatto di odio e intolleranza, alimentato da una destra che rivendica una giustizia fai da te e promulga leggi violente e repressive, soprattutto per le persone più fragili”.
Rifondazione Comunista Toscana: “Le preoccupanti immagini che vengono da Bologna al 25esimo anniversario del G8 di Genova ci mostrano una cosa chiara. Non è cambiato niente dalla morte di Carlo Giuliani. Abderrahim Fakir è morto schiacciato a terra da due agenti di polizia, soffocato e immobilizzato, nessun tipo di minaccia imminente. Questo episodio tragico è frutto di un clima di odio, intolleranza e paura generale verso i migranti, un clima frutto di decenni di propaganda razzista da parte delle destre e politiche inadeguate da parte del cosiddetto centrosinistra”.

CINZIA GORLA

© Riproduzione riservata

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