Referendum giustizia, Montanari attacca Governo Meloni. La Russa: “Si scusi o querelo”. La replica: “Nervosi per sì in svantaggio”

Referendum giustizia al voto 22 e 23 marzo, scontro politico tra Tomaso Montanari, rettore Università per Stranieri di Siena, storico dell’arte e saggista, e Ignazio La Russa, presidente del Senato.

Il casus belli riguarda le parole pronunciate da Montanari durante l’incontro ‘Le ragioni del no’ tenutosi nei giorni scorsi a Firenze promosso dal Comitato Toscano Società civile per il No. Presenti, tra gli altri relatori, Rosy Bindi e Lella Costa.

Referendum giustizia, Montanari attacca Governo Meloni. La Russa: "Si scusi o querelo". La replica: "Nervosi per sì in svantaggio"
(Foto Fb Cgil Toscana)

Con tanto di replica di La Russa che annuncia le vie legali qualora non arrivino scuse da parte di Montanari. E Montanari che risponde via social “Immagino che tutto questo nervosismo si debba al sì in svantaggio”.

Andiamo per ordine.

Le parole pronunciate da Montanari durante l’incontro sul referendum giustizia ‘Le ragioni del no’, qui il video dell’iniziativa: “Volete avere ancora come padri e madri costituenti Teresa Mattei, Piero Calamandrei, Giuseppe Dossetti, Giorgio La Pira, Terracini, Nilde Iotti o preferite Giorgia Meloni, Carlo Nordio, Ignazio La Russa, Francesco Lollobrigida? Comprereste una Costituzione usata e manomessa da questi banditi? Io no, ed è per questo che voto ‘no’”.
Referendum giustizia, Montanari attacca Governo Meloni. La Russa: "Si scusi o querelo". La replica: "Nervosi per sì in svantaggio"
(Foto Fb Ignazio La Russa)
La replica di La Russa via social: “Finora per pietà e rispettoso del “Non ti curar di loro…” mai ho considerato degno della minima considerazione ciò che diceva o scriveva tal Tomaso Montanari che, mi dicono, insegni a sfortunati studenti di non so quale Università. Ma anche un qualsiasi minus habens (figurarsi un professore, sedicente colto) ci penserebbe cento volte prima di affibbiare a me (assieme a Giorgia Meloni, Francesco Lollobrigida e Carlo Nordio) l’insulto di “bandito” che esula da qualsiasi argomentazione, finanche strumentale, ideologica o propagandistica. Qualifica semmai allo specchio chi la scrive o la dice immotivatamente e mi spinge a considerare ultimativo il mio invito a scusarsi prima di dover fare ricorso alle vie giudiziarie che di solito non uso mai”.

 

La risposta di Montanari arriva via Instagram: “Che la seconda carica dello Stato trovi tempo e parole per una cosa del genere ormai non stupisce, visto che si occupa perfino dei comici di Sanremo e si intrattiene maschiamente sull’avvenenza fisica delle giornaliste. Che la seconda carica dello Stato minacci un cittadino per un’opinione liberamente espressa e argomentata in una campagna referendaria questo invece è grave: e ci dice a che punto siamo. E cosa ci giochiamo con questo referendum: la Costituzione antifascista. che per sempre li ha banditi“.

Quindi: “I fascisti sono stati banditi dalla Costituzione. Banditi, messi al bando. messi fuori legge, estromessi. Loro chiamavano ‘banditi’ i partigiani: ma i banditi, dal primo gennaio 1948 e finché questa Costituzione dura, sono loro. Ed è esattamente per questo che si impegnano a farla cadere”.

Alessandra Nardini, Pd, assessora Regione Toscana, parla di attacco scomposto di Ignazio Benito Maria La Russa”.

Poi Nardini: “Non si è mai vista la seconda carica dello Stato minacciare di usare le vie legali contro un cittadino, un Rettore, che ha osato criticarla. Ha ragione Tomaso: la destra è nervosa. Evidentemente pensava di vincere a mani basse questo referendum su una riforma che mina il principio sacrosanto dell’autonomia della magistratura e portare avanti il suo disegno autoritario e invece…non andrà così!”

Francesco Michelotti, deputato senese e coordinatore toscano FdI: “Il rettore dell’Università per Stranieri di Siena Tomaso Montanari ha perso l’ennesima occasione per tacere. Dato che non ha propri argomenti consistenti, e soprattutto dimostra di ignorare il contenuto del referendum del quale, durante un incontro a Firenze e del quale si è fatto promotore del no, il solo modo al quale è capace di ricorrere, prassi che ben conosce, è l’insulto. Un insulto grave, mirato ai vertici istituzionali del governo, dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al presidente del Senato Ignazio La Russa, fino ai ministri Carlo Nordio e Francesco Lollobrigida. Il basso registro che da sempre caratterizza Montanari, purtroppo, scredita e mortifica l’Università per Stranieri di Siena, della quale è rettore; un registro indegno, che ci fa chiedere le sue immediate dimissioni, perché chi ricopre un ruolo che dovrebbe essere modello di un alto spessore, non può e non deve permettersi di offendere lo Stato”.

Cgil Toscana, segretario generale Rossano Rossi: “𝐒𝐨𝐥𝐢𝐝𝐚𝐫𝐢𝐞𝐭𝐚̀ 𝐚 𝐓𝐨𝐦𝐚𝐬𝐨 𝐌𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐚𝐫𝐢, 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚 𝐛𝐞𝐫𝐬𝐚𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐭𝐭𝐚𝐜𝐜𝐡𝐢 𝐝𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨.
Quando si colpiscono voci libere del mondo della cultura e dell’università, si colpisce anche il diritto al confronto e alla critica che è alla base della nostra democrazia.
Per questo la solidarietà che esprimiamo come CGIL e FIOM è importante: difendere chi prende parola significa difendere la Costituzione lo spazio democratico di tutte e tutti.
E oggi più che mai per difendere la Costituzione serve partecipazione”.

Fiom Toscana: “Esprimiamo la nostra solidarietà a Tomaso Montanari per l’attacco ricevuto dalla seconda carica dello Stato. La critica e il dissenso sono parte essenziale della democrazia. La nostra Costituzione tutela la libertà di espressione, proprio perché il confronto aperto è la base di una società libera.

Difendere la Costituzione significa difendere il diritto di parola. E significa ricordare che le istituzioni devono essere le prime a rispettarne lo spirito.
La Costituzione ci protegge. Sta a noi proteggerla come ha fatto e continua a fare il professore”.

 

CINZIA GORLA

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