Menopausa precoce per 1 donna su 14 nei Paesi meno ricchi, picchi in aree rurali 

La menopausa è un momento delicato che segna una tappa critica della vita riproduttiva femminile, cioè la fine delle mestruazioni dovuta all’esaurimento dei follicoli ovarici. L’ingresso in questa nuova fase avviene fisiologicamente tra i 45 e i 55 anni d’età, seguendo la normale parabola dell’invecchiamento. Ma alcune donne si trovano a vivere in anticipo il passaggio. La menopausa è infatti considerata precoce se si verifica prima dei 45 anni e prematura se arriva prima dei 40. Uno studio appena pubblicato sulla rivista open access ‘Bmj Global Health’ ha permesso di stimare l’entità del fenomeno e mostra come nei Paesi a basso e medio reddito la menopausa precoce colpisca 1 donna su 14 di età compresa tra i 30 e i 49 anni.

Istruzione e maternità posticipata riducono molto il rischio

L’analisi aggregata dei dati sulla sua prevalenza in 44 nazioni ha messo in evidenza anche un altro elemento: in tutte le regioni e i Paesi considerati, l’incidenza della menopausa precoce è più alta nelle aree rurali, rispetto a quelle urbane. E fattori come l’istruzione e la maternità posticipata riducono significativamente il rischio. La menopausa precoce e quella prematura rappresentano un “considerevole problema di salute pubblica, poiché aumentano il rischio di malattie cardiovascolari, osteoporosi, disturbi metabolici, declino cognitivo, depressione e morte prematura, oltre a compromettere seriamente la qualità della vita”, osservano gli autori dell’analisi.

Ad oggi, i risultati delle ricerche sulla prevalenza della menopausa precoce e prematura sono frammentari, incentrati su singoli Paesi e privi di un’analisi dettagliata dei correlati fattori sociodemografici e riproduttivi a livello individuale. Per colmare questo importante gap informativo, i ricercatori hanno utilizzato i dati aggregati del Demographic and Health Survey (Dhs) relativi a 716.648 donne di età tra i 30 e i 49 anni in 44 Paesi a basso e medio reddito, dove la menopausa tende a verificarsi prima rispetto ai Paesi ad alto reddito. Sono state incluse tutte le regioni del mondo, ad eccezione del Nord e del Sud America, per i quali non erano disponibili dati.

I ricercatori si sono concentrati sulle variabili potenzialmente esplicative, quali: fattori di salute come l’età al primo matrimonio e al primo parto; il numero di nati vivi; le interruzioni di gravidanza; fattori a livello comunitario come il luogo di residenza; e caratteristiche individuali come età, istruzione, professione, indice di ricchezza ed esposizione ai media. La maggior parte delle persone intervistate aveva un’età compresa tra i 30 e i 34 anni (29%), mentre sia le donne che i loro mariti avevano per lo più un livello di istruzione pari alla scuola secondaria (rispettivamente il 34% e il 17%). La maggior parte  viveva in zone rurali (62%). Oltre un terzo (38%) delle donne si è sposata prima dei 18 anni e circa 1 su 5 (21%) ha partorito il primo figlio prima di quest’età. Più della metà (58%) ha avuto 3 o più figli.

La prevalenza complessiva della menopausa precoce o prematura è risultata di poco superiore al 7% (51mila donne su 716.648), un dato – osservano gli autori – molto più elevato rispetto alle precedenti stime globali, con la prevalenza più alta tra le donne di età compresa tra i 40 e i 44 anni (14%). L’analisi ha mostrato anche significativi divari: una differenza di 6 volte tra i Paesi con la prevalenza più alta e quelli con la prevalenza più bassa. I Paesi con le quote di menopausa precoce più elevate sono risultati l’Etiopia, l’Indonesia e il Myanmar: rispettivamente il 12%, l’11,5% e poco più del 10%. La prevalenza più bassa è stata registrata in Giordania (poco più del 2%), Gabon e Armenia (rispettivamente quasi il 3%).

Tra i fattori che sono risultati associati a un’elevata prevalenza di menopausa precoce, gli autori citano: aver partorito prima dei 18 anni (11%); essersi sposati prima dei 18 anni (poco più del 10%); non aver ricevuto un’istruzione formale (poco più del 9%); trovarsi in condizioni di svantaggio economico (poco più dell’8%); non essere esposti ai media (poco più dell’8%); risiedere in zone rurali (8%); e avere 3 o più figli (7,5%).

Disuguaglianze nell’accesso al cibo e all’assistenza sanitaria

L’analisi ha dimostrato anche che la disparità di prevalenza tra aree rurali e urbane è risultata costante nelle varie aree esaminate. Questo, argomentano i ricercatori, “riflette disuguaglianze fondamentali nell’accesso all’assistenza sanitaria, nello stato nutrizionale, nelle opportunità educative e nell’esposizione a rischi professionali”. Secondo quanto evidenziato dagli esperti, le donne in queste aree hanno maggiori probabilità di svolgere lavori manuali e di essere esposte a pericoli sul luogo di lavoro, tra cui l’utilizzo di prodotti chimici agricoli. L’istruzione si è rivelata un fattore protettivo, con probabilità di menopausa precoce progressivamente inferiori all’aumentare del livello educativo. Rispetto alle donne senza istruzione formale, quelle con una laurea avevano il 58% di probabilità in meno di andare incontro a una menopausa precoce. Inoltre, le donne che lavoravano avevano il 14% di probabilità in meno di incorrere nel problema rispetto a quelle senza occupazione.

Gli autori precisano che si tratta di uno studio osservazionale e, come tale, non è possibile trarre conclusioni definitive in merito a un rapporto di causa-effetto. Inoltre è uno studio basato su dati auto-riferiti e i ricercatori non sono stati in grado di distinguere tra menopausa naturale e menopausa indotta chirurgicamente. Non solo: diversi fattori potenzialmente importanti associati alla menopausa non erano inclusi in modo sistematico nei dati dell’indagine Dhs: fumo, consumo di alcol, attività fisica, dieta, patologie croniche, uso di contraccettivi ormonali e durata dell’allattamento al seno, esposizioni ambientali.

La menopausa precoce pesa su sistemi sanitari già in difficoltà

Continuare a indagare su ogni aspetto di questo fenomeno è importante, ribadiscono gli esperti, perché le conseguenze in termini di salute derivanti dalla menopausa precoce e anticipata metteranno a dura prova i sistemi sanitari dei Paesi a basso e medio reddito, in particolare nell’Asia meridionale e orientale, nel Pacifico e nell’Africa subsahariana. “Con l’invecchiamento rapido della popolazione” in queste zone “e con le donne che si prevede trascorreranno una parte sempre maggiore della loro vita in menopausa, la prevalenza” della menopausa precoce “rappresenta un onere sostanziale e crescente per sistemi sanitari già limitati da priorità concorrenti e risorse ristrette”, scrivono gli autori dell’analisi. I risultati “sottolineano l’urgente necessità di integrare la menopausa nei programmi di salute riproduttiva e di prevenzione delle malattie non trasmissibili, concentrandosi in particolare sulle aree rurali e affrontando i determinanti sociali, tra cui l’istruzione femminile e il ritardo nei matrimoni”, concludono.

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content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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