Reddito reinserimento lavorativo al via in Toscana: bonus mensile di 500 euro. Giani: “Punto riferimento welfare italiano”

Parte in Toscana il reddito regionale di reinserimento lavorativo, bonus di 500 euro mensili per nove mesi. Con la Toscana apripista del primo reddito di cittadinanza regionale di campo largo centrosinistra. Un reddito “alla Toscana”, come l’ha definito Eugenio Giani, presidente Regione Toscana, tra i cardini dell’accordo Pd e M5S per il Giani bis sottoscritto alla vigilia delle elezioni regionali 2025.

Reddito di reinserimento lavorativo rivolto a coloro che risiedono in Toscana disoccupati che hanno esaurito nell’anno di presentazione della domanda una prestazione NASPI/DISCOLL di durata compresa tra 1 e 9 mesi.
Finanziato con 23 milioni, secondo le stime di Irpet potrà raggiungere oltre 11.000 persone.

Giani: “Un sostegno concreto per accompagnare chi ha perso il lavoro verso una nuova occupazione, attraverso percorsi personalizzati, formazione e politiche attive.

Un aiuto di 500 euro al mese fino a 9 mesi, legato a un percorso di crescita e reinserimento costruito insieme ai Centri per l’Impiego. Un’opportunità per rimettersi in gioco e guardare al futuro con nuove prospettive”.

Giani: “Il reddito era un impegno che avevamo preso e che ora rispettiamo, confermando la Toscana come punto di riferimento nel welfare italiano. Non assistenzialismo, ma politica attiva per il reinserimento lavorativo di chi si trova in condizioni di vulnerabilità. Procederemo periodicamente ad un’attenta osservazione dell’andamento per valutare aggiustamenti e miglioramenti”.
“Questo provvedimento fa parte della grande famiglia dei redditi di cittadinanza, ma è molto diverso da quello che era stato adottato a livello nazionale: è basato sulla formazione, che è competenza regionale ed è destinato a chi ha esaurito gli ammortizzatori sociali per accompagnare queste persone in un percorso di formazione professionale gratuita per un periodo fino a nove mesi, mirato al reinserimento nel mondo del lavoro. È la prima volta che questo avviene in Italia”.

Alberto Lenzi, assessore regionale lavoro e formazione: “Il reddito reinserimento lavorativo è allo stesso tempo uno strumento di protezione e di supporto all’aggiornamento e all’evoluzione delle competenze. Cruciale è rafforzare l’occupabilità di lavoratori e disoccupati e in questo senso il reddito di reinserimento è stato elaborato come un sussidio di secondo livello, alla stregua di esperienze praticate in molti paesi europei”.

Possono accedere le persone che, al momento della domanda, sono residenti in Toscana da almeno 3 mesi e hanno domicilio nel territorio regionale, versano in stato di disoccupazione (con pregressa esperienza lavorativa e rilascio della dichiarazione della immediata disponibilità al lavoro) o sono prive di lavoro in corso oppure di tirocinio attivo.

Isee ordinario deve essere inferiore a 15.000 euro. I richiedenti non devono essere percettori di misure nazionali come assegno di inclusione e supporto per la formazione e il lavoro, e del ‘Bonus Lavoro e Inclusione’ di Regione Toscana.

Il Reddito di reinserimento, spiega Regione Toscana, è finanziato con circa 23 milioni di euro (euro 22.994.642,20) di residui di gestione. È gestito operativamente da Arti, l’Agenzia regionale Toscana per l’impiego, a cui è affidato il coordinamento dei CPI e degli operatori accreditati ai servizi per il lavoro, assicurando omogeneità applicativa, gestione delle domande, istruttoria, pagamenti, raccordo con i servizi sociali di ambito e rendicontazione.
La programmazione, l’attuazione e il monitoraggio della misura “sono stati definiti in una cornice unitaria che vede il coinvolgimento attivo delle parti sociali regionali in sede di Commissione Regionale Permanente Tripartita”.

CINZIA GORLA

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