Lavoro, un inizio di 2026 drammatico in Toscana: incidenza di decessi quasi doppia rispetto alla media nazionale

FIRENZE – La sicurezza nei luoghi di lavoro si conferma un’emergenza in Toscana. Nei primi due mesi del 2026, la regione ha registrato complessivamente 10 decessi legati all’attività lavorativa. Sebbene il dato segni una lieve flessione rispetto alle 12 vittime dello stesso periodo del 2025, il territorio toscano viene classificato in ‘zona rossa’ dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega Engineering. Questa classificazione indica un’incidenza di mortalità nettamente superiore a quella del resto del Paese: in Toscana si contano infatti 5,4 morti ogni milione di occupati, contro un dato medio italiano fermo a 3,0.

La mappa del rischio provinciale: Livorno maglia nera

La situazione più critica si rileva a Livorno, che non solo registra il tasso di incidenza più alto in assoluto (21,0), ma guida anche il triste bilancio delle vittime in occasione di lavoro con 3 decessi. Nella fascia di massimo rischio (la zona rossa, che raggruppa le aree con indici superiori al 125% della media nazionale) rientrano anche Arezzo (incidenza 13,3 e 2 vittime), Pistoia (7,9 e 1 decesso), Lucca (6,0 e 1 decesso) e Pisa (5,2 e 1 decesso).

Decisamente più basso il livello di allarme nelle province inserite in “zona bianca” (dove l’incidenza è inferiore al 75% della media italiana). In questo gruppo figurano Firenze (con 1 vittima e un indice di 2,1), insieme a Grosseto, Massa Carrara, Prato e Siena, territori in cui, nel bimestre in esame, non si sono registrati incidenti mortali in occasione di lavoro.

L’identikit delle vittime e le denunce

Analizzando l’età dei lavoratori coinvolti in infortuni con esito fatale, emerge una forte concentrazione di tragedie nella fascia tra i 55 e i 64 anni, che raggruppa ben 4 dei 9 casi avvenuti in occasione di lavoro (il 44,4% del totale). Un altro dato rilevante riguarda la nazionalità: su 9 vittime in occasione di lavoro, 4 erano lavoratori stranieri. Per quanto riguarda gli infortuni non letali, i primi due mesi dell’anno hanno visto la presentazione di 5.898 denunce totali. Di queste, 3.757 riguardano lavoratori uomini e 2.141 lavoratrici donne , mentre le denunce relative a personale straniero si attestano a 1.279.

L’appello degli esperti

A fare il punto sulla delicata situazione regionale è l’ingegner Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio responsabile del report, che ribadisce l’urgenza di un profondo cambiamento di approccio: “I dati relativi ai primi mesi del 2026 mostrano per la Toscana una situazione che continua a destare attenzione sul fronte della sicurezza sul lavoro, con 10 infortuni mortali, in lieve calo rispetto ai 12 del 2025. La regione è in zona rossa nella mappatura dell’emergenza, con un livello di rischio superiore alla media nazionale. Accanto al dato complessivo, emergono alcune evidenze che aiutano a leggere il fenomeno, come la concentrazione delle vittime nella fascia d’età tra i 55 e i 64 anni. Resta centrale la necessità di rafforzare la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro, perché ogni incidente mortale rappresenta una perdita che riguarda l’intera comunità lavorativa”.

REDAZIONE

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